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Un giorno di pioggia a New York: Woody Allen racconta le gabbie delle aspettative

Un giorno di pioggia a New York: Woody Allen racconta le gabbie delle aspettative My rating: 3.5 out of 5

Diceva bene il titolo di un articolo che ho letto prima di andare al cinema: “quando esce un film di Woody Allen è sempre un momento speciale”. Eccoci dunque a uno di questi momenti: giovedì 28 novembre è uscito A rainy day in New York (Un giorno di pioggia a New York).

Sono molteplici gli elementi che mi hanno reso questo film speciale: il cinema in cui l’ho visto (in una sala piccolissima), la versione originale, ma soprattutto un grandissimo lavoro svolto da Timothée Chalamet ed Elle Fanning.

Un giorno di pioggia a New York è un film che potrebbe raccontarne almeno altri 5.

Gatsby ed Ashleigh frequentano la prestigiosa Yardley University. Lui è un ribelle, lei un’insicura. L’occasione di vivere un week end romantico a New York arriva nel momento in cui ad Ashleigh viene commissionata un’intervista a Roland Pollard: rinomato regista in città per promuovere il suo nuovo film.

È una grande opportunità per lei di incontrare un suo grande idolo, e per Gatsby di farle conoscere la New York di cui è tanto innamorato. Posti da vivere insieme, hotel di lusso e l’ingenuità di due adolescenti in balia degli eventi e delle casualità che “un giorno di pioggia a New York” possono presentare senza preavviso.

Attenzione: se non hai ancora visto il film ma vuoi saperne di più senza spoiler prosegui pure la lettura. Se invece sei tra le persone che vogliono sapere poco o nulla su un film prima di vederlo torna a film finito. Se hai già visto il film rivivilo con noi e facci sapere cosa ne pensi! 

Oltre la trama (NO SPOILER)

Non fatevi ingannare dall’esiguità della trama, in quanto è solo un pretesto per giustificare tutto ciò che succede all’interno del film. Quest’ultimo, infatti, non è altro che un contenitore all’interno del quale si mischiano i sapori di tantissime storie diverse, figlie l’una della conseguenza dell’altra, tutte mirate a raccontarci le fragilità dei personaggi che Woody Allen mette in scena. Sono racconti di una borghesia in crisi, che si domanda il perché di date imposizioni finalizzate alla mera facciata.

A Soho vivevano i creativi e gli artisti, ma poi è diventato troppo caro e si sono trasferiti a Tribeca. Poi è diventato caro anche lì e si sono trasferiti a Brooklyn. Presto dovranno tornare da mamma e papà. – Gatsby

È qui che troviamo lo spirito ribelle di Gatsby: nel suo vizio/talento del gioco d’azzardo (da cui esce sempre ricco vincitore), dalla sua noia nei confronti di una società impomatata e moralista, nella festa di gala di sua madre (che si rivelerà essere un personaggio chiave con pochissime battute) da evitare a tutti i costi per non darle il dispiacere di non voler presenziare pur essendo in città.

Dall’altra parte abbiamo invece Ashleigh (bellissima la sfumatura del nome il cui finale per noi insolito ha uno scopo ben preciso nella narrazione). Figlia di banchiere, costantemente in bilico tra il giusto e lo sbagliato. Insicura sognatrice con i piedi per terra pur avendo una naturale propensione al volo. È l’esatto opposto di Gatsby, col quale condivide lo stato sociale ma non la stessa serenità nel riconoscerlo. Curiosa del resto del mondo a patto di poter sempre tornare, alla fine, alla propria vita.

Perché Un giorno di pioggia a New York è il film della settimana

Woody Allen racconta i figli di una borghesia fondata sull’illusione che una vita agiata impedisca alle generazioni future di incappare negli errori commessi da quelle precedenti. Tuttavia fallisce quando la volontà di lasciare prestigio ai propri successori viene vista da questi ultimi come il peso di un’aspettativa insostenibile nonché incompatibile con la propria natura. Essi vivono di una luce riflessa destinata a spegnersi in quanto le stesse generazioni che la accesero la mettono ora in discussione.

C’è una grande divisione tra il presente e il passato, poiché il contesto adulto è rappresentato come un panorama decadente all’interno del quale vediamo crisi esistenziali, tradimenti e vite tenute segrete agli occhi di una nuova generazione che per la prima volta vede tutto questo ed ha facoltà di scegliere del proprio futuro. E lo fa. Perché niente è giusto o sbagliato se scelto.

Allo stesso tempo è sano rendere virtù le imposizioni di un periodo in cui la scelta non era contemplata. Ecco quindi che le lezioni di pianoforte imposte a Gatsby gli fanno scoprire un’attitudine per il jazz, regalandoci una delle scene più belle del film in cui un’ingenua Everything Happens to Me viene eseguita sotto gli occhi di una colpita ed affascinata Selena Gomez (Chan) che non sfigura e, nel piccolo del suo personaggio, fa un buon lavoro.

Pillole

Permettetemi di dedicare quest’ultimo piccolo paragrafo ad una colonna sonora meravigliosa, all’interno della quale troviamo due dei miei standard jazz preferiti. Woody Allen ci ha sempre abituati bene, ma questa volta ha davvero toccato due miei punti deboli. Amanti del Cool Jazz, ritagliamoci questo piccolo spazio.

A voi due suggerimenti per entrare al meglio in sala.

Chet Baker: Everything Happens To Me – http://bit.ly/2OH10JP

Stan Getz: Misty – http://bit.ly/35TgvUX

 

Gatsby (Timothée Chalamet) & Ashleigh (Elle Fanning) in Un giorno di pioggia a New York.

Article written by:

Andrea Bruno

Classe 1996, musicista ed appassionato di cinema diffida dagli eccessi di felicità che molto spesso nascondo l'esatto opposto. Nostalgico amante del jazz e della filosofia (colonne portanti del suo progetto cantautorale come Andrea Millais), trova nel cinema la possibilità, per ognuno, di rispecchiarsi dentro a personaggi di film o serie tv al fine di alleviare quel frustrante senso di solitudine a cui ogni essere umano può essere soggetto.

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