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Black Mass – L’ultimo gangster

Black Mass – L’ultimo gangster My rating: 3 out of 5

Ci sono determinate domande a cui probabilmente nessun uomo al mondo riuscirà mai a fornire una risposta. Esiste vita oltre la morte? Quando è cominciata la passione di Zack Snyder per gli allucinogeni? Cosa diavolo è successo a Johnny Depp dopo Pirati dei Caraibi? Dal momento che non ho le competenze per rispondere al primo quesito e che Batman v Superman risponde ampiamente al secondo, concentriamoci sull’ultima questione attraverso Black Mass – L’ultimo gangster, film del 2015 diretto da Scott Cooper che vede protagonista proprio il buon Depp.

Anzitutto bisogna fare una doverosa premessa: non era davvero possibile non partire prevenuti con questo film per chi, come me, si era sorbito quel turbinio di cazzate inguardabili di Mortdecai. Ricordo che, uscito dalla sala, il mio cervello, in quel freddo febbraio del 2014, mi aveva sussurrato: amico mio, dopo questa Depp non ci fotte più. La prossima volta piuttosto diamo i nostri soldi a qualche commedia italiana stracciapalle.

Johnny Depp dopo aver rivisto Mortdecai

Johnny Depp dopo aver rivisto Mortdecai

Invece, circa un anno dopo, ho accantonato questo prezioso consiglio e ho deciso di dare una possibilità a questo Black Mass. E, complessivamente, non me ne sono eccessivamente pentito.

Il film è, in poche parole, la rappresentazione biografica della parabola criminale di James “Whitey” Bulger, gangster irlandese operativo nella città di Boston che, grazie alla collaborazione omertosa dell’FBI e in particolare dell’agente John Connolly (qui interpretato da Joel Edgerton), riuscì a diventare uno dei criminali più potenti e spietati di tutti gli Stati Uniti.

Tutto questo perché la proposta folle dell’intelligence americana di creare una sorta di “alleanza” con Bulger, finalizzata a sgominare il clan mafioso italiano degli Angiulo che stava soffocando Boston, lasciando carta bianca a “Whitey” e i suoi sottoposti, a lungo termine si rivelò abbastanza controproducente.

Nel cast figurano anche Benedict Cumberbatch, nel ruolo di Bill Bulger, fratello del protagonista e senatore del Massachusetts un po’ paraculo, Kevin Bacon (che qui veste i panni di Charles Mcguire) e Dakota Johnson, che forse ricorderete per la sua prestazione attoriale canina in 50 sfumature di grigio.

Johnny Depp quasi irriconoscibile a causa dei chili messi su per Black Mass

Johnny Depp quasi irriconoscibile a causa dei chili messi su per Black Mass

Proviamo ora ad analizzare cosa va e cosa non va nella pellicola, cominciando dagli elementi positivi.

1) L’interpretazione di Depp.

Il personaggio del protagonista, seppur per alcuni aspetti incompleto, è molto convincente nella sua violenta spietatezza e riesce (soprattutto inizialmente) a costruire un’aurea di tensione ben appoggiata dalla colonna sonora. Certo, Depp sembra sempre abbastanza ancorato nel ruolo del pazzo stramboide e dissennato, ma in questo caso non siamo di fronte ad un’esasperazione fuori luogo, anzi, gli attimi di follia che lo caratterizzano sono ben innestati nell’ottica di una mente cinica e calcolatrice. La scena della cena a casa dell’agente Connolly è permeata da una suspense costruita in maniera davvero sopraffina.

2) L’ambientazione.

Il quadro dell’America anni ’70 è riprodotto, a mio parere, in maniera quasi perfetta. La fotografia di questo film è davvero buona e riesce a far immergere splendidamente lo spettatore nel contesto generale.

3) Benedict Cumberbatch.

Da ammiratore dichiarato di questo attore, non posso tralasciare in questa mini-classifica il buon Benedict. È vero, il suo personaggio poteva essere maggiormente sfruttato sia a livello qualitativo che quantitativo, dato che non risulta coinvolto in moltissime scene, ma quando compare riesce sempre a farti pensare: come diavolo fa a gestire con lucidità tutte le varie situazioni, pur sapendo che il fratello è un pazzo criminale che sotterra la gente sotto i ponti?

Cumberbatch rincretinito a forza di stare con Depp sul set di Black Mass

Cumberbatch rincretinito a forza di stare con Depp sul set di Black Mass

Vediamo invece ora quali sono le principali note dolenti.

1) La gestione del protagonista.

Ebbene si, il personaggio di Depp, nella sua versione da bovino truccato e imparruccato, è stato in parte gestito malamente. In primis, è incomprensibile la scelta del regista di tagliare drasticamente l’analisi dell’aspetto più “umano” del gangster. Bulger, infatti, nella prima mezz’ora di film, lascia intendere di essere in parte combattuto da un conflitto interiore, conflitto che però poi viene improvvisamente tralasciato per probabili motivazioni di tempistica. Le conseguenze di ciò sono evidenti: alcune scene risultano quasi monotematiche e il film a tratti sembra esaltare la figura criminosa di Bulger e nulla più.

2) I salti temporali.

Una delle critiche maggiormente mosse a Cooper è stata quella di aver trasposto la storia in forma di flashback, attraverso il racconto di alcuni sgherri di Bulger sotto interrogatorio. Il risultato è che in alcuni momenti del film ti ritrovi a non capire più una benedetta fava sul quando si stiano verificando determinati eventi.

3) La struttura piatta e fumosa.

La costruzione della storia a volte si rivela decisamente impacciata. Nel descrivere l’evoluzione in negativo del gangster sembra, infatti, che il regista abbia deciso di adottare uno schema abbastanza meccanico: “Whitey” viene a sapere di uno sgarro di un certo tizio, si incazza come una iena, si reca dal suddetto tizio e lo secca. E questa scena viene ripetuta talmente tante volte da far perdere il gusto di interrogarti sulla sorte dei personaggi secondari.

Bulger ammazza il cassiere del supermercato perchè gli ha dato il resto in monete

Bulger ammazza il cassiere del supermercato perché gli ha dato il resto in monete

In conclusione, Black Mass è un film che vede Depp in parziale controtendenza rispetto alle sue precedenti apparizioni cinematografiche, ma che complessivamente non può essere definito eccezionale. I pregi e i difetti sopra esposti, di fatto, finiscono col compensarsi, rendendo comunque la pellicola abbastanza godibile.

Se nessuno vede, non è successo.
James “Whitey” Bulger (dopo aver visto Mortdecai).

Article written by:

Signor Nilsson

Classe 2015, è il membro più giovane del MacGuffin team, e decisamente il più sboccato. Il suo bisogno di inserirsi continuamente nelle conversazioni altrui lo porta a consigliarvi ogni giorno un film, del tutto non richiesto. È un pappagallo solo fino alle ore 23:00. Dalle 23:01 alle 6:00 lo trovate nudo in videochat per pagarsi le dipendenze.

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