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Il castello errante di Howl: il tempo scorre ma niente corrompe la bellezza

Il castello errante di Howl: il tempo scorre ma niente corrompe la bellezza My rating: 4 out of 5

Sensualità e acquarelli

L’animazione è un mezzo da prendere sul serio: Miyazaki disegna ciò che non potrebbe essere rappresentato altrimenti.

La sua imponente fantasia gli permette di creare nuovi universi ricchi di suggestioni mai viste. Inoltre le sue storie non sono mai prive di insegnamenti profondi e significativi. Ne Il castello errante di Howl, il pennello dell’artista delinea personaggi, paesaggi e arredi d’interni in profonda antitesi tra loro: sia cromatico che concettuale. La sensualità e bellezza di Howl, i gioielli della regina e i brillanti colori pastello contrastano con l’orrore della guerra, i toni scuri e le linee enigmatiche dei demoni: ricchezza e povertà, fantasia e realtà.

I personaggi

La natura delle relazioni che intercorrono tra i personaggi è alla base della struttura del racconto. C’è Sophie maledetta dalla strega delle Ande, l’ossessione della strega per Howl, l’affetto di quest’ultimo per Sophie, il conflitto tra la regina e lo sfuggente stregone protagonista, e l’accordo tra Calcifer, spirito motore del castello, e Howl. Questi diversi filoni procedono parallelamente creando un equilibrio costantemente instabile, com’è quello delle relazioni umane.

Sophie è una ragazza sobria che vive del proprio mestiere di cappellaia. La sua vita viene stravolta da una maledizione invecchiante, che le è stata inferta dalla strega delle Ande, gelosa del suo incontro con il fascinoso Howl. Con il suo nuovo aspetto, la vecchia Sophie ritrova lo stregone e decide di occuparsi del suo castello errante in qualità di domestica. Lei è la vera protagonista della storia, una donna che, come tutti i personaggi femminili di Miyazaki, ha grinta e bellezza inusuale. Infatti è portatrice del messaggio più forte che vuole comunicare il film: la vecchiaia non è limitante. Su questo aspetto farò riferimento più avanti.

Howl è seduzione e capriccio, umanità ed entità demoniaca. Lo stregone ribelle, poi innamorato di Sophie, è tutto ciò che ci attira e allo stesso tempo ripugna o terrorizza. La grande aura misteriosa, che il regista è riuscito a creare attorno a questo personaggio, è in realtà solo apparente: Howl ha fatto una scelta, ovvero non combattere al fianco della regina, e adesso ha paura ed è in fuga. Inoltre il suo spirito è corrotto dal male: infatti un essere demoniaco vive in lui, e solo l’aiuto di Sophie riuscirà a liberarlo. Oltre poi alla strega delle Ande (una vecchia innamorata di Howl, gelosa e senza alcuna voglia di invecchiare) nel racconto fanno capolino altre figure affascinanti e ricche di pathos tutto in stile Miyazaki.

Un piccolo apprendista mago, Calcifer il demone, uno spaventapasseri animato, un cagnolino, sono gli amici che circondano la coppia Howl-Sophie. In ciascun personaggio vive la firma dello Studio Ghibli: ricco di fascino, inquietante, ma mai crudele fino in fondo.

La vecchiaia secondo Hayao

Il regista stesso è l’incarnazione del messaggio che vuole dare ne Il castello errante: la terza età non frena la grinta e la bellezza.

Sophie ne è la prova: una giovane, invecchiata bruscamente, non si abbatte ma si lancia a capofitto in un’incredibile avventura. Lei inoltre è, come già detto, la protagonista della storia e s’innamora, poi corrisposta dall’amato. Howl e la strega delle Ande, al contrario, venerano la bellezza effimera della gioventù, e hanno paura di perderla. Ovviamente la vincitrice è Sophie: la strega abbandona l’incantesimo che la rende giovane, Howl si lascia andare all’amore oltre le apparenze.

Colonna sonora e atmosfere

Come in altri film di Miyazaki, Joe Hisaishi è il grande compositore della colonna sonora del castello errante. Le sue note accompagnano i meravigliosi quadri scintillanti, sfondi di questa storia piena di amore e magia. Questi scenari offrono sensazioni molteplici e profonde: il personaggio si trova spesso da solo, incorniciato da grandi spazi, a riflettere in solitudine.

Miyazaki è anche molto sensibile all’inquinamento ambientale.

Nelle sue animazioni troneggiano imponenti enormi macchine, congegni all’avanguardia, che però inquinano visibilmente. Allo sfarzo, il potere, il movimento delle industrie e lo sviluppo tecnologico militare si affiancano lo sporco, il degrado e la distruzione; e nel castello errante tutto questo si mescola, creando atmosfere uniche e suggestive. In conclusione lo Studio Ghibli non delude mai. Il suo carattere unico e la sua capacità di trattare argomenti fondanti, mai scontati,riesce sempre a donarci grandissimi film, che parlano a grandi e bambini, senza risparmiarsi. Personaggi indimenticabili come Howl e Sophie, affascinano e ci entrano nel cuore, senza andare via.

Article written by:

Roberta Sciuto

Poco da dire: come tutti qui sono appassionata d'arte, di qualsiasi forma o colore. Trovo che il cinema sia arte a 360°, poiché coinvolge i sensi nel loro complesso, mettendoli in relazione tra di loro. Oltre a contemplare cose, adoro anche fare sport, leggere, disegnare e fotografare. Buona vita, ragazzi!

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