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Horns: siamo tutti colpevoli

Horns: siamo tutti colpevoli My rating: 5 out of 5

“Signor giudice sono colpevole, lo ammetto, ma l’ho fatto per i miei fan che mi leggono su TheMacGuffin e per soddisfare la mia malsana voglia di guardare film non troppo mainstream.” Ecco, così ho scoperto Horns.

Questa potrebbe essere la mia versione delle cose in caso d’arresto, io confido in voi e nella grazia di Mattarella. Tranquilli, questo preambolo ha un senso e ora ve lo spiego.

Ignatius Perrish, Ig per gli amici, è un ragazzo con una vita normale. Questo in teoria, perché una mattina si sveglia palesemente in hangover, con la fidanzata morta e un orda di giornalisti che lo aspettano fuori dalla porta urlando “colpevole colpevole!”.

Qualcosa potrebbe andare peggio? Sì, cornuto e mazziato.

Una maledizione si scaglia sul malcapitato che, oltre a essere odiato da tutti, si trasforma, inconsapevolmente, in un demone. La cosa divertente è che le corna non fanno così paura agli altri, passano quasi inosservate, anzi addirittura il suo avvocato e miglior amico Lee (Max Minghella) non le vede proprio. C’è un motivo, però tengo la bocca chiusa, se no finirò all’inferno nel girone degli spoileratori.

Non tutto il male viene per nuocere, si potrebbe pensare in modo molto zen e rilassato. Le corna hanno anche un potere: le persone non hanno più bisogno di nascondere la verità, potendo finalmente confessare così le perversioni e i desideri segreti. Smascherando questo falso perbenismo il demone diventa quasi più umano degli altri. Da presunto carnefice a capro espiatorio il passo è breve.

Il regista Alexandre Aja mescola le classiche atmosfere dell’horror insieme alla suspense tipica dei thriller dove c’è subito un morto, ma solo  verso la fine si scopre l’assassino. C’è anche un po’ di trash, forse inutile, forse geniale, ma prevedibile se guardando il curriculum del regista francese si nota che oltre il remake de Le colline hanno gli occhi e lo splatter Alta tensione, ha girato Piranha 3D.

Merrin (Juno Temple) rivive attraverso visioni oniriche e ricordi del passato, con tecniche di ripresa e movimenti di camera che appartengono al panorama del cinema indie, talvolta ricco di idee e povero di soldi.

Daniel Radcliffe, proprio in questo mondo un po’ alternativo, si sta scrollando di dosso la figura di Harry Potter, dimostrando di essere un bravo attore, ma spesso sottovalutato. Chi ha visto quel piccolo capolavoro nonsense e fuori da ogni schema possibile e immaginario di Swiss Army Man confermerà a maggior ragione questa teoria.

Horns smaschera questa società dove tutti hanno le loro piccole colpe, i peccati da nascondere e preferiscono indossare diverse facce a seconda del contesto. Ig è solo, indifeso e attaccato da tutti, Per questo inizierà una personale vendetta o addirittura guerra santa per difendere i propri principi e valori.

Le mie 5 stelline dal punto di vista critico sono un po’ esagerate, lo so. Dare 5 stelline a Horns però lo considero un minimo gesto di provocazione, quasi rivoluzionario. È un piccolo esempio che dimostra come si possano scoprire film interessanti anche se la critica non li considera, o se non hanno avuto una grande distribuzione.

“È proprio questa la magia del Cinema, quindi signor giudice sono pronto a finire in galera, ma la prego, mi lasci il computer e una connessione Wi-Fi”.

Article written by:

Nicolò Granone

Simpatico, curioso, appassionato di cinema, sono pronto a esplorare l'universo in cerca di luminosi chicchi di grano da annaffiare e far crescere insieme a voi, consigliandovi ogni tanto film da scoprire qui alla luce del Sole.

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