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In discesa libera con Denzel – Flight

In discesa libera con Denzel – Flight My rating: 4 out of 5

Oggi parliamo del film che segna il ritorno del regista Robert Zemeckis (Ritorno al futuro saga, Forrest Gump, La morte ti fa bella, Cast Away e un’altra carrellata di film bellerrimi) al live action dopo un decennio incastrato e sperduto nel mondo della motion capture (Polar Express, La leggenda di Beowulf e A Christmas Carol). La pellicola in questione è Flight, uscita nel 2012 e ispirata ad un fatto realmente accaduto, ovvero il disastro aereo del volo Alaska Airlines 261 del 31 gennaio 2000. Il regista sceglie attori del calibro di Don Cheadle, Kelly Reilly, quel cazzo di genio di John Goodman, ma soprattutto il grande Denzel Washington che, dopo American Gangster, non è che si fosse lanciato in altri grandi ruoli, mentre invece questa parte gli vale la candidatura all’Oscar come miglior attore protagonista.

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Il pilota di linea “Whip” Whitaker (Denzel Washington), dopo una notte brava con una hostess, per riprendersi si spara uno Screwdriver (vodka e succo di arancia per i blasfemi), una riga di coca, e poi si dirige bello bello in cabina di pilotaggio per portare a destinazione il volo 227 da Orlando con destinazione Atlanta. Una mattinata come tante, direte voi, e invece no, perché è una di quelle giornate in cui la sfiga ha proprio voglia di romperti le palle: prima una turbolenza in decollo, poi un grave malfunzionamento dell’aereo causano una discesa in caduta libera. Roba da cominciare a recitare dei gran “Padre Nostro”.

Ma è Whip a compiere il miracolo, facendo planare e “atterrare” l’aereo. Alla fine saranno 96 i superstiti sui 102 passeggeri del volo. Se l’impresa è senza dubbio eroica, l’uomo che l’ha compiuta di certo non lo è: Whip è un alcolizzato, drogato e per questo dopo le analisi finisce sotto inchiesta, nonostante fosse riuscito a salvare quasi tutti i passeggeri del volo. Il tentativo di non finire in carcere è però legato al fatto di dover smettere di bere, impresa che per Whitaker appare più difficile di pilotare a testa in giù un aereo di linea…

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Parliamoci chiaro: Flight è il film giusto per chi, come me, è amante degli antieroi .

Ma pensate: questo arriva da una serata devastante, è ancora mozzo, colazione dei campioni con Screwdriver e coca, eppure riesce comunque a compiere un’impresa del genere. Mica male eh? Così come il fatto che per affrontare al meglio il processo sia costretto a chiamare il suo pusher (il mitico John Goodman che porta con se reminiscenze lebowskiane) che si presenta sulla note di Sympathy For The Devil come “Il rimorchiatore”… non so se vi è chiara la situazione.

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Flight però non è solo questo, grazie al maestoso Denzel Washington viviamo le debolezze di un uomo ormai distrutto, con un passato ingombrante ed un presente affogato nell’alcolismo. Se in Cast Away erano stati il pallone Wilson e la FedEx a salvare Tom Hanks, qui la faccenda è diversa: qui pesano debolezze e menzogne, bottiglie di vodka e strisce di coca.

La regia di Zemeckis è come sempre ottima e nella scena dell’atterraggio ci regala una sequenza elettrizzante, realistica al punto che vi vorrete allacciare le cinture sul divano. Finalmente possiamo dire che per fortuna Zemeckis è tornato a dirigere attori in carne ed ossa.

Ovviamente non mancano le curiosità:

  • La scena dell’impatto Zemeckis l’ha voluta girare in maniera cruda e realistica, ricostruendo la cabina e facendola girare vorticosamente su una piattaforma per simulare il volo a testa in giù: i volti spaventati degli attori non sono dunque una finzione.
  • Proprio come nel film sul volo Alaska, quando il pilota Ted Thompson tentò il tutto per tutto con il volo rovesciato, gli ufficiali a bordo commentarono: “In volo rovesciato, ma almeno voliamo”.
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Vi sembrerà una cosa stupida detta da un uomo di prigione, ma non mi sono mai sentito così libero in vita mia.

 

Article written by:

Denis Ghio

Leva 1988 e la maledetta convinzione di avere ancora vent'anni. Totalmente disordinato e nostalgico dei "film che furono", il suo attore preferito è Mickey Rourke. Quando non lavora ascolta ogni genere di musica e passa ore a guardare ogni tipo di film nella speranza di trovare qualcosa che lo stupisca.

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