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La migliore offerta… per un pezzo più unico che raro del cinema

La migliore offerta… per un pezzo più unico che raro del cinema My rating: 5 out of 5

“Vivere con una donna è esattamente come partecipare a un’asta: non sai mai se la tua offerta sarà la migliore”

Vincitore di ben sei David di Donatello e altri innumerevoli premi, La migliore offerta, uscito nelle sale nel 2013, è uno dei capolavori di Giuseppe Tornatore. I suoi film rispecchiano a pieno la sua personalità. Si tratta di un regista preciso, meticoloso, attento ai dettagli, ma che allo stesso tempo si lascia guidare dall’istinto. Aggettivi che si potrebbero usare anche per il protagonista di questa brillante storia.

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“Sembra un inutile pezzo di legno ammuffito, ma sotto questa muffa, qualche secolo fa, dev’esserci stato un dipinto.”

La migliore offerta racconta la storia di un vecchio e stimato banditore d’aste, Virgil Oldman. Grande esperto nel mondo dell’arte e dell’antiquariato, Virgil Oldman ha l’occhio allenato e riesce a scovare particolari pezzi di inestimabile valore. E’ ricco e famoso, una persona realizzata. Eppure si sente incompleto, o forse solo ammuffito.

Virgil Oldman, col passare del tempo, è finito per diventare materia del suo stesso lavoro. E’ un dipinto nascosto/che si nasconde. Si tinge i capelli, porta sempre i guanti per una patologica mania di igiene, non rilascia interviste, non ha un cellulare e fa fatica a rapportarsi con le persone. Inizierà a cambiare (ad essere restaurato) solo grazie a Claire. Claire è una ragazza che lo chiama per fare una valutazione degli oggetti di valore che pullulano nella villa dei suoi defunti genitori. Grazie a lei smetterà di usare i guanti, di farsi la tinta ai capelli, imparerà a usare il cellulare e a scoprire il mondo femminile.

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“L’ammirazione che nutro per le donne è pari al timore che ho sempre avuto di loro e alla mia incapacità di comprenderle.”

Con Claire avrà fin da subito un rapporto complicato e conflittuale. Anche lei è un come un dipinto da ripulire, da scoprire. Claire si nasconde. Soffre di agorafobia (paura degli spazi aperti) e vive chiusa in una stanza dietro una parete della sua villa.

Per Virgil, Claire non ha volto. Non all’inizio almeno. Mentre è al telefono con lei, prova ad immaginarla. Cerca il suo sguardo nella sua preziosa e personale collezione di ritratti femminili. Una collezione ricavata da un gioco fatto di inganni assieme al suo complice e amico Billy. Virgil, in questo modo, passa l’intera vita ad acquistare a pochissimo opere che valgono una fortuna, valutandole come falsi e mettendole in vendita a niente. Presto scopre che l’ultimo volto femminile che desidera ardentemente è quello di Claire. Un volto, un dipinto che non riesce a vedere, che non riesce a capire.

Il mistero s’infittisce e questo non fa che incrementare in lui la voglia di saziare la sua sete di curiosità.

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“Gli ingranaggi sono come le persone: se stanno molto tempo insieme finiscono per assumere le forme reciproche.”

sSi aggiungono ai misteri anche dei curiosi ingranaggi che Virgil trova nello scantinato della villa. Li porta a Robert, un giovane e prodigioso ragazzo. Oltre a saper aggiustare qualsiasi cosa, sa come funziona il cuore delle donne e aiuta Virgil coi suoi problemi sentimentali.

Robert inizia ad assemblare con pazienza i vari pezzi. Scopre ben presto che si tratta di antichi e preziosi componenti di un automa progettato dal celebre inventore settecentesco, Jacques de Vaucanson. Un automa che secondo le cronache dell’epoca diceva sempre la verità…gd

Man mano che l’automa prende forma, Virgil comincia passo dopo passo a conoscere Claire e a conoscere sé stesso, uno dei punti nodali de La migliore offerta è proprio questo.

Occhi che scrutano, occhi che parlano, occhi che verranno montati curiosamente sull’automa solo quando Virgil riuscirà a vedere Claire per la prima volta.

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“In ogni falso c’è sempre qualcosa di autentico.”

Non voglio svelare nulla sul resto della trama. Si tratta di un film che va gustato dall’inizio alla fine in ogni sua sfumatura, proprio come un quadro. Vi consiglio solo di stare attenti ad ogni singola pennellata: non è messa lì a caso!

Encomiabile il lavoro si Geoffrey Rush nei panni di Virgil Oldman, che è presente in ogni singola scena del film. Non ne salta una. Degna di nota anche la colonna sonora del maestro Morricone (geniali i cori femminili mentre Virgil scruta e viene scrutato dalla sua collezione di ritratti).

Dialoghi essenziali, cura dei particolari e suspense hitchcockiana. Struttura del film molto semplice e lineare, ma che, proprio come l’automa, nasconde al suo interno una serie di ingranaggi inaspettati.

La migliore offerta è un film sorprendente. Uno dei più belli degli ultimi anni.

Article written by:

Federico Luciani

Nasce nel 1990. Sette anni più tardi s'innamora del teatro e da allora sono fidanzati ufficialmente. Laureato al DAMS di Bologna e impegnato nel teatro sociale da diverso tempo. Quando non scrive, divora film di ogni genere. Dylan Dog come eroe, Samuel Beckett come mentore, Woody Allen come esempio e Robin Williams come mito.

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