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Knight Of Cups: tutto o niente?

Knight Of Cups: tutto o niente? My rating: 2.5 out of 5

Ah è finito? mi sono addormentato dopo 5 minuti”

Capolavoro! Si respira l’essenza del cinema d’autore Malick non sbaglia un film, la sua è pura Arte!

Ecco diciamolo subito la verità sta nel mezzo, e io sono un po‘ l’uomo del popolo che prende carta e penna e tira giù alcune opinioni a metà tra la follia e la critica cinematografica. Se da grande diventerò famoso e sarò pagato milioni per vedere e recensire film coreani alternativi o sarò invitato al Sundance farò una donazione agli amici di The MacGuffin. Con i fan invece ci si vede per una birretta.

Ora lasciamo da parte l’euforia perché Knight Of Cups è quella cosa a metà tra un calcio nelle palle e un orgasmo visivo. Diciamolo subito applausi a scena aperta per la fotografia di  Emmanuel Lubezki che ha vinto per tre anni di fila l’oscar con capolavori come The Revenant, Birdman (uno dei miei film preferiti) e Gravity.

Ottimo il cast, per citare qualche nome: Christian Bale, Natalie Portman, Cate Blanchett, Antonio Banderas.

Poi però manca tutto in questo Knight of Cups. La trama e la sceneggiatura sono talmente artificiali e complicate da risultare quasi inesistenti. Bella l’idea di suddividere il film in vari capitoli chiamati con il nome delle carte di tarocchi, peccato che sono amalgamati completamente a caso, in modo asettico e troppo per intellettuali. Sembrano corti tirati fuori dagli archivi solo per avere l’esigenza di far uscire qualcosa. Sicuramente mischiare esoterismo, senso della vita, amore e grande cinema è una cosa apprezzata da un pubblico snob e fighetto. Però qui si esagera, ed è un peccato.

L’inizio con la favola del principe o le riprese mai banali da punti di vista avevano un fascino che mi hanno attratto e alzato l’hype. Ero convinto di aver scoperto un nuovo capolavoro. Invece qualcosa è andato storto e ho iniziato a scrollare su e giù le chat di WhatsApp o pensare ai prossimi colpi per il fantacalcio.

Knight Of Cups

Un po’ come essere friedzonato male dopo essere stato a guardare 6 ore una mostra d’arte contemporanea

Alla fine del film, ci ho messo più del previsto perché continuavo a tornare indietro perché ero completamente distratto. Rimane dunque un grosso “Mah”. Il mah filosofico o il mio “Io interiore” un po’ pessimista ne è uscito fuori con saggezza. Era tipo un ‘Knight of Cups non ti è piaciuto perché ti ha dimostrato che la vita non è come vuoi, che i soldi non fanno la felicità e che si può essere tristi anche dopo essere andati a letto con Natalie Portman’. 

Interpretando così la volontà di rappresentare in modo cinico la vita o criticare Hollywood e lo star system si possono anche fare due complimenti e non distruggere totalmente questo lavoro.

Knight Of Cups

Quanti però guardano un film per prendersi male e avere crisi depressive? Per fortuna pochi. Non dico che bisognava raccontare la storia in modo più allegro e con meno formalismi, ma probabilmente sarebbe stato sensato spiegare un po’ di più e rendere i personaggi un po’ più vivi.

Christian Bale, attore che sa il fatto suo, uno che non ha  mai esitato a sacrificare il suo fisico per recitare da magrissimo a panzone, qui riesce a essere bravo anche se sembra un pesce lesso. Non riesce a creare un minimo d’empatia né con lo spettatore né con gli altri personaggi. Dovrebbe essere il Fante di coppe, variabile impazzita nella cartomanzia, invece fa la figura di un impiegato delle poste che ti guarda due ore e poi quando finalmente è il tuo turno, va a fumarsi una sigaretta. Un po’ pochino, molto meglio da Cavaliere oscuro.

Ho sempre sentito parlare di Terrence Malick e quindi, anche visto il cast mi è sembrato giusto approcciarmi ad un suo film, ma a quanto pare non so se sono pronto per altre esperienze extra sensoriali che passano tra uno sbadiglio e un paesaggio afrodisiaco.  Anche se magari farò un tentativo con The Tree Of Life.

Knight Of Cups

C’è una frase che mi ha colpito molto all’inizio di questo Knight of Cups: “Tu non vuoi l’amore. Vuoi un esperienza d’amore” Ecco probabilmente così ha ragionato il regista. Non voleva fare un bel film, voleva creare un’esperienza di Cinema. Forse per conoscere veramente la risposta servirebbe un parere della mia cartomante di fiducia, anche se non so se mi fiderei ancora dopo che mi ha detto che tra un anno trovo l’amore!

Article written by:

Nicolò Granone

Simpatico, curioso, appassionato di cinema, sono pronto a esplorare l'universo in cerca di luminosi chicchi di grano da annaffiare e far crescere insieme a voi, consigliandovi ogni tanto film da scoprire qui alla luce del Sole.

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