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Hail Satan? – Satanisti per il bene dell’umanità!

Hail Satan? – Satanisti per il bene dell’umanità! My rating: 4.5 out of 5

– ANDRETE ALL’INFERNO!

– Oh, ci credo. E sono molto eccitato al riguardo!

Domenica 3 Novembre – Ormai siamo all’ultima giornata di Nightmare Film Festival a Ravenna. I vincitori dei premi sono stati annunciati il giorno prima e il festival si avvia alla sua conclusione con la proiezione serale di The Nest – Il nido. Sembrerebbe una giornata tranquilla sulla carta: poche cose da fare, qualche proiezione (tra cui due bellissimi corti restaurati del maestro dell’animazione Tadanari Okamoto), finale e poi tutti a casa.

Tuttavia…

Sin dal primo giorno, c’è un titolo nel programma che stuzzica la nostra attenzione. E non è neanche in concorso! Arriva dal Sundance, è un documentario, ha una Statua della libertà con la testa di Baffometto come locandina ed un nome davvero singolare: Hail Satan? 

Arriviamo in sala con una discreta esaltazione. Le luci si spengono, lo spettacolo comincia… E non possiamo credere a quello che ci troviamo davanti!

IL CURIOSO ATTIVISMO DEL TEMPIO SATANICO

Hail Stan? parla delle battaglie del TST. Dai suoi attivisti, alle idee mandate avanti dal movimento.

Ah e parla anche di una statua in bronzo di Baffometto, concepita per essere posta davanti ad un monumento dei Dieci Comandamenti.

Confusi? Turbati? Comprensibile. Andiamo per gradi.

Cos’è il TST?

TST sta per The Satanic Temple (il Tempio satanico) ed è un movimento laico di protesta.

Obbiettivo del movimento è far riflettere le persone su argomenti sociali molto importanti come gli eccessi della religione o il modo bieco in cui anche il suo messaggio più condivisibile viene manipolato dagli uomini di potere per ottenere consenso. Ma l’argomento che più sta a cuore al TST è la lotta per la libertà di pensiero e culto. Un principio posto alla base della costituzione Statunitense, ma mai davvero esercitato.

Tuttavia, siccome fare paternali non piace a nessuno (come a nessuno piace riceverle) i nostri hanno scelto la via della provocazione. E per farlo bastava prendere come simbolo qualcosa che fosse l’avversario per eccellenza. L’essere che domanda e che dubita, il più noto ribelle della storia della religione: il Diavolo.

Non c’è che dire. La scelta è stata rischiosa, ma ha portato i suoi frutti.

Le scelte fatte dal movimento sono audaci, ma le loro battaglie smuovono sempre le coscienze. Argomenti, di cui nessuno pensava di dover parlare, vengono discussi, sfatandoli dalle auree protettive che impedivano di andare fino in fondo.

Non possiamo dire più di tanto, vi toglieremmo l’immenso divertimento della visione! Sì perché questo documentario è maledettamente (aggettivo azzeccato) spassoso. Voi che leggete non potete avere la minima idea di che clima si respirasse nella sala mentre Hail Satan? veniva proiettato! Si rideva di gusto e tanto!

Com’è facile immaginare, i fraintendimenti sono discreti numeri di comicità, ma, più di ogni altra cosa, è divertente vedere fallire miseramente la macchina della propaganda politico-religiosa, dal momento che non riesce a comprendere la natura laica del TST.

Naturalmente anche le loro battaglie sono esilaranti. La faccenda che ruota attorno alla costruzione della scultura in bronzo di Baffometto è una delle perle del film.

LA PIETRA DELLO SCANDALO: IL MONUMENTO DI BAFFOMETTO

Tempo fa i membri del TST lanciarono una campagna online per finanziare la costruzione di una statua della divinità. Questa scultura aveva uno scopo preciso: essere posizionata di fronte ad uno dei tanti monumenti dei Dieci Comandamenti.

L’iniziativa puntava a ricordare al popolo americano diverse cose che sembrava avere dimenticato. Una di tipo costituzionale, ovvero la laicità del paese, e una di tipo storico. Ma non saremo di certo noi a rovinarvi questa “rivelazione” riguardo al monumento raccontandola qui.

Mettere Baffometto davanti al monumento dei Dieci Comndamenti diventa un “bilanciamento“. Nel senso più umoristico e provocatorio del termine, che perfettamente coincide con l’esilarante “segreto” che nasconde il monumento dei Comandamenti…

HAIL SATAN…?

Questa è solo una delle tante manifestazioni e iniziative goliardiche fatte dal TST e lascio a voi il divertimento di scoprire le altre vedendo il film. Sarà interessante vederle a confronto con manifestazioni fatte, ad esempio, dagli anti abortisti (Pro-life) di fronte alle cliniche per l’aborto. Noterete subito la differenza anche nell’assoluta mancanza di buongusto e umorismo.

Le situazioni del documentario sono davvero assurde, ma la serietà con cui gli obbiettivi sociali vengono perseguiti è qualcosa di commovente. Perché se è spassoso vedere degli attivisti fare volontariato in modo stravagante (come pulire spiagge usando dei tridentini per infilzare la spazzatura) è ugualmente interessante vederne i risultati.

Il modo in cui Penny Lane racconta col suo documetario tutte queste vicende è davvero eccellente. Ed è notevole vedere il film ottenere tutto questo consenso (dall’aggregatore Rotten Tomatoes si registra un consenso popolare dell’85% e un consenso da parte della critica del 96%!)

Ma allora, perché non dare un giudizio pieno?

UN MEZZO PUNTO IN MENO, MA UN CONSIGLIO IN PIÙ

Sin da subito ero disposto a dare il massimo a questo documentario, pur non preoccupandomi del mio personale Grillo Parlante, che m’invita a pensare meglio prima di darmi a spericolati e avventati giudizi. Dunque, perché il mezzo punto è scomparso? A causa di un piccolo viaggio mentale che ha finito per riguardare anche il film.

Pensiamoci un attimo. Come sono qui nel nostro Bel Paese, non è concepibile che non ci siano esagitati anche negli Stati Uniti. Gente che travisa un messaggio di una comunità, che non ne comprende le sfumature.

E infatti nel film li vediamo, ma per poco. Troppo poco.

Il pezzo è sentito, ed è il lato più drammatico e sconfartante del film. Sentiamo il dolore della delusione dei fondatori e degli attivisti, ma non abbastanza. Sembra quasi un elefante nella stanza che si teneva a far sparire il prima possibile per tornare ai meriti del TST.

Paradossalmente quella nota, che avrebbe dovuto arricchire un discorso così sereno e divertente, ha contribuito a far nascere in me questo piccolo disappunto. Perché un film su un movimento che mette l’autocritica tra i suoi pregi, scricchiola proprio su questo punto.

Prendiamo l’ultimo, bellissimo lavoro di Michael Moore: Fahrenheit 11/9. Un film incredibile sul piano autocritico. Un film che in teoria avrebbe dovuto attaccare Trump, ma che decide di farlo massacrando senza alcuno scrupolo la stessa ala di interesse del regista: il partito Democratico, complice della vittoria del tycoon, secondo la tesi esposta. Quel film diventa un meraviglioso grido infuriato contro quel partito che dovrebbe fare l’interesse del popolo Americano, ma che ha finito per diventare sempre più simili ai suoi avversari.

Insomma in questo Hail Satan? ho sentito mancare un briciolo in più di distacco, di obbiettività. Cosa fondamentale per un documentario, anche quando politico. Sembra tutto fin troppo perfetto e, personalmente, non mi sono stupito quando il film ci ha reso noto che la regista si sia unita al TST.

Morale: non si deve aver paura di autocriticarsi o di mostrare gli aspetti più fragili e controversi di qualcosa che condividiamo, perché, se non lo facciamo noi, lo faranno altri  e lo useranno come un’arma.

CONCLUSIONI: HAIL SATAN!

Lucien Greaves

Il documentario rimane uno degli spettacoli più belli delle giornate, una delle mie migliori esperienze collettive fatte in sala ed è uno dei documentari più divertenti e corroboranti per l’anima che abbia mai visto!

Guardatelo. Andate oltre quello che vi può infastidire. Perché, se siete credenti e accoglierete quello che questo folle esperimento vuole comunicarvi, potreste addirittura finire per sentirvi dei credenti migliori.

Perché è questo il vero valore di Hail Satan?, che lo rende ben lontano dall’essere un film di propaganda o uno spot di un’ora al TST. Il film non vi chiede nè di diventare atei nè di aderire al tempio. Vi chiede semplicemente di aprirvi agli altri, di essere meno seri, prendere il meglio da ciò che seguite con fede (che sia politica o religione) e comprendere anche quello che vi disturba, senza considerarlo il male incarnato.

Un messaggio di pace, non violenza e tolleranza, trasmesso con un linguaggio comico e irriverente.

Hail Satan!

Article written by:

Marco Moroni

Nato nel maggio del 1995 a Terni, città dell'acciaio e di san Valentino. Dovete sapere che vicino alla mia città si erge, spettrale, un complesso di capannoni abbandonati. Quando eravamo bambini ci veniva detto che quelli erano luoghi meravigliosi, in cui venivano realizzati film come "La vita è bella" o "Pinocchio". Questo fatto ci emozionava e ci faceva sognare una Hollywood vicino casa nostra. Come il castello transilvano di Dracula, tutti cercano di ignorare quei ruderi ma, ciononostante, tutti sanno benissimo cosa siano e non passa giorno senza che si continui a sognare quel Cinema che nasceva a casa nostra. Chiedendomi cosa mi faccia amare tanto la settima arte, e perché mi emozioni così tanto al solo pensiero, potrei rispondermi in molti modi, ma sono sicuro che quel sogno di tanti anni fa abbia un ruolo più che essenziale. Che sia di genere o impegnato non importa, se un film lo merita ha il diritto di ricevere la giusta attenzione. Perfino un film brutto merita di essere rispettato, ponendo attenzione a quelli che sono i suoi elementi vincenti; anche in questi, infatti, possiamo trovare la bellezza creata da chi ha votato la propria esistenza a quest'arte meravigliosa.

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