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Free State of Jones: dalla Guerra di Secessione ad una svolta inaspettata

Free State of Jones: dalla Guerra di Secessione ad una svolta inaspettata My rating: 3 out of 5

Da appassionato di western e da amante del periodo storico che riguarda la Guerra di Secessione americana, non potevo certo mancare all’appuntamento al cinema col nuovo film di Gary Ross (regista di Hunger Games): Free State of Jones. Visto che, nelle mie turbolenze mentali, mi eccita molto di più veder garrire al vento le bandiere unioniste e confederate nel fumo di una battaglia piuttosto che le foto di Valentina Vignali, sono entrato in sala con gli ormoni in subbuglio e con aspettative altissime. Alla fine dei centotrentanove minuti di film, sono uscito a metà strada tra il perplesso e il soddisfatto.

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Ma andiamo con ordine. Partiamo con la trama (sarò buono, potrete leggere senza timore di spoiler): siamo nei primi mesi della Guerra Civile, e l’infermiere-soldato sudista Newton Knight ha a che fare ogni giorno con gli orrori della guerra. Siamo appena agli inizi, ma il nostro protagonista (interpretato da un non particolarmente brillante Matthew McConaughey) è già un disilluso nei confronti della causa sudista: la goccia che fa traboccare il vaso è la morte del nipote, ucciso da un tiratore scelto. Questo spinge Newt a disertare per tornare a casa e dare sepoltura al ragazzo nella sua terra, la contea di Jones.

Matthew McConaughey (center) and Mahershala Ali (center left) star in THE FREE STATE OF JONES

Inizierà qui la sua battaglia personale contro i soprusi della guardia nazionale confederata nei confronti della popolazione rimasta indifesa, con tutti gli uomini via a combattere al fronte. Braccato dall’esercito e costretto a fuggire nelle zone paludose dello stato del Mississippi, organizza insieme agli schiavi fuggiaschi una resistenza che non tarderà a divampare per l’intera regione. Si arriverà quindi ad una lotta senza quartiere contro il governo locale corrotto.

Matthew McConaughey and Bill Tangradi star in FREE STATE OF JONES

Per non rovinarvi la sorpresa ed evitare che veniate a cercarmi con torce e forconi sotto casa, vi aggiungo solamente che Free State of Jones seguirà in parallelo una vicenda in un’altra epoca che riguarda indirettamente il protagonista, andando a toccare tematiche e questioni attualissime che col trascorrere dei minuti diverranno prevalenti all’interno del film. Ed è proprio qui che casca l’asino: questa svolta all’interno della narrazione ha a mio avviso qualcosa che non funziona, che risulta in qualche modo forzata rispetto alla trama iniziale e a quello che ci si aspettava (o almeno, io mi aspettavo) dopo aver gustato l’ottimo trailer di Free State of Jones.

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L’opera di Gary Ross è comunque un film godibile, nel complesso più che sufficiente. Quello che manca davvero è un qualche punto di forza, che non si riesce a trovare di certo nella recitazione, soprattutto per via dei cattivi che sembrano a tratti da barzelletta. L’aspetto più godibile è forse dato dalla scenografia. La maggiore delusione è stata data dal fatto che, essendo in attesa di un lontano cugino di Braveheart  o Il patriota, mi sono ritrovato a guardare un’opera piuttosto carente di epicità e carisma.

Rimane da segnalare il fatto che il film è tratto da una storia vera: Newton Night, discendente da un ramo cadetto di una famiglia di proprietari terrieri del Mississippi, fu un disertore dell’esercito sudista che, per via delle sue idee politiche contrarie a quelle della Confederazione, diede vita nel corso della guerra ad uno stato libero all’interno della Confederazione stessa, più o meno come ripreso in Free State of Jones. Seppur ovviamente con qualche licenza narrativa.

Se siete appassionati del genere e di questioni (anche attualissime) che riguardano la società statunitense (no, non mi riferisco al sequestro di Lapo), Free State of Jones è un film che non dovete perdere.

Article written by:

Edoardo Canepa

Genovese classe '93, di giorno è un timido e serioso bancario, di notte un nerd assatanato di serie tv, libri, film e videogiochi. Vive in città ma è campagnolo dentro. Adora alla follia Stephen King, la birra e le tartarughe.

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