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Dentro “Un giorno di ordinaria follia”

Dentro “Un giorno di ordinaria follia” My rating: 4 out of 5

Quanti di voi hanno rischiato di vivere Un giorno di ordinaria folliaScagli la sua pietra chi non è mai stato assalito da un attacco di collera trovandosi imbottigliato nel traffico. Bill Foster, incarnazione del cittadino medio americano (da notare la somiglianza nell’abbigliamento da lavoro con un altro illustrissimo cittadino statunitense, alias Homer Simpson) è chiuso nella sua auto. Complici il caldo, una mosca che ti fa salire un embolo assurdo ed il caotico inferno cittadino, esplode.

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E non è il suo corpo ad andare in mille pezzi, ma quella linea di confine dentro di lui che separa la normalità dalla follia. Il nostro Bill non vuole più farsi schiacciare dalla società e dai problemi personali, ed userà ogni arma che gli capiti a tiro (da una comune mazza da baseball fino ad arrivare ad un lanciarazzi) per esercitare il suo personalissimo senso di giustizia nei confronti di quelli che cercheranno di ostacolarlo nel suo ritorno a casa, dove intende tornare per il compleanno della figlia. Dopo aver abbandonato l’auto in mezzo al traffico, nel corso della sua passeggiata incontrerà vari personaggi. Tra questi, un coreano più tirchio di un genovese, un paio di latinos del genere “esci-dal-mio-quartiere-o-taglio-gola“, un simpatico nazista omofobo e razzista.

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Nonostante possano sembrare generi più o meno stereotipati, nessuno degli incontri tra il protagonista e questi suoi rivali risulterà banale o incolore, grazie alla mano semplice ed efficace del regista Joel Schumacher ed all’ottima interpretazione di Michael Douglas, con quella faccia da “meglio se non mi fai incazzare” che porta stampata per tutto il film.

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A tentare di ostacolare il cammino infuocato di Bill, ci penserà il detective Martin Prendergast, interpretato da Robert Duvall. E Martin non è il classico super-cazzutissimo poliziotto americano alla Schwarzenegger, ma una sorta di antieroe che, nell’ultimo giorno prima della pensione dopo una vita dedicata a servire le forze di polizia nell’ufficio della centrale (per via di una moglie a dir poco apprensiva e rompicoglioni), si trova coinvolto per caso nel cammino del nostro pazzoide.

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E la verità è che questo pazzoide non potrà fare a meno di attirarci. Per tutta la durata del film ero più in crisi di un fan della Marvel di fronte a Civil War. Se vedrete questo film, sarà impossibile che nemmeno una parte del vostro cuore non batta per la sua causa. Vi ritroverete quindi a barcamenarvi tra il buon Martin, che nonostante i problemi da cui nessuno al mondo è immune riesce sempre (fin dalle prime sequenze del film) a vedere il lato positivo e buffo delle cose, e Bill Foster. Lui è l’urlo presente dentro ognuno di noi, a volte più o meno assopito, che si ribella nei confronti di una società spesso opprimente, sempre più incasellata da leggi, regole ed etichette.

Tu da che parte stai?

Article written by:

Edoardo Canepa

Genovese classe '93, di giorno è un timido e serioso bancario, di notte un nerd assatanato di serie tv, libri, film e videogiochi. Vive in città ma è campagnolo dentro. Adora alla follia Stephen King, la birra e le tartarughe.

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