Ethan Hawke e Julie Delpy in prima del tramonto
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Before Sunset – Prima del tramonto

Before Sunset – Prima del tramonto My rating: 5 out of 5

Before Trilogy: Atto II

 

Nonostante oggi tutti coloro che si avvicinano alla trilogia di Richard Linklater sappiano che Jesse e Celine, dopo la notte di Vienna, si incontreranno nuovamente, nel 1995 il finale di Before Sunrise  risultò particolarmente riuscito proprio per la sua ambiguità e il essere aperto ad ogni possibile risposta. Nessuno poteva infatti sapere con certezza se Jesse e Celine avrebbero mantenuto la promessa di ritrovarsi sei mesi dopo nello stesso punto in cui si stavano salutando, tanto meno lo poteva sapere Linklater, essendo lui stesso protagonista, o forse si può dire vittima, della storia d’amore con la giovane Amy, della quale però aveva perso le tracce da tempo. E, come detto riguardo al primo capitolo della trilogia, fu proprio quella esperienza ad ispirare e guidare la mano del regista nello scrivere il suo gioiello, Prima dell’alba.

Nei primi mesi del 2003, quando si sparse la voce che quel piccolo capolavoro del 1995 avrebbe avuto un sequel intitolato Before Sunset (distribuito in Italia con il doppio titolo in inglese e italiano) la notizia fu accolta con sospetto e timore dbeforesunset1ai fan del primo film. L’idea di dare alla storia un seguito che avrebbe dato risposte sul futuro dei due giovani innamorati non piacque a molti. Certi quesiti, si diceva, dovrebbero per sempre rimanere tali, in quanto una risposta rischierebbe di intaccare la perfezione dell’opera. E questo era Before Sunrise, un’opera perfetta, conclusa da un finale che non necessitava di una prosecuzione. Ben consapevole di questa caratteristica del suo lavoro, Linklater per anni sembrava aver deciso di fare come Jesse e Celine, che avevano deciso inizialmente di non vedersi mai più per non intaccare la bellezza e la perfezione di quella notte. Ma l’amore per il regista e i due interpreti Ethan Hawke e Julie Delpy nei confronti della loro storia e dei loro personaggi fu tale che riuscì a trionfare sull’idea iniziale. Incontratisi nuovamente sul set di Boyhood, ( meraviglioso ed epocale film che seguirà passo dopo passo la vita di un bambino per 12 anni e sarà girato ad intermittenza dal 2002 al 2014, data della sua uscita), Linklater ed Ethan Hawke decidono di dare un seguito alla storia. Come Jesse e Celine infransero rapidamente la promessa di lasciarsi per sempre dandosi un nuovo appuntamento, così Linklater e i due attori, stavolta coinvolti a pieno titolo nella creazione del progetto, si misero a scrivere un nuovo capitolo, che sarebbe stato ambientato esattamente nove anni dopo il primo, questa volta a Parigi, città natale di Celine.

Sono passati solo pochi minuti dall’inizio del film che Linklater mette subito le carte in tavola: Jesse si trova nella capitale francese, è in una libreria e sta presentando il suo best-seller che lo ha reso uno scrittore famoso in tutto il mondo. Neanche a dirlo, il libro è il racconto di ciò che visse quella magica notte di quasi dieci anni prima assieme a Celine, narrato come noi lo abbiamo visto in Before Sunrise. Ed ecco che un giornalista pone a Jesse la domanda che Linklater dev’esservi sentito porre un milione di volte dal 1995 al 2004: i due giovani si rincontreranno? Tramite le parole di Jesse, in un dialogo puramente metacinematografico,  Linklater da quella che è sempre stata la sua risposta alla domanda:

“Si tratta di un bel test per capire se uno è romantico e cinico. Lei (rivolto ad un giornalista del pubblico) pensa che si siano rivisti giusto? Bene, lei invece lo esclude, e lei lo spera ma non lo sa, non è sicuro. Dirle questo (se nella vita reale Jesse abbia nuovamente incontrato Celine) significherebbe buttare tutto alle ortiche”.

Jesse si riferisce al suo libro, ma in realtà chi parla è Linklater, che serve subito allo spettatore la spiegazione di quello che aveva significato per lui quell’addio sul binario. Il punto quindi non era quindi se Jesse e Celine si sarebbero rivisti, ma come lo spettatore avrebbe interpretato quella separazione. Il regista scherza tuttavia con lo spettatore, che sa benissimo che presto l’assioma di Linklater andrà in frantumi. Infatti, subito dopo aver detto queste parole, Jesse alza lo sguardo ed improvvisamente eccola lì, Celine. Subito dopo aver racchiuso il senso del finale del film in poche righe di dialogo, Linklater si contraddice volutamente, facendo incontrare di nuovo i due vecchi (?) innamorati. Dopo ben nove anni di attesa, sia per gli spettatori che per i personaggi, Jesse e Celine sono di nuovo insieme.

Dopo essersi timidamente salutati, i due ormai trentenni decidono di prendere un caffè e di fare una passeggiata per aggiornarsi sulle loro vite, prima che al tramonto un aereo riporti Jesse negli Stati Uniti. Si ripete quindi quello che era lo schema del primo film: una coppia con poco tempo a disposizione, animata solo dal desiderio di parlare e di stare insieme, fino a che il Sole non glielo permette. Il film, girato praticamente in real time, seBefore-Sunset--reviewgue così la successiva ora e mezza che Jesse e Celine trascorrono per Parigi, passeggiando e chiacchierando con la stessa facilità di nove anni prima, come se i due stessero ancora camminando fra le strade di Vienna. Ed è un vero e proprio miracolo come, a distanza di tutto questo tempo, il trio Linklater-Hawke-Delpy riesca a ricreare la stessa magia che si era creata nove anni prima. Come allora, l’incontro tanto atteso fra i due è l’occasione di fare un bilancio su quello che hanno vissuto dalla notte di Vienna fino ad ora, ma c’è una fondamentale differenza che rende questo film diverso dal precedente, nonostante sia nella struttura praticamente identico: il tempo è davvero passato.

Non sono solo i volti dei due protagonisti ad essere cambiati, ma lo sono anche gli occhi con i quali i due vedono il mondo. Se nel primo film erano due giovani sognatori alla conquista della vita, pieni di dubbi e di incertezze ma allo stesso tempo colmi di speranze, ora li ritroviamo adulti, disincantati (Credi nella reincarnazione? Chiede Jesse a Celine, che in questo capitolo risponde negativamente, mentre in Before Sunrise aveva affermato di crederci. Un piccolo segnale del regista di come le cose siano cambiate con gli anni). Sembra che non ci sia più tempo per le fantasie, che i sogni giovanili e la brillante ingenuità che i due condividevano in gioventù abbiano lasciato il posto alla disillusione tipica della maturità, mentre la loro vita, che prima era una tavola bianca in attesa di essere colorata, ora sta già percorrendo dei binari più o meno stabiliti. Lui è infatti un padre sposato con una moglie che non ama e che probabilmente non ha mai amato, lei, nonostante il suo lavoro presso un importante organismo internazionale, si ritrova persa fra una relazione e l’altra, confusa e sostanzialmente delusa nei confronti della propria vita. È proprio Celine quella che troviamo più cambiata fra i due, come lei stessa ammette in un momento di totale sfogo nei confronti della sua vita e di sé stessa:

“Il libro mi ha fatto ricordare quanto ero romantica allora, quante speranza coltivavo, ora al contrario non credo più in niente che riguardi l’amore. È come se avessi speso tutto il mio romanticismo quella notte, non ho mai più provato emozioni del genere”

Più che la magia dell’amore puro e sincero del primo capito, questo Before Sunset si concentra sul rimpianto della gioventù e delle occasioni perse.  È chiaro infatti che i due si amino ancora, tuttavia non possono ammetterlo apertamente per via delle rispettive vite che ormai si sono costruiti ad un mondo di distanza l’uno dall’altro. Tuttavia sono perfettamente consapevoli che quella notte avrebbe potuto rappresentare qualcosa di più che un irripetibile sogno perso nel tempo e nello spazio, se solo da giovani si fossero scambiati un numero di telefono, un indirizzo, anche solo il proprio cognome. Quello che potrebbe essere stato l’inizio di una vita diversa e magari più felice da condividere insieme è stato invece stroncato sul nascere dal destino, che ha impedito ad uno dei due ragazzi di presentarsi all’appuntamento sul binario, lasciando l’altro in solitudine, ad aspettare invano, mentre la speranza di ritrovare l’amore della sua vita svaniva del tutto.I due tuttavia non sono mai riusciti a dimenticarsi, ed è per questo che, dice Jesse, ha deciso di scrivere un libro che gli permettesse di fissare ogni attimo di quell’unico giorno passato con Celine:

“Ora ne ho la certezza.Vuoi sapere perché ho scritto quello stupido libro? Perché tu venissi in una libreria di Parigi e io avvicinandomi potessi chiederti “dove cazzo eri”? Dico sul serio, penso di averlo scritto con l’idea di ritrovarti. “

Il secondo capitolo della Before Trilogy è così il perfetto e naturale seguito del primo. Come allora i dialoghi brillanti di Linklater toccano i più vari argomenti, riprendendo la natura filosofica che permeava Before Sunrise, e come e forse più di allora allora Ethan Hawke e Julie Delpy sono in reale stato di grazia. Soprattutto quest’ultima, chiamata ad interpretare una donna in seria difficoltà emotiva, vittima di un confronto interiore con la sua controparte di nove anni prima che la vede sempre sconfitta. La Celine che Jesse si trova davanti salta da una relazione all’altra senza più riuscire ad amare come vorrebbe, e ad essere amata come avrebbe bisogno. Costantemente accompagnata dal ticchettio dell’orologio del tempo che continua a correre, nonostante lei desideri fortemente tornare ad essere la spensierata ventitreenne che era stata tanto pazza da scendere da un treno assieme ad un americano cbefore-sunset-04conosciuto pochi minuti prima.

Per tutti e due la notte di Vienna ha rappresentato un punto di non ritorno, ma se Jesse è riuscito a mascherare esternamente questo suo sconforto per non essere riuscito a dare un seguito a quella storia, costruendosi attorno una vita all’insegna della stabilità e della responsabilità che fungesse da balsamo a questa sua insoddisfazione interiore, Celine al contrario ha somatizzato l’esperienza, rimanendone ancorata fin quasi a rimanerne legata dal punto di vista sentimentale e affettivo.

Ed è ancora una volta nel finale che Linklater dimostra tutta la sua delicatezza e la sua sensibilità. Giunto il tramonto, a pochi minuti dall’addio, Jesse convince Celine, musicista dilettante, a cantargli una sua canzone. I minuti che seguono sono dedicati totalmente alla canzone meravigliosa di Celine, eseguita magistralmente dalla Delpy, nella quale sono racchiusi nove anni di struggenti ricordi e rimpianti, di sogni e forse di speranze, gelosamente nascoste nel profondo del cuore. Leggendo il testo originale della canzone, molto più esplicito e diretto della versione italiana (seppur molto valida e cantata divinamente dalla doppiatrice Giorgia Lepore), sembra di poter leggere l’anima di Celine, che solo tramite la sua musica riesce ad essere totalmente sincera nei confronti dell’uomo che ama ancora:

 

 

Let me sing you a waltz

About this one night stand

You were for me that night

Everything I always dreamt of in life

But now you’re gone

You are far gone

It was for you just a one night thing

But you were much more to me


I know what you meant for me that day

I just wanted another try

I just wanted another night

You meant for me much more

Than anyone I’ve met before

One single night with you little Jesse

Is worth a thousand with anybody

I have no bitterness, my sweet

I’ll never forget this one night thing

Even tomorrow, another arms

My heart will stay yours until I die

 

Ma forse c’è ancora tempo prima che il sole cali, forse si possono portare indietro le lancette del tempo. Forse non è troppo tardi per recuperare il tempo perduto. Nell’inquadratura finale, che sfuma leggermente fino a scomparire, Linkater ripropone il dubbio lasciato allo spettatore al termine del primo capitolo, ma questa volta una speranza per Celine e Jesse pare esserci. Forse è tempo che Jesse ignori il sole che muore, trasformando finalmente in realtà il sogno di un’estate di nove anni prima.

Vi ricordate di Amy Lehrhaupt, la ragazza incontrata a Philadelpia del quale Linklater si era innamorato da giovane e che aveva ispirato il personaggio di Celine? Amy non riapparve al tour promozionale di Before Sunrise come fece la sua controparte cinematografica dopo aver letto il romanzo di Jesse, nè si fece vedere dopo l’uscita di Before Sunset. Solo anni dopo il regista venne a conoscenza del motivo della sua scomparsa: la ragazza, poco più che ventenne, era morta da tempo in un tragico incidente. A lei è dedicato Before Midnight, capitolo conclusivo della trilogia dedicata a Jess e Celine, uscito nove anni dopo Before Sunset.

 

Title: BEFORE SUNSET ¥ Pers: HAWKE, ETHAN / DELPY, JULIE ¥ Year: 2004 ¥ Dir: LINKLATER, RICHARD ¥ Ref: BEF013AO ¥ Credit: [ THE KOBAL COLLECTION / CASTLE ROCK/DETOUR / DE LA HOSSERAYE, EMILIE ]

Article written by:

Roberto Lazzarini

25 anni, cresciuto fin dalla tenera età a film, fumetti, libri, musica rock e merendine. In gioventù poi ho lasciato le merendine perchè mi ero stufato di essere grasso, ma il resto è rimasto, diventando parte di quello che sono. Sono alla perenne ricerca del mio film preferito, nella consapevolezza che appena lo avrò trovato, il viaggio ricomincerà. Ed è proprio questo il bello.

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