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Top Gun: il rock ad alta quota di Tom Cruise

Top Gun: il rock ad alta quota di Tom Cruise My rating: 4 out of 5

Era il 1983 quando sulla rivista California Magazine usciva un articolo che raccontava dell’addestramento dei piloti da caccia Top Gun; da questo è ispirato l’omonimo film di Tony Scott, uscito nell’ottantasei e oramai un classico d’azione della cinematografia statunitense che ha reso lucente (nello stesso anno anche sulla Walk Of Fame) la stella di Tom Cruise. L’allora ventiquattrenne star di Hollywood si apprestava a consolidare l’immagine dello splendido action man interpretando Pete “Maverick” Mitchell, tenente della Marina americana fascinoso e ribelle.

A Maverick e al suo compagno navigatore “Goose” (Anthony Edwards) si aprono le porte della prestigiosa accademia Top Gun, per addestrare i migliori piloti nelle tattiche di combattimento aereo. Nonostante la sfacciata bravura nel pilotare i caccia, la fiducia di Maverick viene messa a dura prova da un incidente fatale in una sessione di allenamento; il giovane aviatore riuscirà a trovare la forza di reagire nel momento del bisogno grazie anche al supporto dei suoi superiori e alla relazione intrapresa con la bella “Charlie” (Kelly McGillis), istruttrice alla scuola di volo dove Maverick tenta di diventare il migliore per poi passare al campo di battaglia reale.

Una trama esile che lascia spazio all’azione scenica delle pirotecniche acrobazie intraprese dai caccia prestati dalla Marina Militare statunitense, promotrice a sua volta del film, e ripresi con abile versatilità e dinamicità da Tony Scott. Attorno alla sottigliezza della linea narrativa centrale se ne annoda una seconda, quella sentimentale, che assieme al tono tragico che assume la pellicola al momento dell’incidente, fanno scaturire un miscuglio di generi efficace e ben calibrato. Il collante che tiene insieme le sequenze di pura adrenalina tra i cieli e le strade californiane (perchè ovviamente Maverick quando non sfreccia nell’aria guida rigorosamente senza casco una virile motocicletta), è la colonna sonora rock densa e movimentata che si sposa alla perfezione con l’estremo stile di vita del protagonista. Quest’ultima, prodotta allora dalla Columbia Records, valse l’Oscar alla miglior canzone al nostro Giorgio Moroder e a Tom Whitlock, perciò sarebbe il momento di andare a svegliare il vicino con Take My Breath Away. 

 

Top Gun, stagliandosi tra i primi blockbuster della storia del cinema, rappresenta oggi un emblematico caso di studio. La pellicola, campione d’incassi di quell’anno, incarna tutta la mentalità consumistica e il patriottico spirito americano che hanno reso gli USA il colosso mondiale che tutti ammirano (o no). A partire da una narrazione mitica ambientata nel periodo della guerra fredda (in cui lo statuto capitalista si accresceva a dismisura) e il cui cardine sono i valori dell’esercito e la figura eroica e pulita dei suoi militari; passando per un incalzante strategia di marketing poggiata sui primi, perfettamente riusciti, product placement che lanciarono al tempo delle vere e proprie mode planetarie: i Rayban Aviator e i giubbotti di pelle indossati da Tom Cruise andarono a costruire e consacrare la star image del sex symbol ancora oggi attuale. E ancora facendo leva sui temi di un amore idealizzato e ribelle in guerra, della rivalsa e dell’eroismo, Top Gun sfila a velocità supersonica sotto gli occhi dello spettatore rimanendo nell’orbita della sua accattivante comfort zone basata su archetipi radicati nella cultura a stelle e strisce.

Passati trentaquattro anni dalla sua uscita, la mancanza di quelle acrobazie realistiche e reali, che solo Maverick era in grado di giostrare, inizia a farsi sentire. E a tal proposito non manca la risposta da parte di Hollywood che ha prontamente in serbo per noi Top Gun: Maverick (trailer Top Gun: Maverick, il seguito in dirittura d’arrivo forse già nell’estate 2020 con qualche cambio nel cast, ma non disperate perché è inamovibile il rettiliano Tom Cruise (nella foto sopra in anteprima dal nuovo trailer) che sembra ringiovanire ogni decade che passa. In cabina di regia stavolta sarà Joseph Kosinski (Oblivion, Tron…) a riattualizzare una pellicola quasi per nulla invecchiata e il cui ausilio dei nuovi mezzi digitali non potrà che giovare alle riprese degli attesissimi e spumeggianti voli militari.

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