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Climax – Incubo, rave, trip: ecco come Gaspar Noé ha spaccato ancora

Climax – Incubo, rave, trip: ecco come Gaspar Noé ha spaccato ancora My rating: 4 out of 5

Non sapete che strano effetto mi fa essere di nuovo qua. Qui a scrivere un pezzo armato di cuffie, musica a palla e orribili pensieri. Probabilmente perché mi mancava come l’aria prendere un momento per me; forse perché non mi sono sentito in grado di farlo recentemente. Pur di tornare in pista avevo bisogno di fare una follia, qualcosa mi desse di nuovo la carica e nuova linfa vitale.

“My mood be like”

Seguendo il consiglio di uno dei film più brutti mai concepiti dal genere umano per il sesso maschile, mi sono dato allo shopping. Sì, ma non allo shopping che intendete voi: niente pantaloni stretti firmati, felpe Gucci o computer nuovi (anche se un pc, averci i soli)… Primo perché non è nel mio stile, secondo perché necessitavo di un gioiello cinefilo inedito da spararmi dritto in vena. Apriti cielo: il mercato di Amazon UK mi ha trascinato in un mondo homevideo fatto di zucchero filato e giostre; tòh, mi è caduto l’occhio proprio su questo Climax di Gaspar Noé.

Dopo averlo pagato profumatamente, atteso con l’ansia da “speriamo non sia una cagata”, inserisco il disco. Dai vecchio pazzo, stupiscimi come tu sai fare.

Unconventional as always

Climax è la storia di un gruppo di ballerini francesi degli anni ’90 che si reca 3 giorni in America per provare una coreografia in un collegio sperduto chissà dove. La sera prima di tornare in europa, il gruppo dà una festa a base di musica e sangria per festeggiare… ma qualcuno ha corretto la bevanda con l’LSD. Un perfetto incipit horror per dare il via (in tutti i sensi possibili) alle danze: la pellicola dell’eclettico e folgorante regista francese distrugge la canonica narrazione filmica, a partire dai titoli di coda in apertura fino alla totale assenza di una trama lineare. Rimangono le briciole del fatto di cronaca a cui il film attinge, anche perché prende sempre più piede con il passare del tempo il virtuosismo visivo/registico di Noé.

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Si è come ingoiati dallo schermo di fronte prima alle interviste degli studenti, poi ai passi di danza della compagnia infine al delirio più totale: lunghissimi piani sequenza descrivono lo spazio scenico come solo pochi altri registi riescono a fare (pensate a Van Sant in Elephant); il trademark di Gaspar si sente, è ingombrante, ma essenziale per un’opera che fa dell’esperienza sensoriale il suo punto di forza. Climax nella sua non-convenzionalità è l’ennesima prova della coerenza stilistica di un autore ancora capace di logorare e spiazzare lo spettatore.

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In bilico tra musical e body-horror

Essendo Climax un film totalmente sconnesso, strafatto e privo di un’apparente filo logico, il protagonista assoluto della vicenda diventa la danza: a differenza di quanto visto quest anno per il Suspiria di Guadagnino, qui il ballo è pura carica sessuale; un’orgia dagli istinti incontenibili, un incubo frastornante scandito dal ritmo di una colonna sonora elettronica spettacolare. Non per niente alla console ci sono pure i Daft “fottuti” Punk. La danza per i giovani francesi è l’unica ragione d’essere, forma d’espressione e vero linguaggio del film assieme alla violenza.

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Il ballo inibisce le insicurezze, mostra la nostra (o meglio, la loro) vera essenza rendendo le parole del tutto superflue. Scusate il gioco forza, ma è più forte di me: qui il climax (suvvia ridete con me), dalla seconda metà in poi, ci catapulta dentro il bad trip della compagnia, senza che questo ci premi con le sue allucinazioni. A differenza di Enter the Void e della suo viaggio spiritico, qui lo spettatore rimane cosciente dall’inizio alla fine; prova sulla sua pelle le reazioni e osserva i comportamenti degli sballati… diventa spettatore di un lucido e disturbato incubo.

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Climax è un’esperienza isterica, martellante e allo stesso tempo fascinosa come poche altre; crea un legame empatico fortissimo con dei personaggi poco profondi, ma che per il semplice fatto di soffrire così tanto vi faranno contorcere le budella. Il ballo e la droga sono le uniche vie per sentirsi realizzati e nonostante questo aleggia per un’ora e mezza una vaga sensazione di insoddisfazione e solitudine. Sinestesie cinefile come se piovessero.

Dietro la macchina da presa

Il raro gusto per l’estremismo tecnico di Noé è ammirevole: la macchina compie delle vere e proprie acrobazie, fluttuando per il collegio abbandonato senza mai perdere verve nonostante un ritmo un po’ a singhiozzo. Ogni inquadratura è puro caos controllato, pura orgia allucinogena. Va detto che il film forse ha una formula stancante sul lungo andare e l’assenza di uno svolgimento di un certo spessore lascia con quell’amaro in bocca che tutti si sarebbero dovuti aspettare.

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Lasciamo perdere gli interpreti non eccelsi (esclusa una superba Sofia Boutella), spogliamoci di tutte le convenzioni possibili: Climax violenterà i vostri occhi e le vostre menti, vi lascerà straniti di fronte al dolore ed alla gioia di un musical irripetibile. A pochi giorni dalla notizia di una sua probabile e parsimoniosa distribuzione nelle sale, l’ultima fatica del baffuto Gaspar è una chicca imperdibile. Difetti e pregi, prendere o lasciare.

Però mortacci vostra dirmelo prima che almeno risparmiavo 28 euro!

Article written by:

Davide Casarotti

Antipatico e logorroico since 1995. Scrivo di Cinema da quando ho scoperto di non saper fare nulla. Da piccolo volevo fare il cuoco, crescendo ho optato per il giornalista; oggi mi limito ad essere pessimista, bere qualche birra con gli amici e andare al Cinema da solo. Giuro, non sono una brutta persona.

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