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Guardiani della Galassia Vol. 2: ci piace sempre la piña colada?

Guardiani della Galassia Vol. 2: ci piace sempre la piña colada? My rating: 3.5 out of 5

Quando avevo finito di vedere il primo film ero sudato dal ridere. Giuro. Quasi mi sentivo in colpa perché temevo di emettere effluvi poco piacevoli, ma poi ho ricordato che quello seduto accanto a me li stava emanando già durante i trailer, quindi non me ne sono curato particolarmente. Oh, non pensate male, magari l’aveva già visto e si era preparato prima. E con questo Guardiani della Galassia Vol. 2 com’è andata? Un attimo che vado a controllare se i vestiti sono già in lavatrice.

Dai, è inutile negarlo, questo film fa piegare dal ridere. Letteralmente. E ora sento il dubbio aprirsi dentro chi ha già visto quelle maledette stelline lì sopra. Perché io avrei voluto darne 5 su 5 a Guardiani della Galassia Vol. 2, applaudendo James Gunn come nuovo messia e magari sacrificando verdure bollite in suo onore. Purtroppo non posso farlo, mannaggia alla mia coscienza critica. (No, scusa, non volevo litigare con te Coscienza, in realtà ti voglio bene. Bastarda).

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Rieccomi. Cos’è che stavo dicendo? Ah già, quello che non volevo dire. Va bene, ora lo faccio, così ci leviamo questo dente come farebbero quelli di Jackass: Guardiani della Galassia Vol. 2 è una bellissima rovesciata. A porta vuota. Oh, è andata così, che vi devo dire?

No beh, qualcosa da dire ce l’ho eccome, ma andiamo con ordine. Gli spoilerz li metto sotto la tendina quindi andate pure avanti senza paura, prodi guerrieri.

Io però comincerei dalle cose buone, cioè l’inizio e la fine del film. Il buco grosso è nella parte centrale, diciamo da quando qualcuno arriva su un certo pianeta finché su quel certo pianeta arriva altra gente (ho dribblato gli spoilerz che Ronaldinho levati). Ma ci arriviamo.

guardiani della galassia vol. 2 drax

Guardiani della Galassia Vol. 2 inizia esattamente come doveva: impennando su una moto che sfreccia su una serie di macchine in bilico su due ruote, mentre attorno ci sono orsi verdi che roteano motoseghe su dei monocicli. Forte del primo film, Gunn pompa tutto al massimo in un perfetto piano sequenza (ok, ci sono i “tagli”, non rompete) fino a chiuderlo dandoci proprio quello che volevamo nei primi venti minuti. Lo stesso mix si ripete nel finale, un pelino meno caciarone ma sempre nello stile che abbiamo ormai interiorizzato. Ed è proprio quello il problema. Che poi lo diceva già Caparezza che il secondo album è il più difficile nella carriera di un artista.

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Guardiani della Galassia Vol. 2 soffre parecchio il primo film. L’effetto sorpresa è già andato, la gente sa cosa aspettarsi da un procione parlante. Siamo un pubblico stronzo ed esigente, sì, ma perché ci teniamo, forse troppo. E quindi ecco che nel blocco centrale la pellicola si arena, pagando lo scotto di una sceneggiatura non eccelsa che, a tratti, risulta come un compitino. Fatto a modo eh, ma sempre un compitino. Tu sei lì, che mentre cerchi di non mandarti di traverso i popcorn senti una vocina che ripete “guarda che tutte ste cose le hai già viste, però fatte meglio”. Parliamoci chiaro, Guardiani della Galassia Vol. 2 non è assolutamente un brutto film, ma resta lì, appeso alle sue splendide gag come se dipendesse solo da quelle.

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Perché Gunn in questo è un vero maestro. Riesce a trovare la battuta giusta per ogni momento, sfruttando alla perfezione l’alchimia fra i personaggi. Anche se c’è qualcuno che svetta sugli altri, alzando la propria cintura nera di minchiate: Drax. Io ancora non me ne capacito, davvero, ma Batista (scusate, io Dave Bautista non riesco a chiamarcelo) ha dei tempi comici pazzeschi. Gli bastano tre espressioni, due movimenti facciali e sei lì a tenerti la pancia per evitare esplosioni sanguinolente sulle file davanti. Cioè, stiamo parlando di uno che nella mia memoria stava su un ring a far vibrare quelle corde per aizzare la folla, mentre preparava la Batista Bomb e 1, 2, 3 ding ding ding World Heavyweight Champion. Quanto gli voglio bene.

guardiani della galassia vol. 2 baby groot

Ottimo il fatto che Baby Groot sia effettivamente un bambino (e come viene sfruttato), anche se forse pure quella gag ad un certo punto perde mordente. Ma oh, bisogna vendere i pupazzetti agli scemi. Un attimo che finisco l’ordine online e torno. Sugli altri c’è poco da dire, sono sempre loro, ci sentiamo a casa sapendo bene o male cosa diranno, dalla coppia di cinici dal cuore d’oro fino ad una Mantis perfetta spalla comica. Davvero, mettete lei e Drax a fare stand-up, fareste i miliardi. Ah, vero, già li fate.

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Forse chi viene sacrificato un pelino è proprio Peter Quill, perché la sua storyline è alla base di un altro grosso rischio che Guardiani della Galassia Vol. 2 si è preso: i buoni sentimenti felici e contenti. Ma in realtà… (no, non continuerò la canzone). Perché è una scelta indubbiamente difficile voler dare un’impronta emotiva così forte ad un film che fa ridere parlando della cacca. E Gunn ci è riuscito a metà, scartando dalla lacrimuccia alla risata forse troppo bruscamente per creare un prodotto ibrido che voleva mantenere il nucleo tematico del primo film per scavare di più nei suoi protagonisti. Serviva davvero andare così a fondo? Forse bastava rinsaldare i legami di gruppo abbondando con la trama lineare, senza caricare troppo ogni singolo personaggio dei fantasmi presenti, passati e futuri.

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Si rispetta la scelta ma non la si condivide, mettiamola così. Perché la forza dei Guardiani made in Gunn è proprio il non prendersi mai sul serio, il dissacrare in ogni momento tutto e tutti, senza tendere alla lacrima facile o al volemosebbene con musichetta a tema in sottofondo. Ecco, pure il tanto atteso Awesome Mixtape Vol. 2 è meno incisivo del primo, meno riconoscibile e meno d’impatto. A parte la canzone finale, ma quella la cantano anche i termosifoni rotti.

E qui arriva un altro grosso problema del film: un cattivo poco carismatico. Ora beccatevi lo spoilerz, da bravi.

Spoilerz
Ego è l’ennesimo malvagione cattivone che vuole distruggere tutto e tutti perché sì (ho sentito orridi echi di Suicide Squad), telefonatissimo fin dall’inizio, anche per chi non conosceva la storia del Pianeta vivente. Forse la scelta del mascellone bonario di Kurt Russell serviva a non svelarne l’identità maligna, ma un Willem Defoe (esempio a cazzo per indicare uno che ha già la faccia da genocida) avrebbe dato più spessore al personaggio.

Perciò si ride di gusto ma ci si aspetta più ciccia, più connessione al resto del Marvel Cinematic Universe, non vaghi accenni futuri che verranno poi raccolti da Infinity War. Guardiani della Galassia Vol. 2 è una cazzara digressione sulla famiglia e sul senso di appartenenza a qualcosa (che non deve per forza essere un nobile ideale di asgardiana memoria), ma lascia un po’ il tempo che trova, dimenticando quella dimensione fumettistica dei supereroi che in fin dei conti deve sempre esserci.

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Perché alcuni snodi sono eccessivamente didascalici, alcune smielate troppo diabetiche per non stridere con l’essenza stessa dei Guardiani. Non mi stupirei se Gunn avesse deciso di prendere spunto da qualcosa come Futurama per questo sequel. Magari la puntata del quadrifoglio, toh, mi sbilancio così. Che è una cosa stupenda se fatta in Futurama, traslata sul grande schermo in questo franchise potrebbe non generare quel wow accompagnato da fastidiosa lacrimazione oculare.

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E quindi? Quindi Guardiani della Galassia Vol. 2 rimarrà memorabile per le gag, per le trovate geniali con cui Gunn diventa maestro della comicità contemporanea. Ma finisce lì. Riformulo la metafora calcistica usata all’inizio: è come partire da centrocampo palla al piede, saltare tutti gli avversari ma poi sbagliare il goal. L’inquadratura finale è emblematica, autoreferenziale, parallela rispetto a ciò che il film intimamente è: merda d’artista. E tirando in ballo pure Piero Manzoni direi che posso pure finire qua.

Anzi, un ultimo appello. James, con il primo film hai sconvolto il mondo e creato un vero e proprio miracolo. Con il secondo hai dato sfogo a tutta la comicità che sfreccia in quel tuo bellissimo cervello malato, dimenticandoti un po’ della trama. Ora hai un Vol. 3 che ti aspetta e tutto il tempo per farlo. Sei l’unico che può creare la seconda venuta di Cristo dalla Galassia. Fallo. Punto.

Io intanto vado a bermi una piña colada su una montagna non alta abbastanza perché sono dipendente da questo sentimento.


P.s. trovate l’articolo anche sulla pagina dei nostri amici di Giornale7. Fateci un salto!

Article written by:

Edoardo Ferrarese

Folgorato sul Viale del Tramonto da Charles Foster Kane. Bene, ora che vi ho fatto vedere quanto ne so di cinema e vi starò già sulle balle, passiamo alle cagate: classe 1992, fagocito libri da quando sono nato. Con i film il feeling è più recente, ma non posso farne a meno, un po' come con la birra. Scrivere è l'unica cosa che so e amo fare. (Beh, poteva andare peggio. Poteva piovere).

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