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Cruel Intentions: giovani, ricchi e un po’ stronzi

Cruel Intentions: giovani, ricchi e un po’ stronzi My rating: 2.5 out of 5

Avete mai visto il film Le relazioni pericolose, con una incredibile Glenn Close? Se la risposta è no avete fatto male perché è davvero un bel film. Però posso capire che non vi entusiasmi l’idea di passare due ore a vedere una pellicola in costume in cui si punta molto sulla recitazione e il carisma dei protagonisti. Sarebbe bello vedere una trama del genere ma in chiave moderna, tipo negli anni 2000. Infatti il regista Roger Kumble ha pensato bene di trasportare l’idea di questo film, datato 1999, con dei giovani ragazzi a tessere le loro trame di azioni deplorevoli, perfide e meschine… insomma cosa tipiche da ragazzi adolescenti.

Siete pronti a questi giovani, ricchi, subdoli e senza scrupoli? Attenzione… hanno intenzioni crudeli.

Sarah Michelle Gellar in versione super topa.

Trama: Sebastian Valmont (Ryan Philippe) è un giovane riccone che passa il suo tempo libero a farsi tutte le ragazze della terra e a provarci con la sorellastra Kathryn (Sarah Michelle Gellar), che non ci sta. Anche Kathryn ama farsi dare da chiunque e in più è anche cocainomane (giusto per acquisire qualche punto in più). I due giovani rampolli Newyorkesi amano le sfide e più precisamente godono nel sedurre persone, raggirarle e poi rovinargli la reputazione. Kathryn deve vendicarsi del suo ex (che aveva già capito che lei era una stalker, quando esserlo non era ancora mainstream) e ha l’obiettivo di far diventare una poco di buono la sua attuale ragazza, la giovane e ingenua Cecile (Selma Blair). Allora propone al fratellastro Sebastian di sedurla ma lui, reputando la cosa troppo semplice, rifiuta e rilancia: sedurre la figlia del rettore del liceo, la verginella Annette Hargrove (Reese Whiterspoon). Quella sì che sarebbe una sfida! Katrhyn accetta e propone come premio sé stessa, sogno proibito del giovane fratellastro che finora se le è passate tutte tranne lei. Altrimenti qualora Sebastian dovesse fallire dovrebbe cedere la sua amatissima Jaguar alla diabolica sorella.

Insomma una macchina in cambio degli orifizi della sorella, trovate la scommessa giusta?

I due fratellastri mentre fanno le prove

Riuscirà Sebastian a farsi Annette e poi di conseguenza la sorellastra? Riuscirà Kathryn a fare diventare una maiala la giovane Cecile e a conquistarsi la Jaguar? Attenzione perché il sottotitolo italiano è “Prima regola non innamorarsi”… a chi toccherà l’immensa sfortuna?

Ah ma c’è del lesbo?

Il film è praticamente un remake di Le relazioni pericolose di Stephen Frears del 1988, ma che non lascia le stesse amare sensazioni. L’idea di trasferire la storia al giorno d’oggi e piazzarla a New York non è casuale e anticipa di un bel pezzo alcuni dei temi della serie TV Gossip Girl (che, ci tengo a sottolineare, io NON ho visto). La chiave moderna e i giovani protagonisti alleggeriscono la vicenda rispetto alla pellicola originale. La potenza degli sguardi e della recitazione del film di Frears qui lasciano spazio alla freschezza e all’immaturità degli attori, per fornire una versione molto più da teenager e quindi spendibile a un pubblico più ampio. Il film è diventato anche un piccolo cult, tanto da avere un prequel e un sequel. All’epoca la giovane Sarah Michelle Gellar sembrava lanciatissima verso una favolosa carriera mentre poi la cosa è andata un po’ diversamente.

A proposito, che fine ha fatto? Stesso analogo discorso per il protagonista maschile Ryan Philippe. Invece la biondina sfigata Reese è quella che l’ha fatta a tutti, facendo una carriera decisamente migliore e vincendo addirittura un premio Oscar! (Incredibile amici!).

Valmont nel suo passatempo preferito… aggiornare il suo diario

La pellicola scorre piacevole, orfana di tutti quei fronzoli artistici e dalla drammaticità dei sentimenti che sono tema centrale di Le relazioni pericolose. Certo, anche qua ci sono i sentimenti, ma sono le classiche prime cotte e la cosa più brutta che può accaderti è diventare lo zimbello del liceo, visto che internet e il cyberbullismo non erano ancora così diffusi. Il film si spoglia anche di inutili dialoghi e scene, dando spazio ad una recitazione a volte pacchiana ma perfettamente calata nel contesto… cioè dei ragazzini ricchi che non sanno come passare le loro giornate. Le macchinazioni dei protagonisti rispecchiano le necessità tipiche da comportamento adolescenziale: sesso, popolarità e sballo. Il film ha una colonna sonora da paura che accompagna molto bene le varie scene, fino all’ultima conclusiva sequenza accompagnata dalla fantastica “Bitter Sweet Symphony” dei The Verve. Niente a che fare con il finale mega drammatico (e favoloso) del film con Glenn Close, intenta a struccarsi e a ripensare agli atti compiuti e all’onta sul suo onore. No qua in Cruel Intentions abbiamo a che fare con teenager viziati e non possiamo avere la stessa intensità. Insomma queste cosiddette “intenzioni crudeli” alla fine non sono altro che cose tipiche da liceo… americano.

La regina delle stronze

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Leva 1987, ingegnere meccanico di professione e Nerd per hobby. Amo viaggiare (soprattutto in aereo, adoro gli aeroporti), guardare film (in particolare i drammoni con una bella attrice), serie TV, leggere (fumetti e non), conoscere nuova gente ed esprimere la mia opinione. La mia filosofia di vita è : "Sii forte e paziente, un giorno questo dolore ti sarà utile." ... o perlomeno lo spero!

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