from hell
Old Movies

From Hell, o della noia tinta di laudano di Whitechapel

From Hell, o della noia tinta di laudano di Whitechapel My rating: 2.5 out of 5

Tutti sanno che il mostro sacro Alan Moore ha scritto Watchmen, forse il suo capolavoro rivoluzionario, da cui è stato tratto un film e a cui si è ispirata una serie tv. Noi, da bravi blogger attenti alla cultura, li abbiamo anche messi a confronto, solo per voi. Quello che invece non tutti sanno è che Alan Moore ha all’attivo anche tanti altri capolavori. Tra questi c’è From Hell, la sua reinterpretazione delle vicende legate ai crimini di Whitechapel, ergo a Jack lo Squartatore, il killer più famoso di sempre.

Come avrete già brillantemente intuito da From Hell è stato tratto un film omonimo (o quasi), diretto dai fratelli Hughes, con Johnny Depp. Quindi sì, adesso vi aspettano le mie opinioni a riguardo.

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Dai regà: quanto è una locandina alla Johnny Depp questa?!

Premetto subito che non starò qui a fare un confronto tra l’opera originaria e il film salvo in alcuni punti in cui sarà necessario. Solo due precisazioni iniziali. Il film non è fedele alla graphic novel: ne riprende delle parti, la struttura in sé è quella, ma cambiano molte cose. Ovviamente in peggio, perché altrimenti la mia abilissima capacità polemica non potrebbe emergere.

Il film in italiano è titolato La vera storia di Jack lo Squartatore – From Hell. Ho due cose da dire a riguardo.

La prima è la classica pedante critica alle traduzioni italiane, anche se in parte comprendo la scelta: si trattava di mettere in rilievo il fatto che era un film sullo Squartatore. La cosa davvero triste è che anche l’opera di Moore aveva un sottotitolo, ovvero Un melodramma in sedici atti. Cioè regà quanta cazzo di potenza in un sottotitolo. Invece il film porta come sottotitolo proprio il titolo dell’opera originale, laddove il titolo vero e proprio diventa il blandissimo La vera storia di Jack lo Squartatore. Che per giunta è una fandonia: nessuno sa quale sia la verità sull’omicida seriale, neanche Alan Moore che nella graphic novel lo dichiara esplicitamente.

In tutto ciò in lingua originale il film si chiama semplicemente From Hell. E io gioisco assieme a voi. So che non mi vedete ma sto falsamente sorridendo.

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Ma sa fare espressioni?

Partimm’? Jamme jà.

Io questo film non lo posso stroncare del tutto, perché alla fin fine non è così brutto. Voglio dire è solo mediocre. È un film che risente pesantemente del clima cinematografico dell’epoca e che si porta appresso – cercando di inserirvisi – tutto quel filone tetro/horror di ambientazione vittoriana. Il che si traduce in una regia equilibrata ma senza guizzi, un po’ di maniera, e in una totale piattezza.

Difatti il problema fondamentale di From Hell è la noia. Non è un film lento, ma ha un ritmo pessimo, senza delle escalation vere e proprie e che gioca con meccanismi narrativi arciabusati e che rendono il colpo di scena un fuoco di paglia. Perché dai – OCCHIO SPOILER – chi è che non aveva capito fin dal primo secondo che lo Squartatore era Ian Holm? Cioè per me è stato evidente dal primo secondo in cui è comparso in scena. Però poi fa figo fare tutta la sequenza in cui cambia voce e gli si anneriscono gli occhi.

L’altro special guest – oltre a Bilbo Baggins intendo – è niente popo di meno che Hagrid, direttamente da Harry Potter, ma prima che uscisse. E quindi parliamo un attimo al volo degli attori, dai.

la vera storia di jack lo squartatore

Johnny Depp è piatto come il film in cui recita. Per carità eh, stiamo sempre parlando del Johnny Depp che ancora non era rimasto incastrato nel personaggio di Jack Sparrow, ma non stiamo nemmeno parlando di quello di Blow. Che curiosamente è uscito lo stesso anno. MA ALLORA JOHNNY DEPP È SEMPRE ANDATO DI MODA!

Il buon Robbie Coltrane è anche lui mediocre e assolutamente fuori parte senza la sua barba hagridiana. Ma gli si vuole bene lo stesso. Poi però c’è Ian Holm, che è l’unica nota davvero positiva di questo From Hell, e ha saputo dare spessore a un personaggio che, per come era scritto, di spessore non ne aveva. Infine c’è anche Heather Graham, bellissima donna che inviterei a cena ogni giorno della mia vita se solo fossi Amadeus, ma ahimè anche lei insipida.

Senza dimenticarci che in questa pellicola c’è anche John Merrick, che non è un attore, ma una persona reale. Se siete fan di Lynch mi avete già beccato: ebbene sì, in From Hell vediamo mostrato – solo mostrato perché se no si rischiava di esagerare – l’arcinoto Elephant man, dalla cui storia il visionario David ha tratto un film. Devo ammettere che il trucco non era niente male.

from hell

Dai si sono impegnati.

Altro punto in cui From Hell fallisce è la caratterizzazione psicologica dei personaggi, che è forse il motivo principale per cui la storia è priva di mordente, e che di conseguenza si rivela essere un problema di scrittura. Nel From Hell di Moore la storia non ruotava tutta quanta attorno a Jack, ma, in perfetto stile Moore, si adducevano delle considerazioni politico-sociali di grande spessore. E quindi ogni personaggio aveva un suo bagaglio, una storia da raccontare e un messaggio da veicolare. Qui no.

Il film annoia proprio perché non ci frega una beneamata di quello che succede ai personaggi e perciò diventiamo degli spettatori al 100% passivi, che guardano anestetizzati sperando che il calvario sia meno lungo della via crucis. E giustamente per compensare hanno deciso di inventarsi di sana pianta il background di alcuni personaggi (principalmente di quello di Depp) salvo poi lasciarli completamente inesplorati. GRAZIE!

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Un paesaggio in ombra e una luce calante che getta tenebra su una figura defilata. Un poco inutile descrivere chi o cosa sono io se poi ognuno di voi mi percepirà in modo diverso, non trovate?

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