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La Trilogia di Aldo, Giovanni e Giacomo: parte III – Chiedimi se sono felice

La Trilogia di Aldo, Giovanni e Giacomo: parte III – Chiedimi se sono felice My rating: 4 out of 5

La fantastica conclusioneStasera-in-tv-Chiedimi-se-sono-felice-su-Italia-1-4

Dopo Tre uomini e una gamba (1997) Così è la vita (1998), ecco la fantastica conclusione della cosiddetta Trilogia di Aldo, Giovanni & Giacomo con Chiedimi se sono felice (2001).

Come è già stato detto, qui non vogliamo parlare di filmoni alla Lars von Trier, certo. Non ci permetteremmo mai di paragonarli a capolavori immortali! Solo concedeteci ogni tanto di parlar bene di filmetti bassi da un punto di vista registico e di trama, ma a nostro parere alti per la portata di risate. Questo grazie alla incommensurabile bravura del noto trio milanese/terronico, che dal 1985 fa impazzire il pubblico sia a teatro che in tv.

Perché… Trilogia?

Ora che siamo alla fine di questo percorso filmico, vi starete giustamente chiedendo: perché la chiamano Trilogia se i questi tre film sono separati uno dall’altro? Tra le altre cose, non sono gli unici che hanno fatto. Beh, i film in questione, oltre ad essere i primi, sono storie di tre viaggi e hanno sempre come protagonista femminile Marina Massironi che ogni volta ha uno spasimante diverso: in Tre uomini e una gamba è Giacomo, in Così è la vita è Aldo e in Chiedimi se sono felice è Giovanni.

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La trama e gli incassi

Il film viaggia su due archi temporali: il presente e il passato. Nel presente abbiamo Giacomo e Giovanni che, in cattivi rapporti, si uniscono a Marina per raggiungere Aldo, gravemente ammalato, in Sicilia. Nel passato scopriamo che cosa ha portato il trio ad allontanarsi, attraverso storie d’amore, tradimenti, gag, testate ed equivoci.

Cazzo, Federico! Potevi essere più criptico e sintetico già che c’eri!

Avete ragione! Ma son dell’idea che la trama sia già di per sé molto semplice e povera, se mi addentrassi troppo rischierei di rovinare la visione del film a chi non ha avuto ancora il piacere di vederlo.

Vi basti sapere che, oltre ad essere il più grande incasso al cinema del trio, si trova all’ 11° posto nella classifica dei film con maggiore incasso al box office italiano, e che prima di Checco Zalone e di Benvenuti al sud era il film italiano di maggior successo dopo La vita è bella di Benigni. Mica pizza e fichi!

Spero non vi salti in mente, neanche per sogno, di paragonare film come questo a quella spazzatura di Christian De Sica e Massimo Boldi! Massimo rispetto per quei film che fanno ridere senza dover per forza parlar di sesso e mostrare culi e tette! E ora non tacciatemi di essere una persona pudica, perché semplicemente premio e valorizzo chi usa il cervello per strappare il sorriso nel pubblico e non il suo batacchio in mezzo alle gambe.

Il teatroC_116_fotogallery_338_lstFoto_foto_9_upiFoto

Figli della scena, in questo film hanno voluto rendere omaggio in modo chiaro al mondo del teatro. I tre protagonisti vengo presentati in primis come amiconi-amiconi, e in secundis come attori (Aldo, comparsa nelle opere liriche; Giacomo, doppiatore di vecchi che tossiscono; Giovanni, manichino vivente ai grandi magazzini). Inoltre, i tre amici decidono di metter su il Cyrano de Bergerac, storia che per certi versi sembra legarsi con i problemi che sorgono nella loro relazione durante la preparazione dello spettacolo.

Lacrime e risateagg_1

Tra bicchieri di plastica sugli occhi, la partita di basket in piazza, i provini per cercare Rossana, la testata drastica e teoremi al supermercato, il film riesce comunque nella sua semplicità anche a regalare qualche lacrimuccia. Veramente forte e bellissima la scena delle prove e quella dove si ascolta Spaccacuore di Samuele Bersani, che peraltro firma la colonna sonora. Un film sicuramente diverso dai primi due e unico tra tutti. A mio modesto parere, il migliore.

Immagine

Cosa aggiungere potrebbe un narratore
a quanto già narrato dall’attore;
a me non resta altro che sparire,
fare un bell’inchino e poi svanire.
Come Cyrano che confessa e muore a piedi del suo grande eterno amore,
anch’io finito il mio cammino mi accascio e vado verso il mio destino.
Che è quello di chi inizia e già finisce,
sboccia e dopo un attimo appassisce,
di chi vive soltanto un paio d’ore,
sperando in un applauso e dopo muore.

Article written by:

Federico Luciani

Nasce nel 1990. Sette anni più tardi s'innamora del teatro e da allora sono fidanzati ufficialmente. Laureato al DAMS di Bologna e impegnato nel teatro sociale da diverso tempo. Quando non scrive, divora film di ogni genere. Dylan Dog come eroe, Samuel Beckett come mentore, Woody Allen come esempio e Robin Williams come mito.

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