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Another Earth: povero ma bello

Another Earth: povero ma bello My rating: 3.5 out of 5

Another Earth è un film povero. Dirò di più, Another Earth è il Chievo Verona dei film di fantascienza.

Il cast

Mi spiego meglio.

Sarà banale, ma non è necessario che un film, per essere un bel film, debba avere miliardi di dollari di budget. La cosa fondamentale è avere la consapevolezza della differenza che passa tra essere un film povero ed essere una poverata. Another Earth è certamente un film povero di mezzi ma non di contenuti. Povero se messo a confronto con colossi come Interstellar o Arrival. Non apriamo neanche il discorso. Se cercate un film di alieni, galassie ed astronavi, no. Passate oltre. Per farvi un’idea, il budget era di 100 mila euro; per fare la camera da letto della protagonista hanno riciclato quella del regista. L’unico effetto speciale è una replica della Terra che appare improvvisamente nel cielo. Fatta bene eh, per carità. Ma stop.

Una poverata Un film con un budget importante

Però è un film che, conscio dei suoi limiti, gioca in modo onesto la sua partita. Difficilmente qualcuno potrà mai inserirlo nella top 5 dei suoi film preferiti. Al limite lo potrebbero fare il regista, il produttore, lo sceneggiatore, il fotografo o il montatore (che, forse per risparmiare, sono tutti la stessa persona, Mike Cahill), ma sicuramente porta a casa il risultato. Si ritaglia dignitosamente il suo posticino nel genere “film-di-fantascienza-che-pone-domande-filosofiche”.

Non è un effetto speciale, è solo uno con una maschera.

La trama: Rhoda (Brit Marling) ha 17 anni e la fissa per l’astronomia. È appena stata accettata al Massachusetts Institute of Technology. Va ad una festa, beve un po’ troppo. Al ritorno la radio annuncia che nel cielo è diventato improvvisamente visibile un pianeta in apparenza identico alla Terra. Si distrae per guardarla e va a sbattere contro un’altra macchina ferma ad uno stop. Nella macchina ci sono John (William Mapother), la moglie incinta ed il figlio. Muoiono tutti tranne John, che va in coma. Rhoda viene arrestata e passa i successivi quattro anni in prigione. Quando esce torna dalla sua famiglia che prova a farla sentire “normale”, ma la depressione ed i sensi di colpa sono troppo forti. Pur di non avere contatto con le persone, Rhoda accetta un lavoro come bidella di un liceo.

OCCHIO CHE DA QUA INIZIA LA PARENTESI SPOILER. Se non avete ancora visto il film, ci ribecchiamo alla fine.

E se ti dicessi che Pagoda de I Tenenbaum è uno dei bidelli?

Rhoda passa il suo tempo libero a girovagare senza meta. Un giorno capita sul luogo dell’incidente e scopre che John è uscito dal coma. Si presenta a casa dell’uomo, che fa(ceva) il compositore, per scusarsi. Per farsi aprire si finge una domestica mandata in prova da una ditta di pulizie (pensandoci bene, questa scusa potrebbe essere uno dei pochi effetti speciali del film). John ha perso la passione per il lavoro (e il lavoro: insegnava nella facoltà di musica di Yale), per la musica, per tutto. Vive in una casa allo sbando immerso nei ricordi e nelle bottiglie vuote.

Nel frattempo Terra 2 diventa sempre più visibile ad occhio nudo, e la NASA apre un concorso: mette in palio un biglietto per il viaggio, che andrà a chi scriverà il saggio con le motivazioni più convincenti per essere scelto.

Rhoda pensa: fuggire in Messico è troppo un cliché. Partecipo e, se vinco, mi faccio un viaggio di sola andata per ricominciare tutto. In fondo cosa la trattiene su Terra 1?

Ecco cosa potrebbe trattenerla: Rhoda e John fanno amicizia. Lui si rimette in sesto, abbandona la bottiglia e riprende a comporre. Nasce abbastanza prevedibilmente una storia fra i due. Ah sì: indovinate chi ha vinto il concorso?

Rhoda, a cena da John, gli confessa che ha vinto e che partirà. Lui le chiede di restare. Lei gli confessa che è lei la ragazza dell’incidente. Lui la prende male.

Intanto si scopre che Terra 2 è uno specchio di Terra 1. Lassù ci sono le stesse persone che ci sono quaggiù, si suppone con le stesse vite. Ma è possibile che, da quando Terra 2 è diventata visibile, questo specchio non rifletta più perfettamente. Può essere che la sincronizzazione si sia interrotta. Può essere che lassù la famiglia di John sia ancora viva. Rhoda gli regala il biglietto: parti tu, che hai più bisogno di me.

Nel finale Rhoda torna a casa da lavoro. Davanti al garage vede un’altra Rhoda, vestita bene, una Rhoda che ha avuto successo. È il suo riflesso che da Terra 2 è venuto su Terra 1. Quello che è incontra quello che poteva essere.

FINE PARENTESI SPOILER 

Rhoda 1 vs Rhoda 2

Un film amaro, sul rimpianto, sul what if. Rimpianto anche per la mancanza di mezzi, che in parte ha penalizzato un’idea interessante. Sicuramente con un budget leggermente più alto il risultato sarebbe stato ancora migliore. E tuttavia già così l’obbiettivo è stato centrato. Non è un film che vi cambierà la vita, ma di certo guardandolo non vi capiterà mai di pensare FERMATI COSA STA SUCCEDENDO, e dato il genere di film non era poi così scontato.

Presentato nel 2011 al Sundance, ha ottenuto un buon successo. Il regista, amico della protagonista (Brit Marling, oggi famosa per The OA), ebbe l’idea del film chiacchierando con lei, che contribuì a scrivere la sceneggiatura.

 

Ok, non ho tempo di leggerlo, dimmi perché dovrei vederlo:

-Perché le buone idee vanno premiate

-Perché è un bel film, nonostante i pochi mezzi

Article written by:

Simone Forte

Nato nel 1984. Nel 2012 scopro che l'anagramma del mio nome e cognome è "termosifone". Spero che scrivere di cinema senza averlo studiato per davvero non mi renda come quelli che leggono articoli complottisti sui vaccini e poi vanno a contraddire i medici. Io scriverò lo stesso, ma prometto di limitare al minimo indispensabile l'uso dei "................" e dei "!!1!!1!".

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