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Unsane – L’ultima gemma di Soderbergh è custodita in un iPhone

Unsane – L’ultima gemma di Soderbergh è custodita in un iPhone My rating: 4 out of 5

Soderbergh non si discute, SI AMA.

Voglio un bustino di Steven sul mio comodino; vorrei coccolarlo, toccargli la pelata e dondolarlo come un bebè. Se non si fosse capito, ho un vero feticismo per quest uomo. Premio Oscar per Traffic, Palma d’oro a 26 anni per Sesso, bugie e videotape, la sua filmografia è così vasta e varia, e allo stesso tempo così completa da farmi sognare ad occhi aperti come un bambino che vede per la prima volta Toy Story.

“Se poi mi dite che ha pure problemi con l’alcool, allora sbiello”

Dai film con budget esorbitanti come Magic Mike e la trilogia degli Ocean’s fino a Bubble, girato con du’ spicci, Soderbergh dovrebbe essere la musa ispiratrice di ogni cineasta moderno. Autore a 360°, sempre pronto a sperimentare e divertirsi.

Nonostante la pugnetta a due mani appena rifilatagli, la recensione di Unsane, ultima sua fatica, non sarà quella di un fan boy. Vi farò innamorare pure voi di questo film, senza esagerare. Ma sappiamo entrambi che non andrà mai così…

iPhone 7 plus e la “dedica” a Brian De Palma

In fondo, noi italiani siamo fortunati: nello stesso anno, nel giro di pochi mesi, due film di Soderbergh al cinema. Prima il bellissimo La truffa dei Logan, di cui vi lascio la nostra recensione, e ora Unsane, thriller che ruota intorno alle terrificanti conseguenze nella vita di una vittima di stalking. E non solo…

“No no no, disdici tutto… stasera andiamo a vedere Unsane!”

Trama già vista, già usata, eppure a questo giro non ci concentriamo sul personaggio dello stalker, quanto sulla vittima, Sawyer (una Calrie Foy sontuosa), con tutti i suoi turbamenti  e le sue “allucinazioni”. Una scelta accurata, che permette allo spettatore di empatizzare al meglio con tutte le torture e le angherie che Sawyer è costretta a subire nell’ospedale più antipatico e stronzo di sempre.

Ah… non ve l’ho detto ancora? Unsane è girato interamente con un iPhone 7. Marchetta di casa Apple? Può anche darsi, ma è il risultato quello che conta amici miei, e qui abbiamo un film ansiogeno, che non ha niente da invidiare a grandi produzioni con budget costosissimi. Storia, di certo, non innovativa al massimo, ma il solo fatto di essere così terribilmente realistico rende Unsane un incubo ad occhi aperti.

Soderbergh gira in un vero ospedale abbandonato e rievoca Sisters di Brian De Palma, ma più che provando a instaurare dubbi sulla sanità mentale della sua protagonista, racconta gli spettri e le paure racchiusi nella sua mente. Are we Unsane? Potrei fare queste battute per tutto il giorno.

L’America che non ci piace e le sue sfumature horror

In un contesto così amichevole e family friendly, non poteva mancare una sottotrama infida, subdola e un po’ bastarda… come la rucola.

Negli USA, in questi ultimi anni, sono sempre più frequenti i taciti accordi tra gli ospedali psichiatrici e le compagnie assicurative dei presunti “malati”, che vincolano le vittime a ricoveri forzati giusto per far incassare ambo le parti. Tema affrontato già da Miloš Forman in Qualcuno volò sul nido del cuculo, e che non fa altro che impreziosire così un film (negli intenti) di serie B, ma che affronta un serio e avvilente problema nella società a stelle e strisce. Ah, il Dio denaro…

E non vi ho ancora parlato del cattivo, David. Già… David! “LA” malattia fatta carne e ossa: con un faccione inquietante e innocente allo stesso tempo, il suo sguardo vi gelerà le vene e vi metterà angoscia in ogni istante possibile. Una lucida follia incontrollata, che Soderbergh ci somministra in piccole dosi, ma che man mano diventerà sempre più pericolosa. Poco importa se il nostro Steve non ci lascia il beneficio del dubbio, Unsane e il suo iperrealismo vi entreranno sotto pelle. Entrate in un mondo deviato, amici del MacGuffin… da bravi.

Ne ho visti di più belli, ecco…

Strapotere soderberghiano

Se sei riuscito a leggere questo sottotitolo senza ingarbugliarti, hai vinto una caramella, amico. Pure con solo un telefonino in mano, il regista originario di Atlanta mette in tasca i cineasti moderni, mostrando movimenti di camera da sturbo e virtuosismi mai fini a se stessi, come la sequenza del delirio di Sawyer.

Unsane è il miglior thriller horror del 2018, volando, di conseguenza, diritto nell’albo dei film migliori del’anno. Prove attoriali mostruose, intrattenimento e una certa dose di paura amalgamati benissimo (soprattutto quanto basta)… e davvero poche sbavature. Un prodotto interessante e quasi unico, che insieme a Tangerine del 2015 è tutto frutto dell’occhio di un iPhone.

Steven Soderbergh, ancora una volta, domina la scena. Sempre lui… meravigliosamente lui! Fucking… Unsane!

Keanu approves 😉

Article written by:

Davide Casarotti

Maschio. Classe 1995. Natura antipatica e cuor gentile. Chiuso tra le montagne della mia amata Val d'Ossola, guardo al cinema come motivo di evasione. Assuefatto di film, adoro perdermi tra i pensieri che questi mi lasciano una volta terminati. Sono, per me, una droga da cui non posso più sfuggire.

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