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A Casa Tutti Bene – Cosa abbiamo fatto per meritarci tutto questo?

A Casa Tutti Bene – Cosa abbiamo fatto per meritarci tutto questo? My rating: 1 out of 5

Da prassi, arrivo in questo periodo e provo a tirare le somme dell’anno cinematografico appena passato. Il 2018 è stato un anno discreto: un paio di mezzi (se non interi) capolavori sono saltati fuori, vedere Il filo nascosto e Dogman per credere; è sbucata anche qualche perla inosservata come You Were Never Really Here, Revenge oppure il meraviglioso e italianissimo Lazzaro felice.

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Lazzaro Felice = pura magia

Non pensate eh, di zotte epocali ne ho quante ne volete: The Nun, il nuovo Robin Hood, Venom… Dovrei davvero continuare?! La mia politica alla fin fine suona un po’ come “Non sparare sulla croce rossa, Davide!”; infatti ho deciso di fare il bravo. Fino a oggi. Fino al giorno in cui decisi di recuperare A casa tutti bene, di Gabriele Muccino.

Vi vedo già tutti, stramaledetti fan di Muccino arrabbiati come faine in calore digitare frasi del tipo “MA SEI SOLO PIENO DI PREGIUDIZI!!!11! NN CAPISCI GNIENTE!11!”. Credetemi, io mi sono seduto sul mio divano con blocco per gli appunti, armato di penna a sfera e con la voglia di gustarmi un buon film. Cazzo nel cast hai pure gli Avengers del Cinema italiano degli ultimi anni… È impossibile fare porcate!

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Avengers…  Assemble!

POVERI ILLUSI…

Tragicomico, al limite del ridicolo

A casa tutti bene ha la trama più semplice del mondo (cogliete la citazione, sù!); ve la riporto parola per parola direttamente da Wikipedia: una coppia di pensionati si trasferisce su un’isola; in occasione delle nozze d’oro, organizzano un pranzo per la famiglia, ma, una volta sul posto, gli invitati sono costretti a rimandare la partenza a causa del maltempo. Ed è così che la nostra fiera delle banalità ebbe inizio.

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Non voglio nemmeno perdere tempo a dire tutti i nomi, tutte le parentele… Mi limiterò a parlare dei singoli attori, così da rendere la vita più facile. A me e a voi. Riassumendo tutto in maniera seccata e cinica:

  • Accorsi fa il solito protagonista tormentato, che sembra costantemente sotto attacchi d’asma mentre recita. Scrittore, viaggiatore e trombatore folle. Chapeau per la fantasia;
  • Favino è il padre di due bambine, divorziato, con una nuova e pazza moglie al seguito. Il perfetto esempio del papà che lavora sempre e che non dà abbastanza attenzioni a nessuna delle due figlie… Echeppalle!
  • La Crescentini è la famigerata seconda moglie di Favino. Il personaggio più sopra le righe e idiota di tutti;
  • I più navigati Marescotti e Ghini sono dispensatori di espressioni ebeti e di frasi da Baci Perugina;
  • Sandra Milo manco l’avevo riconosciuta subito… per farvi capire…;
  • Claudia Gerini in pieno formato “telenovela di serie Z in onda su Rai Uno”, lontana anni luce dalla parente vista in Suburra la serie;
  • Non si salva nemmeno la povera Stefania Sandrelli. Gli altri stereotipi a due gambe scopriteli voi.

Muccino è un pessimo direttore d’orchestra, incapace di dare spessore ai propri personaggi o di dosarne in maniera equilibrata la drammaticità. La recitazione è sempre, costantemente, grottesca: l’isteria incontrollata di questa famiglia frivola, falsamente amorevole e borghese (nel senso più negativo del termine) rende ogni singolo personaggio detestabile fino al midollo. Un vero dito in… proprio lì, dove non batte il sole.

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Tarallucci e vino.

A casa tutti bene è eccessivamente teatrale, pieno zeppo di protagonisti piatti e mal assortiti; gente che si urla addosso senza motivo, di piattezza nella scrittura dei personaggi ne abbiamo quanta ne volete. E pensate che ancora non avete letto/sentito/visto nulla.

Sono seri o mi prendono in giro?

In un contesto di disperazione illogica, non si riesce a salvare nemmeno il “salvabile”: A casa tutti bene, oltre a essere un’indelebile macchia sul curriculum di alcune eccellenze attoriali, anestetizza lo splendore di un’isola nel golfo di Napoli con uno sguardo spento, patinatissimo e ben poco ispirato. Il montaggio nel suo essere così frenetico dovrebbe coinvolgere lo spettatore. Niente di più sbagliato. Per non parlare dello stupro ai danni della camera a mano… manco stesse girando un mockumentary.

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I tempi sono gestiti malissimo, non c’è spazio per un’evoluzione psicologica che possa considerarsi tale. Persino le musiche, originali e non, paiono una colonna sonora preimpostata in qualche programma per montatore video alle prime armi. A casa tutti bene è un film vuoto, che vorrebbe raccontare la falsità e la disperazione di una grande famiglia, ma che in realtà non ha proprio un tubo da dire. Dopo due ore di visione, rimane solo il nulla e non torna un c***o.

Scrittura “dantesca” per un film barzelletta

Lo stile di Muccino non fa altro che gonfiare a dismisura l’ego autoriale del regista, mettendo in scena un teatrino che si prende terribilmente sul serio. Tanto seriamente da essere ridicolo sotto ogni aspetto, sceneggiatura compresa.

Vi lascio con un paio di citazioni, tratte direttamente dal film che mi sono rimaste talmente tanto in testa da farmi rabbrividire. A voi il divertimento:

-“Ci sei sisters?”

-“Ci sono brother!”

Favino e Sorella. 50 anni l’uno.

“Er bene se dimostra, la felicità si conquista.”

E sti cazzi!

“A me la famiglia mi sta sul cazzo!”

Pure a me questa famiglia sta sulle balle.

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Mo’ me ne vado pure io…

A casa tutti bene è il perfetto esempio di come buttare nel tritarifiuti anni di campagne a favore della rinascita del Cinema italiano. Qualcuno, da qualche parte nel web, ha persino messo questo film tra i migliori dello scorso anno… dicendo che solo Muccino poteva fare un film così.

Non potrei essere più d’accordo. Noi non ci siamo meritati questo scempio.

Article written by:

Davide Casarotti

Antipatico e logorroico since 1995. Scrivo di Cinema da quando ho scoperto di non saper fare nulla. Da piccolo volevo fare il cuoco, crescendo ho optato per il giornalista; oggi mi limito ad essere pessimista, bere qualche birra con gli amici e andare al Cinema da solo. Giuro, non sono una brutta persona.

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