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La mummia – La storia di Ahmanet segna già la fine del Dark Universe?

La mummia – La storia di Ahmanet segna già la fine del Dark Universe? My rating: 1.5 out of 5

Approfittando del mercoledì a 2 euro, ho deciso di andare a vedere il remake/reboot de La mummia. Potrei dirvi che a spingermi sia stato il prezzo anticrisi del biglietto, ma vi mentirei. Se avete letto altri miei pezzi qui sul MacGuffin avrete ormai capito che non sono esattamente un appassionato di cinema d’essai. Inutile nascondersi dietro a un dito, mi sarei sparato la Mummia in ogni caso, due euro o non due euro. Inoltre, vi avevo già parlato del trailer e non potevo non completare l’opera. Vediamo dunque nei dettagli la storia di Ahmanet.

Nel precedente articolo avevo espresso le mie perplessità a proposito di questo progetto, che inaugura il nuovo franchise della Universal: il Dark Universe. Purtroppo il mio scetticismo iniziale è stato più che confermato dalla visione.

Potrei star qui a scrivere una recensione classica elencandovi tutti i pregi e i difetti de La mummia, ma sarebbe una perdita di tempo. In realtà, il film aveva del potenziale. Inquietante al punto giusto per una pellicola non strettamente horror. Visivamente piuttosto accattivante. Fracassone quanto basta. Ha solo un grande, grandissimo difetto che affossa tutto il resto: una trama senza logica, senza senso, che non sta in piedi da qualsiasi parte la si guardi.

Sono uscito dalla sala talmente basito da non sapere come rendere al meglio le mille assurdità di questo film, se non elencandole direttamente.

Perciò, se non avete visto il film e avete sciaguratamente voglia di colmare questa lacuna, ve lo sconsiglio vivamente. Ma se proprio insistete a perseverare in questa follia, non proseguite oltre con la recensione perché da adesso fioccheranno spoiler. Saranno graduali, non vi dirò il finale già nella prima riga, ma ci saranno. Non dite che non vi avevo avvertito.

E ora, via alle comiche.

C’ERA UNA VOLTA LA PRINCIPESSA AHMANET

Il film si apre con il ritrovamento di un gruppo di tombe di cavalieri crociati nei sotterranei di Londra. Arriva Russell Crowe (aka Dr. Jekill) che, ispirato dall’ambientazione estremamente pertinente, ci propina uno SPIEGONE random sulla principessa Ahmanet.

La bella figlia del faraone crede di essere l’erede legittima al trono, ma il padre la frega di brutto, avendo un figlio maschio in zona Cesarini. Allora Ahmanet, che è una tipa per niente rancorosa, decide di stringere un patto con Seth, il dio dell’Oltretomba, e uccidere i genitori e il fratello per vendetta. Per chiudere in bellezza, cerca di portare Seth nel nostro mondo sacrificando il suo trombamico. Alcune persone a caso riescono però a fermarla in extremis e pensano bene di maledirla per l’eternità.

Ora, ragazza mia, ma non sai che la storia è piena di gente che ha ammazzato altra gente per avanzare in linea di successione? Se sei un’assassina sanguinaria che bisogno c’era di stringere un patto con un demone e farsi dannare per l’eternità? Non era meno sbattimento uccidere l’erede senza coinvolgere i poteri occulti?

Fatto sta che, ai giorni nostri, Tom Cruise si trova in Iraq ed è un ladruncolo che sta seguendo una mappa di origine non ben specificata che dovrebbe portare a un tesoro. Per raggiungerlo fa saltare in aria clandestinamente un villaggio di talebani. Arrivano sul posto la proprietaria della mappa e l’esercito degli Stati Uniti e sono entrambi incazzati di brutto. Non si capisce perché l’esercito non arresti il bel Tom seduta stante. Invece, se lo porta tranquillamente a casa con un rimbrotto (so’ ragazzi, suvvia) insieme al “tesoro” ritrovato. Inutile dire che il tesoro è il sarcofago di Ahmanet, spedita direttamente dall’Egitto all’Iraq via posta celere.

Il dottor Jekill vi tedierà all’infinito con la storia di Ahmanet.

RUSSEL CROWE E ALTRI SPIEGONI

A questo punto l’ira di Ahmanet comincia a manifestarsi. L’aereo che la trasporta ha un incidente, ma Tom Cruise ne esce miracolosamente illeso. Risulta chiaro che la principessa lo ha scelto come prescelto per essere il tramite di Seth nel mondo. La bella egizia ha un certo grado di controllo mentale su Tom, che è attratto da lei nonostante gli avvertimenti dell’archeologa a cui aveva rubato la mappa. Dopo varie vicissitudini Tom viene rapito dallo staff del Dr. Jekyll.

Egli è riuscito a neutralizzare la mummia e si dimostra sostanzialmente onnisciente, non si capisce in virtù di cosa. Il buon dottore, una sorta di investigatore del paranormale, si perde in mille spiegoni e viene definitivamente rivelato che l’archeologa lavora con lui. Viene da chiedersi, caro Jekyll, visto che sai tutte queste belle cose, potevi almeno fornire alla tua dipendente l’apparecchiatura adeguata a neutralizzare i poteri della principessa? A Londra ci sei riuscito senza troppi sforzi! Sei responsabile di una strage aerea, ti rendi conto?

Comunque sia, Jekyll spiega che l’obiettivo di Ahmanet è di evocare Seth usando il suo pugnale, che si trova a Londra. Infilzando Tom Cruise con esso, ella riuscirà a liberare il dio dei morti. Come fermarla? Semplice, Tom deve sacrificare sé stesso usando il pugnale di Seth. Aspettate un momento, ma non è esattamente quello che sta cercando di fare la cattiva?

Dopo un po’ si manifesta Mister Hyde che, essendo malvagio, intima a Cruise di unirsi a lui e Ahmanet, lasciandosi infilzare con il pugnale. Che poi era sempre il consiglio di prima o sbaglio?

Non vedete che sono un eroe?

MISSION IMPOSSIBLE

Arrivati a questo punto la confusione nello spettatore la fa da padrona, ma è tempo dello scontro finale. La mummia si è liberata e sta seminando terrore. Tom Cruise, ricordiamolo, è sotto il suo controllo mentale. Perciò, l’archeologa dovrebbe avere un ruolo decisivo nel dipanare la matassa.

Eppure si limita a recitare orrendamente, sgranare gli occhi e ripetere come una litania il nome del protagonista. Il quale, dal canto suo, la salva da ogni pericolo e lotta contro Ahmanet totalmente dimentico del controllo mentale. Per renderlo chiaro allo spettatore, immancabile la battuta “Tra me e te non può funzionare”.

Siamo al momento topico, Tom sta per pugnalare la principessa con l’arma di Seth ma la non-morta rispolvera dal nulla la sua presa su di lui. Sta per convincerlo a consegnarle il pugnale, sta per liberare il terribile dio dei morti nel nostro mondo! Ma ecco che l’eroe la ferma e… si pugnala da solo, liberando il terribile dio dei morti nel nostro mondo! Allora non sono l’unico a pensare che il dottor Jekill si sia spiegato di merda!

A questo punto il film è apparecchiato per una conclusione tragica, con il male trionfante. Inspiegabilmente, però, Tom Cruise riesce a controllare Seth e uccidere Ahmanet. Quello che fino a quel momento ci era stato venduto come Satana in persona viene controllato e tenuto a bada da un coglioncello qualsiasi senza neppure sudare troppo. E soprattutto senza una motivazione valida.

Cruise riesce a restare più o meno umano e, nella scena finale, Jekill si lascia andare all’ennesimo spiegone pseudo-filosofico su come il male sia sempre in agguato. Vedremo se, alla lunga, in Cruise prevarrà l’oscurità o il suo lato umano. Fammi capire, Seth, il male assoluto, è a piede libero sulla Terra e tu dici “staremo a vedere”? Niente, ci rinuncio.

Ahmanet in tutta la sua distruttività e gnoccosità. Ode a Sofia Boutella!

RIMANE QUALCOSA DI BUONO?

Lo so, mi sono fatto prendere la mano e vi ho raccontato il film. Non andrebbe fatto in una recensione ma era l’unico modo per farvi ridere come ho riso io al cinema. Spero di essere incappato in una giornata di rincoglionimento e di non aver capito alcuni snodi di trama. Altrimenti la quantità di nonsense presente sarebbe troppa.

Per la verità La mummia ci prova a non lasciare buchi. Le spiegazioni le dà (anche troppe), ma lo fa in modo talmente confusionario che è difficile orientarsi nel bailamme dominante. L'”errore umano” dello spettatore è possibile ma loro non fanno nulla per aiutarlo a capire certe scelte raffazzonate.

Ma una cosa buona in questo film c’è sicuramente: Sofia Boutella. La sua Ahmanet è splendida e lei è l’unica attrice veramente in parte della pellicola. Riesce a essere tremendamente inquietante ma anche terribilmente seducente, persino quando è truccata da non-morta. Il dolore e la rabbia che tormentano il suo personaggio si percepiscono molto bene e Ahmanet risulta sfaccettata, anche se dovrebbe essere una semplice macchina di morte.

In certi momenti, paradossalmente, si riesce quasi a simpatizzare per lei. Sarà perché i buoni non sono solo monodimensionali, ma anche piuttosto antipatici. Non è facile per me trovare un film in cui non me ne freghi nulla della sorte dei protagonisti. La mummia è riuscito nell’impresa.

Purtroppo, la splendida Sofia non riesce a salvare un film tenuto in piedi veramente con lo sputo.

Andate a vederlo solo se siete in vena di guilty pleasure estremo. Altrimenti, puntate ad altro senza troppe remore.


P.s. trovate l’articolo anche sulla pagina dei nostri amici di Giornale7. Fateci un salto!

Article written by:

Mattia Carrea

Nato nel 1988, passa buona parte dei suoi 28 anni a seguire le più grandi nerdate mai prodotte nella storia del cinema e della televisione. Difficilmente scriverà di grandi film d'autore, siete avvisati!

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