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Kiki e i segreti del sesso, non chiamatele perversioni!

Kiki e i segreti del sesso, non chiamatele perversioni! My rating: 3.5 out of 5

Erotico, bizzarro, fresco e tutto da ridere: una commedia romantica simile a nessun’altra

Avete mai sentito parlare dell’Efefilìa? Trattasi del piacere sessuale nello sfiorare certi tessuti. E della Dacrifilìa? Ci si eccita vedendo piangere il partner. Che dire invece dell’Arpaxofilìa? Si prova piacere nel venire aggrediti o derubati.

Tutto ciò vi sembra anormale, ai limiti dell’inquietante? Può darsi, come darvi torto. Ma fate un piccolo sforzo. Immaginatevi queste perversioni, realmente esistenti, nel quotidiano. Abbinatele all’insospettabile vicino di casa, al rispettabile professore, alla zia pettegola. Scommetto che il risultato non potrà che essere innegabilmente divertente. Uno dei punti di forza di questa pellicola spagnola del 2016, Kiki e i segreti del sesso (Kiki el amor se hace) è proprio questo: cogliere il lato comico di quelle che in gergo tecnico sono dette parafilìe sessuali

Le oscure leggi del desiderio

Il regista Paco Leòn, al suo terzo film, mette in scena le storie di dieci personaggi estremamente buffi, con un comune denominatore: dei problemi legati a particolari feticismi sessuali, dichiarate apertamente da definizioni scientifiche che appaiono sullo schermo (elemento molto alla Lars Von Trier, anche se mi sento di affermare con sicurezza che la visione del sesso proposta in questo film è l’esatto opposto di quella del regista danese!).

C’è la coppia giovane e prossima al matrimonio, con lei che ha un’orgasmo mentre la derubano (Arpaxofilìa); c’è il chirurgo di successo che riesce ad avere rapporti con la moglie solo quando dorme (Sonnofilìa), visto che lei, rimasta paralizzata, lo rifiuta; c’è poi la coppia di sposi in crisi sessuale, alla ricerca di nuovi stimoli per riaccendere la fiamma (questa parafilìa la si capisce solo alla fine del film, non vi spoilero nulla!); c’è la ragazza sordomuta in grado di provare piacere solo a contatto con particolari tessuti soffici (Efeflìa); infine, c’è la coppia di giostrai che tenta di avere un figlio senza successo. Quando lei scopre che il raggiungimento dell’orgasmo facilita il concepimento e che le lacrime del marito le provocano un certo piacere (Dacrifilìa), la situazione degenera…

10 buoni motivi per vederlo (e apprezzarlo)

Remake del meno celebre The Little Death, film australiano del 2014, Kiki e i segreti del sesso è un film che viene facile consigliare per varie ragioni:

  • Leggerezza. È un film leggero, non stupido o vuoto. Semplicemente non ha la pretesa di fare alta filosofia o veicolare messaggi impegnati.
  • Colori. Ci sono scene davvero belle esteticamente, piene di colori accesi e ben selezionati.
  • Zero volgarità. I vari cinepanettoni e affini vorrebbero farci credere che il lato comico del sesso sia solo squallore e umorismo pecoreccio. Kiki e i segreti del sesso sa emanciparsi ed essere delicato invece, mai rozzo.
  • Animali & Frutta. Il film è tempestato da elementi naturali, ci sono continue metafore e riferimenti sessuali (particolarmente riuscita è la scena iniziale, che gentilmente vi allego sotto) che attingono da fiori, piante, frutta. Per ricordarci che comunque rimaniamo animali prima di tutto.
  • Paco Leòn. Non solo un regista con una sua estetica, ben delineata, ma qui anche un bravo attore (…anche un bell’attore, ragazze mie. Eh, tocca dirlo).
  • La ricchezza della diversità. Kiki e i segreti del sesso è un inno al diverso, allo sdoganamento di certi tabù, anche i più insoliti.
  • Sincerità. Ma è anche un inno alla sincerità: i personaggi non si reprimono, non ci riescono. Sono sinceri con loro stessi, ma a disagio. Solo quando riescono ad essere sinceri con il proprio partner riescono ad essere felici.
  • AllegriaKiki e i segreti del sesso mette davvero di buon umore e ti fa passare un’ora di sana, spensierata allegria.
  • Per riflettere. La riflessione personale sui propri “segreti del sesso” viene da sé.
  • Fa spaccare dal ridere. E basta.

La bellezza di ascoltare il proprio corpo

Se pensate di vedere un mezzo porno filosofico (alla Lars Von Trier, per tornare in argomento), rimarrete delusi. C’è più goffaggine che malizia, più sensualità che scabrosità, più simpatia che sconcezza. Spiega Paco Leòn in un’intervista a “La Repubblica”: “i personaggi rompono i tabù trasformando i propri sentimenti, le paure, l’approccio alla sessualità. Si addentrano in territori nuovi e liberi, dove non si rinnega nulla di quel che si fa, si prova. Perché quando le metà di una coppia accettano le rispettive esigenze, l’unione è destinata all’eternità. (…) Le potenzialità del sesso e dell’amore sono come il nostro cervello: ne usiamo solo una minima percentuale. L’amore di cui parlo va costruito, ci devi lavorare, va tenuto vivo come un fuoco.”

sesso

Un sobrio Paco Leòn alle prese con erotismo e sensualità

Quindi ragazzi miei siate indulgenti con voi stessi, ascoltate il vostro corpo e quello del vostro partner, non abbiate paura di sentirvi liberi e spudorati, fate tanto amore e negli inframezzi guardatevi Kiki e i segreti del sesso!

Article written by:

Lucia Tiberini

Classe 1992. Dopo un’infanzia nella provincia di Perugia, dove trovo notti stellate e sagre del cinghiale, mi trasferisco a Bologna, dove trovo esami, vino e bonghi. Amo il mio ukulele (ma solo esteticamente: non so suonarlo), Dylan dog, gli arrosticini e non disdegno il cinema.

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