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Into the Woods – Attento a ciò che desideri, potresti ottenerlo

Into the Woods – Attento a ciò che desideri, potresti ottenerlo My rating: 4 out of 5

MA CHE CANTANO?

Caro lettore,

sì parlo proprio con te che vorresti mettere avanti veloce e hai l’istinto di catapultarti fuori dal cinema quando qualcuno inizia a cantare, che affermi di averne visto qualcuno solo per stupire le ragazze, che hai perso interesse per l’articolo una volta capito che si sta parlando di un musical.

Caro lettore, io ero come te e voglio raccontarti una storiella. Devi sapere che io amo il cinema. Nel senso che io amo l’odore di pop corn, che nemmeno mi piacciono, la poltroncina non troppo comoda, le luci che si spengono, i trailer e le musiche dei titoli di coda… io amo tutto questo e quando sono seduta in sala, mentre cerco una posizione comoda per le gambe, sono a casa. Questo è il motivo per cui cerco di andare più spesso possibile. E il motivo per cui un giorno ho pagato il mio biglietto per Into the Woods, un film di cui in realtà non sapevo nulla, fidandomi della faccia di Meryl Streep.

ATTENTO A CIÒ CHE DESIDERI…

I wish, la canzone di apertura, ci presenta i personaggi, alcuni ripresi dalle fiabe che tutti conosciamo, come Cenerentola, Cappuccetto Rosso, Jack con i suoi fagioli magici e Rapunzel; altri, come il fornaio e la moglie, inventati per l’occasione. In comune hanno solo questo: desiderano qualcosa che cambi le loro monotone vite.

 

Fornaio e signora (James Corden, che io amo perdutamente, ed Emily Blunt) scoprono però che questo qualcosa è loro negato a causa di un incantesimo, una maledizione che pende sulla famiglia di lui a causa del padre, un genio che aveva rubato qualcosa di immensamente prezioso (fagioli, ebbene sì) dal giardino della strega della porta accanto.

 

La strega (Sua Maestà Meryl), avendo perso la propria avvenenza a causa del furto e quindi non contenta di prendere al ladro la figlia appena nata (Rapunzel), aveva “seccato l’albero della famiglia”. Tutto questo i due iellati coniugi vengono a saperlo quando la fattucchiera in persona si presenta al panificio proponendo un patto: se le procureranno gli ingredienti necessari a rompere l’incantesimo che l’ha resa brutta, diverranno genitori.

Nel frattempo Cenerentola (Anna Kendrick) desidera poter partecipare al ballo del Re nonostante il divieto della matrigna, Jack vorrebbe non dover vendere la sua mucca e Cappuccetto Rosso vuole raggiungere la nonna malata per farle visita.

I protagonisti si incamminano quindi tutti per il bosco che costeggia il villaggio e che rappresenta il coronamento dei propri sogni e le loro storie finiscono per intrecciarsi, prima per sbaglio poi sempre più profondamente. Vogliono, vogliono e vogliono ancora, incontrandosi e scontrandosi gli uni con gli altri per vedere il proprio desiderio realizzarsi, anche a scapito degli altri.

 

 Forse non sempre felici e contenti

La prima metà di film segue quindi lo schema classico della fiaba, svolgendosi all’interno di questo immenso e misterioso bosco nello spazio di tre giorni, scanditi dalle tre serate del ballo da cui Cenerentola continua a scappare a mezzanotte e dalle tre lune che hanno a disposizione il fornaio e la moglie per trovare gli ingredienti. Allo scadere del tempo i destini dei protagonisti sembrano decisi: i sogni sono stati avverati e tutto ciò che essi desideravano o pensavano di desiderare è ormai ottenuto.

Abbiamo infatti la solita scena finale di ogni classico film/cartone Disney in cui principe e principessa, freschi sposi, passano con la carrozza accanto a tutti i personaggi per poi salutare con la manina morta la folla festante radunata davanti al palazzo. Il narratore (che in lingua originale è il fornaio, ma in italiano è stato doppiato da una voce diversa, il perché non ve lo so spiegare) sta già proclamando il lieto fine per tutti ma viene interrotto bruscamente e la formula non viene terminata.

… POTRESTI OTTENERLO (spoiler!!)

“I sentieri conosciuti non si trovavano più e la loro vita stava per prendere una piega inaspettata”

Gli eventi costringono i nostri protagonisti a ritornare nel bosco ma, nonostante le apparenze, l’intreccio non si è sciolto, realizzare i desideri non era abbastanza e l’insoddisfazione ripiomba nelle vite di ciascuno. La fiaba si avvicina così drasticamente alla vita reale: le coppie si separano e si tradiscono, i figli vengono abbandonati, gli amici litigano e si dividono incolpandosi furiosamente l’un l’altro e il bosco, da luogo di crescita e sogno diviene un posto pericoloso e da incubo, in cui sono tutti costretti a fare i conti con le conseguenze delle proprie azioni e soprattutto del proprio egoismo.

Siete così carini. Non siete buoni, non siete cattivi. Siete solo carini.

Le parole della strega (The last midnight, bellissimissima) sono vere: non esiste un vero cattivo in questa storia, così come non esiste un eroe senza macchia.

L’emblema di tutto ciò secondo me è il personaggio della strega stessa. Nelle fiabe classiche così come nelle loro trasposizioni al cinema la figura della madre e della matrigna sono sempre fondamentali, opposte e (quasi) sempre ben distinte (in Rapunzel e Ribelle il passo avanti è evidente: nel primo la protagonista nutre sincero affetto per la matrigna, mentre nel secondo, madre, quella vera, e figlia hanno un rapporto tutt’altro che rose e fiori).

 

In Into the Woods la strega è tale in quanto maledice un’intera famiglia a causa della sua bruttezza (colpa perdonabilissima no?), ma cerca di proteggere la figlia dal mondo al di fuori della torre perché la ama e per “essere una buona madre”. Il tema dell’educazione è infatti portante: né la strega né il fornaio e la moglie sono genitori perfetti, proprio perché non sono persone perfette.

 

Attento quando dici “Ascoltami”. I bambini ascolteranno

 Insomma che mi è piaciuta la strega

Non è questa la gif che cercavo, ma è una scena del film quindi perché non metterla…

Tutti cantano con le proprie voci, senza doppiatori: da Chris Pine, il principe di Cenerentola, e Billy Magnussen, quello di Rapunzel, che si affrontano su chi sia il più figo disperato in amore, a Emily Blunt, moglie saggia che si scopre attratta dal marito sbagliato, passando per il giovanissimo Daniel Huttlestone (Gavroche in Les Misérables)… ma soprattutto LEI.

Meryl Streep (candidata, tanto per cambiare, all’Oscar per il ruolo) è FENOMENALE come sempre nei panni della strega prima brutta poi bella, ora crudele ora tenera, capricciosa, sbadata, divertente e terribile e con una voce potente come non mai.

Il cast è insomma il vero punto forte del film. Perfetto, senza sbavature, una meraviglia… non fosse… non fosse per… niente, mi spiace ma devo… non fosse per Johnny Depp.

Ma che porca miseria gli è preso a Johnny Depp?

Oltre il povero Lupo che fa l’imitazione del Cappellaio Matto, che fa la caricatura a Jack Sparrow, che fa il verso… sì insomma, lasciando da parte il dimenticabilissimo Lupo, Into the Woods è un film in cui sì, in effetti e per fortuna cantano.

Seriously?

 

Quel famoso giorno, esco dal cinema canticchiando e pensando a tutte queste belle cose. Due amici ci vengono incontro, uno dei due chiede se il film fosse bello. Apro bocca prontissima a rispondere quando l’altro, masticando la cicca e quindi urtando immediatamente il mio sistema nervoso, se ne esce con “Mi han detto che cantano, farà schifo”.

Ma in effetti non serve, caro lettore, che ti racconti tutta tutta la storia.

Article written by:

Rosa Bartolone

Lettrice appassionata, fotografa dilettante, ladra di cioccolata con l'inutile talento di ricordare a memoria ogni battuta dei film che più le piacciono. Habitat naturale: primo volo per ovunque (o divano e Netflix, dipende..)

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