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Half Nelson: quando Ryan Gosling dormiva sul pavimento

Half Nelson: quando Ryan Gosling dormiva sul pavimento My rating: 3.5 out of 5

Ryan Gosling, sei maledettamente bravo. Adesso goditi il tuo successo. Adesso puoi sceglierti i copioni. Ma ti ricordi quando tu ed i tuoi personaggi facevate la gavetta?

Bene, parliamo di Half Nelson.

Non so se hai presente quella sensazione di angoscia, quel cocktail micidiale di inadeguatezza mista ad ansia che ti prende allo stomaco quando i tuoi ex compagni di scuola cominciano a pubblicare le foto dei loro matrimoni, e poi dei loro figli. Indicativamente succede intorno ai 28-30 anni.

Bene, se sai di cosa sto parlando, questo è un film che fa per te.

Un film dove il protagonista, se avesse un profilo Instagram, sotto ogni foto userebbe l’hashtag #maiunagioia.

È una storia piccola, fatta di piccole cose. Una storia di quotidianità e debolezza, e di improbabile amicizia come unica salvezza. Una storia di case piccole e vuote e brutte, dove la gente va solo per dormire e al massimo per cenare al microonde. Non vorrei usare l’aggettivo intimista, ma è come se lo avessi fatto.

Qui starebbe facendo lezione.

Ryan Gosling è Daniel Dunn, un professore di storia delle scuole medie. In apparenza sembra davvero un figo, anche se poi capiamo che le cose non stanno proprio così. Ha una vita veramente difficile, è sempre stropicciatissimo, perennemente sul punto di addormentarsi in classe. Non capisco se negli Stati Uniti i professori siano pagati davvero poco o se sia soltanto lui ad avere dei grossissimi problemi, fatto sta che non ha neanche un letto vero, ha solo un materasso sul pavimento. Intrattiene qualche relazione occasionale, da una notte e via, ma rovina sempre tutto finendo per parlare dei suoi problemi. Più spesso frequenta una sua collega, ma lo fa senza passione, senza sentimento. Che poi non avrebbe neanche il letto (ma tranquilli, usano il divano, n.d.r.). #maiunagioia.

Quando il tuo ex compagno di banco pubblica le foto del battesimo del figlio

Daniel insegna storia in quella che sembra essere ovviamente la parte brutta della città. È un buon professore, che lavora parecchio sulla storia delle lotte degli afroamericani e dei diritti civili. Allena la squadra femminile di basket, che naturalmente è pessima. Litiga con l’arbitro, si fa cacciare dal campo. #maiunagioia.

Drey (Shareeka Epps, bravissima) è una ragazzina di 13 anni. Il padre è andato via di casa e non si interessa a lei. La madre, che fa la poliziotta e ha dei turni massacranti, non c’è mai. Il fratello è in carcere per una storia di droga. Sta coprendo lo spacciatore del quartiere, Frank (Anthony Mackie), che ora si prende cura di Drey. In realtà vorrebbe che cominciasse a lavorare per lui.

La ex di Daniel torna in città. E si sa, non è mai una buona idea rivedere i propri ex. Soprattutto perché lei gli annuncia che sta per sposarsi. Con un tizio conosciuto in rehab. Rehab che per Danny non ha funzionato. Eh sì, perché Danny ha dei grossissimi problemi con la droga. #maiunagioia.

Una sera, dopo una partita, Danny si chiude nello spogliatoio della squadra credendo di essere solo per fumare crack, ma Drey lo scopre per caso. #maiunagioia? Sì, ma non solo. Da quel momento infatti i due diventano amici.

Un’amicizia strana, ma che tra alti e bassi tiene botta fino alla fine. Danny inizia a prendersi cura di Drey, per provare a toglierla dall’influenza di Frank. O almeno ci prova, come ci può provare una persona che non riesce neppure a prendersi cura di sé stesso. Né del proprio gatto, che infatti muore di stenti. E qui sì, #maiunagioia.

 

“Ma quando ce la regali una nipotina?”

Una sera va a cena dai suoi, la classica famiglia felice dove Danny, anche se nessuno glielo dice esplicitamente, è la pecora nera, mentre il fratello perfetto è già sposato con una ragazza perfetta che piace molto ai genitori. Intanto Drey è a casa di Frank, ad impacchettare cocaina. Finita la cena, Danny sempre più depresso organizza un festino in un motel. Le prostitute sono già arrivate, manca solo la coca. E chi sarà a consegnarla?

No beh, non esageriamo.

Come dicevo, Half Nelson è un piccolo film fatto di piccole cose. Danny e Drey sono due persone sole e diversissime in tutto che provano a farsi compagnia. Lui con con un piede e mezzo nel baratro. Lei invece che sente di seguire, lentamente ma inesorabilmente, lo stesso destino del fratello e prova ad aggrapparsi a qualcuno per non fare quella fine.

Probabilmente non è un capolavoro, anzi, forse dura 15-20 minuti di troppo. O forse no, forse è un film volutamente lento, che ha bisogno di raccontare fino in fondo la noia, la quotidianità. Piccoli gesti di esistenze ai margini. Penso sia uno di quei film che si apprezzano davvero se si è in una certa predisposizione d’animo.

Girato nel 2006 da Ryan Fleck, che poi fece poco altro, è valso la nomination all’Oscar come miglior attore protagonista a Ryan Gosling. Tranquilli, poi non ha vinto. #maiunagioia.

Ok, non ho tempo di leggerlo, dimmi perché dovrei vederlo:

-Se ti piace Ryan Gosling

-Se ti senti inadeguato

-Se ti piacciono le storie semplici

Article written by:

Simone Forte

Nato nel 1984. Nel 2012 scopro che l'anagramma del mio nome e cognome è "termosifone". Spero che scrivere di cinema senza averlo studiato per davvero non mi renda come quelli che leggono articoli complottisti sui vaccini e poi vanno a contraddire i medici. Io scriverò lo stesso, ma prometto di limitare al minimo indispensabile l'uso dei "................" e dei "!!1!!1!".

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