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Il nemico alle porte: lo scontro titanico tra Ed Harris e Jude Law

Il nemico alle porte: lo scontro titanico tra Ed Harris e Jude Law My rating: 3 out of 5

Stalingrado, 1942: è in questa città sulle rive del Volga che la storia decide di giocare il destino della Seconda Guerra Mondiale e del mondo. Vasilj Zajcev (un giovanissimo Jude Law) è una recluta dell’Armata Rossa che viene mandata al fronte nel momento più critico. Le linee russe sono devastate dalla disorganizzazione e dal caos, i tedeschi utilizzano tutte le loro forze per schiacciare la resistenza in città. Il primo impatto con la guerra per il nostro protagonista è traumatico: scampato alla morte nel corso della traversata del Volga insieme agli altri coscritti sotto un incessante bombardamento aereo, viene mandato in prima linea senza nemmeno un’arma. Dopo essere sopravvissuto per miracolo ad una carica suicida ordinata dai suoi superiori, Vasilj si ritrova isolato tra le linee amiche e quelle naziste, in mezzo ai cadaveri dei propri compagni.

Ed è qui che il nostro occhi-di-ghiaccio riesce finalmente a mettere le mani su un fucile, dimostrando il proprio talento come tiratore (appreso fin da piccolo facendo il cacciatore sugli Urali): uccidendo con dei tiri letali numerosi crucchi, salva la vita al commissario del popolo Danilov (il buon Joseph Fiennes). Il nuovo amico del protagonista, avendo notato il suo talento innato da cecchino, riuscirà a convincere niente meno che Nikita Chruscev a fare di Vasilj Zajcev un’icona dell’Armata Rossa e ad utilizzarlo per la propaganda, riuscendo così a risollevare il morale dei russi.

Come in ogni storia di eroi che si rispetti, in Il nemico alle porte non manca un’antagonista di tutto spessore: il comando tedesco, resosi conto del problema che rappresenta il cecchino siberiano in virtù del numero di vittime che miete e per l’ascendente che esercita sui suoi compagni, decide di scomodare l’aristocratico maggiore König (il freddo e carismatico Ed Harris), il miglior tiratore della Wehrmacht, per eliminare Vasilj. Tra i due infiammerà una sfida senza esclusione di colpi tra le macerie dei palazzi di Stalingrado, mentre infuria una della più grandi battaglie della storia. Questo duello metterà a dura prova i due uomini, diametralmente opposti in ogni aspetto del loro essere, e farà vacillare il loro stesso animo.

Il nemico alle porte è un buon film di guerra con un ottimo cast. L’opera non riesce forse a fare il salto di qualità per via di un Jude Law bravo, ma ancora decisamente acerbo: a chi recentemente ha goduto della sua eccellente interpretazione come Lenny Belardo in The Young Pope, potrà notare un salto di qualità abissale che ha compiuto l’attore da allora. Il regista Jean-Jacques Annaud conquista la sufficienza per la sua creatura grazie ad una buona fotografia, a delle godibilissime scene d’azione cariche di tensione e ai due bravi coprotagonisti Ed Herris e Joseph Fiennes, decisamente più maturi e carismatici del loro giovane collega. Le principali pecche dell’opera sono invece i dialoghi, a tratti quasi imbarazzanti per quanto risultano banali, e dei russi un po’ troppo stereotipati.

La sfida tra i due cecchini che è al centro de Il nemico alle porte non è solo un duello estremo tra due uomini: quella che il regista ci vuole raccontare è l’eterna lotta tra l’aristocrazia ed il popolo, incarnati in questi due combattenti così profondamente diversi tra loro. Per sapere quale delle due classi ne uscirà vincente, non vi resta che immergervi in questo film.

Article written by:

Edoardo Canepa

Genovese classe '93, di giorno è un timido e serioso bancario, di notte un nerd assatanato di serie tv, libri, film e videogiochi. Vive in città ma è campagnolo dentro. Adora alla follia Stephen King, la birra e le tartarughe.

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