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Gods of Egypt: non ci sono più gli Dei di una volta

Gods of Egypt: non ci sono più gli Dei di una volta My rating: 1 out of 5

Sapete che cosa si intende per guilty pleasure? Sì? Bravi, avete vinto un mappamondo. Per coloro che non lo sapessero, un guilty pleasure è un qualcosa che ti diverte abbestia nonostante tu sia ben consapevole in cuor tuo che questo qualcosa in realtà sia, nel migliore dei casi, un prodotto mediocre. Parlando di cinema, solitamente questo succede con i film “ignoranti”, cioè quelli che prevedono un altissimo concentrato di azione e spettacolarità, fottendosene bellamente delle leggi della fisica o del buongusto.

Tu li guardi e, nonostante siano delle puttanate più colossali della mia sfiga al fantacalcio, ti esalti da morire. Ecco, io nei guilty pleasure ci sguazzo: Fast and Furious, Independence day, 300, Troy e chi più ne ha più ne metta. Questo per farvi capire che non ho problemi con le troiate atomiche, basta che mi divertano.

Bene, questo Gods of Egypt NON è un guilty pleasure. È solo una delle vaccate più immonde e ridicole che abbiano mai infestato gli schermi di questo pianeta. Una cosa, eh, io chiedevo: divertirmi. E invece dopo 5 minuti già accarezzavo l’idea del suicidio. Eppure io lo sapevo… lo dicevo già un paio di settimane fa che dare soldi a questo film sarebbe stato più grave che sparare ad un koala per darlo da mangiare ad un panda, però l’ubriachezza ha compiuto la sua magia, e così sabato, all’1.30 di notte, mi sono ritrovato in sala a guardare sta roba.

Piccolo inciso prima di iniziare la mattanza: l’idea che un regista come Alex Proyas, che con Il Corvo ha contribuito a creare il film che mi ha cambiato la vita da bambino, se ne esca oggi con una porcata del genere, beh, un po’ di male al cuore me lo procura. E mi fa ancora più male vedere le sue patetiche accuse ai critici, colpevoli di avergli stroncato il film e averne quindi causato il flop. Eh già Alex, hai ragione, tu non hai fatto nulla di male, non sei altro che un povero perseguitato che vuole solo il bene del cinema. Maledetti critici comunisti.

Ah, mettiamo il solito cartello NO SPOILER (anche se farei davvero fatica a trovare qualcosa che valga la pena spoilerare in questa piaga di film).

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Conta come spoiler dire che la scena della Sfinge fa più schifo di Two girls one cup?

Allora due robe sulla trama: siamo nell‘Antico Egitto, più o meno intorno al BOH a.C. Gli Dei vivono sulla terra a stretto contatto con le loro creature, gli umani, che passano il tempo a venerarli facendogli i grattini dietro le orecchie, pulendogli le unghie, spicciandogli casa e robe del genere. Ah, gli Dei sono tutti alti tipo 3 metri, al posto del sangue hanno l’oro ed essenzialmente si grattano dalla mattina alla sera. Il bordello scoppia il giorno dell’incoronazione di Horus (Jamie Lannister, detto anche Nicolaj Coster – Waldau), che dovrebbe ricevere la corona di Re del creato dal padre Osiride.

A rovinare la festa ci pensa Seth (Gerard Butler), che, un po’ come l’Ade di Hercules, si è anche stancato di mangiare sabbia nel deserto mentre i suoi amati parenti se ne stanno svaccati tutti il giorno in mezzo al lusso. Pertanto, dopo un paio di calci in culo ben assestati, Seth si prende la corona e costringe Horus all’esilio dopo avergli cavato gli occhi, fonte del suo potere. A questo punto comincia a comportarsi più o meno allo stesso modo in cui si comporterebbe Donald Trump se diventasse Presidente: perseguita i messicani e getta il mondo nel terrore.

Per risolvere la situazione arriva il nostro eroe, ovvero un insopportabile cane idiota di nome Beck, che per salvare l’Egitto e la sua fidanzata cagna (attorialmente parlando. Si dice attorialmente? Va beh, ha sicuramente più senso di petaloso) si accorda con Horus per aiutarlo a riprendere la corona.

Ora, su questo film voglio dire tante cose brutte brutte che forse viene meglio se le elenco, perché altrimenti rischio di dimenticarmene qualcuna. In ordine sparso:

  • La voce fuoricampo: madonna santissima quanto ODIO la voce fuoricampo di questo film. Già in generale non mi fa impazzire, però se la usa che ne so, Martin Scorsese, allora ok, me ne sto. Ma qua sembra di riguardare La fabbrica di cioccolato. Carinissimo  eh, ci mancherebbe, però un film come Gods of Egypt non me lo puoi raccontare come una favoletta. Ma dove diamine è l’epica? Il pathos? Voglio dire, pure in 300 c’era la voce fuoricampo, ma cazzo lì ogni volta che la sentivi dall’esaltazione ti veniva voglia di spezzare il collo al tizio seduto davanti a te al cinema. Qua invece preghi che un Umpa Lumpa venga a forarti i timpani. Insomma, 30′ secondi dall’inizio del film e mi tocca già inimicarmi il Paradiso. 
  • La scenografia: se J.J. Abrams per il suo Star Wars Ep.: VII ha detto NO al chroma key (lo schermo verde utilizzato per gli effetti speciali), Alex Proyas probabilmente deve averlo utilizzato anche per tappezzarci le mura di casa. La scenografia di ‘sto film è semplicemente quella di un videogioco. Neanche per un secondo è possibile credere che i personaggi siano davvero nel deserto, o in mezzo ad una foresta o dovunque nel corso della storia. E questa roba è costata 140 milioni. Fortunatamente già ora è certo che la produzione non ci rientrerà (il film ha incassato la miseria di 14 milioni nel primo weekend). Ed io GODO.
  • I costumi: I Cavalieri dello Zodiaco in confronto erano tipi discreti. Il trionfo del tamarro. C’è talmente tanto oro in questo film che ad un certo punto ho cominciato a pensare alle monete di cioccolato e mi sono ritrovato ad immaginarmi mentre staccavo a morsi i costumi del film. Se poi contate che gli Dei hanno il sangue dorato, in più scene sembrava di assistere a dei bambini che si smerdano con l’uniposca mentre giocano.

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                    In confronto Scontro tra titani era un documentario di History Channel in quanto a credibilità

  • Le prese per il culo: Nicolaj qualcosa (Jamie Lannister) è entrato in scena da appena quattro secondi e gli sceneggiatori hanno la bella pensata di farlo chiamare da qualcuno “sterminatore di leoni“. Ma state scherzando??!?!? Siete così disperati che per ingraziarvi il pubblico dovete infilarci i rimandi a Game of Thrones? FATE RIDERE!!! RIDERE!!! RiwdfjiJFOJD ok ok…ora sono calmRIDERE!!!!!! Eh basta! Ok, ci sono. Ma dai… ma che tristezza. Questo è davvero prendersi gioco dell’intelligenza degli spettatori.
  • Ah, nella presa per il culo è compresa l’intera sceneggiatura ovviamente.
  • La recitazione: probabilmente è perchè Jamie è il mio personaggio preferito di Game Of Thrones, ma a me Nicolaj qualcosa sta sinceramente simpatico. Il problema è che ha proprio una faccia da schiaffi, e nel ruolo dell’eroe non ci sta per niente. Mettici il talento non proprio cristallino e la scrittura del personaggio che è più piatta di Keira Knightley e quello che ne esce è un protagonista di cui non ti frega nulla. Un altro che mi sta simpatico è Gerard Butler, anche se è da RocknRolla che si sceglie solo film di merda. Purtroppo per l’ex Leonida però, anche Seth è il cattivo più scontato e banale che si possa immaginare. Senza contare sulla fine che gli fanno fare che va beh, no comment. Il resto del cast è solo che da prendere e consegnare all’Isis, quindi non sprecherò righe al riguardo.
  • Le scene di lotta: sono andato a vedere questo film SOLO nella speranza di vedere delle scene di lotta decenti. Risultato? Ce ne sono due, durano 3 minuti sommate e fanno ridere.

Concludo con un appello semplice semplice: NON.ANDATE.A.VEDERE.QUESTO.FILM. Ci sono un mucchio di film, specialmente italiani, che meritano i vostri soldi e il vostro sostegno. Prodotti come questo meritano solo sputi e infamia. “E allora perchè ci sei andato” mi direte voi? Semplice, perchè sono un coglione così ora ho i mezzi per diffondere il verbo e dirottarvi verso altre pellicole. Prego, non c’è di che.

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Ah, dite che questo film fa cagare? Ma chemmenefotte amme! Io so’ Re Leonida belli, e voi non siete un cazzo!

Article written by:

Roberto Lazzarini

25 anni, cresciuto fin dalla tenera età a film, fumetti, libri, musica rock e merendine. In gioventù poi ho lasciato le merendine perchè mi ero stufato di essere grasso, ma il resto è rimasto, diventando parte di quello che sono. Sono alla perenne ricerca del mio film preferito, nella consapevolezza che appena lo avrò trovato, il viaggio ricomincerà. Ed è proprio questo il bello.

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