American Graffiti
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American Graffiti: quattro amici e un DJ alla scoperta dell’età adulta

American Graffiti: quattro amici e un DJ alla scoperta dell’età adulta My rating: 5 out of 5

Con American Graffiti scopriamo cosa c’è dopo la famosa notte prima degli esami.

American Graffiti

American Graffiti occupa da sempre un posto speciale nel mio cuore. Sarà per la musica, o per i temi comuni ai giovani di ogni generazione; fatto sta che rimane uno di quei film che riguardo ogni volta col sorriso sulle labbra. Girato nel 1973 da un giovane George Lucas, American Graffiti è stato addirittura scelto per per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, e compare nella lista aggiornata dei cento migliori film statunitensi di tutti i tempi.

American GraffitiLa trama è semplice e universale, e per questo motivo credo che, anche a distanza di quarantatré anni, rimanga sempre condivisibile da tutti i ragazzi in procinto di cominciare una nuova vita. Il film segue infatti le vicende di un gruppo di amici (Curt, Steve, John, Terry e relative fidanzate) degli anni ’60 la sera prima di grandi partenze: l’università incombe e i dubbi attanagliano i ragazzi. Qualcuno non vede l’ora di lasciare la città, qualcun’altro teme di compiere la scelta sbagliata; tutti, nessuno escluso, si trovano di fronte alle prime difficoltà della vita adulta. L’adolescenza è appena passata e la maturità è dietro l’angolo: per i quattro amici è difficile scegliere che direzione prendere, se il futuro sconosciuto, lontani gli uni dagli altri, o il più facile passato, del quale si conosce già il percorso. Metafora di tutto questo, è la vicenda specifica di Curt (Richard Dreyfuss) che innamoratosi di una stupenda bionda incrociata in macchina, la insegue tutta la notte, per poi lasciarla andare deluso una volta scoperta la verità sulla sua identità. Come sfondo alle vicende sentimentali e di vita di questa gioventù (non ancora bruciata), una meravigliosa colonna sonora trasmessa dal dj Lupo Solitario, e in grado di dipingere ogni sfumatura del giovane animo umano.

American GraffitiIl bello di American Graffiti è la sua capacità di viaggiare sempre sul filo sottile tra malinconia, nostalgia e tenerezza, e toccando nel vivo chi – questi momenti – li ha vissuti davvero, da più o meno tempo. Le partenze per l’università, le relazioni a distanza, il futuro incerto… Lucas usa temi universali, noti a tutti, per indagare in maniera nostalgica ma mai stucchevole le insicurezze che non sono più del singolo ma di un’intera generazione di giovani sull’orlo della vita adulta. I ragazzi – e forse anche noi qualche tempo fa – sanno bene cosa si stanno lasciando alle spalle e che, quando saranno arrivati dall’altra parte, sarà tutto diverso. È dunque difficile scegliere se fare questo passo così grande, o se fermarsi ancora un po’, ancora una notte al drive-in di Mel.

È un viaggio in macchina all’alba verso un luogo che non si conosce: bellissimo e spaventoso allo stesso tempo. Ma sopportabile, se si ha la giusta colonna sonora.

Article written by:

Giulia Cipollina

28 anni, laureata, lavoro in un negozio di ottica e fotografia. Come se già non bastasse essere nerd: leggo tanto, ascolto un sacco di musica e guardo ancora più film - ma almeno gli occhiali per guardare da vicino posso farmeli gratis.

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