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Lammerda – The Minis… nani a canestro!

Lammerda – The Minis… nani a canestro! My rating: 1 out of 5

PROSEGUE IL VIAGGIO CON LAMMERDA: BASKET, NANI, NBA

Allora, partiamo dal presupposto che il film è figlio di quella generazione di commedie sportive, da Shaolin Soccer a Quella sporca ultima meta, che vede una formazione improbabile cercare di arrivare a un traguardo che dovrebbe essere irraggiungibile. In questo nuovo appuntamento de Lammerda non vogliamo prendercela con la sceneggiatura di The Minis – Nani a canestro: di storie del genere ne esistono mille, così come i tranquilli film per famiglie che Italia 1 mandava ogni santissima domenica pomeriggio. Il problema è proprio il film… è brutto brutto.

Quando penso a “brutto brutto” mi viene sempre in mente la scena di Boe dei Simpson, nella puntata in cui si rifà i connotati dal chirurgo plastico, quando dice di essere sempre stato chiamato “brutto, grugno brutto, bruttone, grugno bruttone… ma mai brutto brutto”. Ed effettivamente “brutto brutto” fa male. Peggio di un calcio rotante sulle gengive.

Vidi per la prima e unica volta il film nell’inverno 2010. Una mattina ero rimasto a casa con la febbre e, girando i canali, beccai dei nani che giocavano a basket. Ok, idea trash al punto da essere buona. Forse. Comunque, aprendo il pannello informativo, lessi il nome di Dennis Rodman. Per chi non lo conoscesse, è uno dei talenti sprecati più clamorosi nella storia dell’NBA. Nonostante abbia vinto 5 titoli, di cui 3 con i Bulls di Michael Jordan, si ha l’impressione che avrebbe potuto decisamente fare di più. Soprattutto vista la vita che faceva: eccessi, donne, macchinoni. Si fidanzò persino con Madonna quando era a San Antonio. Tornando a noi, leggere il suo nome mi fece incuriosire e, quando apparve per la prima volta, la voce del doppiaggio in italiano mi fece rabbrividire.

Il sobrio look di Rodman in visita al Papa a Roma

Il sobrio look di Rodman in visita al Papa a Roma

Allo sgomento seguì un brivido di consapevolezza. “No…”. “No…”. “No…”. E invece sì, era proprio Fabio Cannavaro. Un ex cestista nero di livello mondiale doppiato in italiano/napoletano dall’eroe dei Mondiali in Germania. In cuor mio sapevo che era troppo. Iniziai comunque a guardare il film, arrivando mio malgrado fino alla fine. Mamma che merda. Anzi, Lammerda.

La storia è semplice: ci sono quattro nani che, presi da un raptus d’orgoglio e spinti da motivazioni profonde tipo i soldi e la figa, vogliono vincere il torneo di Venice Beach. Quello doppiato da Pino Campagna (sì, il pugliese di Zelig di “Ci sei, ce la fai, sei connesso”) chiama il suo grande amico Dennis Rodman per aiutarli nell’ardua missione nel dominare il torneo street più gagliardo di Los Angeles e lui, non avendo niente di meglio da fare, accetta. Mille peripezie faranno ovviamente trionfare i Minis, in un plebiscito generale di applausi ed entusiasmo che siamo sicuri poi culminerà in un rave nelle campagne di Piacenza.

L'intesa tra Rodman e Chevy sul puttan tour post-partita

L’intesa tra Rodman e Chevy sul puttan tour post-partita

Ora, ci sono da mettere in chiaro delle cose. In primis, parte dei proventi sono stati devoluti in beneficenza alla ONLUS  “Fondazione Cannavaro Ferrara”, dei fratelli Fabio e Paolo Cannavaro e Ciro Ferrara. Questo porta nel cast dei doppiatori altri ex calciatori come Toldo, Figo e Suazo. In secondo luogo, l’insegnamento di base è quello che se si vuole una cosa e si lavora sodo per ottenerla, niente è impossibile.

Qui siamo tutti uguali. E noi vogliamo dimostrare che non è importante se sei piccolo o grande. Con il gioco di squadra, tutto è possibile. E ricordate che l’obiettivo non è vincere… perché se ce la mettete tutta avete già vinto” – Dennis Cannavaro

Detto questo, la cosa che mi ha spinto a parlarne su TheMacGuffin è che su internet ci sono pochissime informazioni a riguardo. Come se non fosse mai esistito. Niente pagina Wikipedia. Anche sui più importanti siti di settore (MyMovies, IMDb, Rotten Tomatoes) c’è pochissimo. Eppure hanno coinvolto Dennis Rodman. E in Italia è stato doppiato da personaggi famosi. Ma l’arcano vero e proprio è… quanti soldi ci sono voluti? In rete ci sono poche, pochissime elusive informazioni a riguardo. Diversi siti fanno stime intorno ai 5 milioni di dollari e, se fosse vero, mi verrebbe solo una cosa da dire… CHECCOOOSAAA?!?!?!

Più o meno le cose saranno andate così

Più o meno le cose saranno andate così

Sperando che tutto ciò sia spunto di riflessione per Roberto Giacobbo, ricordiamo che il problema di base rimane che il film è brutto brutto. Nel senso che è proprio fatto male. Le riprese, le luci, i dialoghi. Per non parlare, nella versione italiana, del doppiaggio esasperatamente regionale. Roba brutta brutta. Basta guardare il trailer (SE AVETE STOMACO CLICCATE QUI) per capire che tipo di film sia. Non ce ne vogliano gli autori, ma se un film con Dennis Rodman non riesce a nemmeno ad avere la pagina su Wikipedia ci sarà un motivo…

Article written by:

Giuseppe D'Amico

Classe '93, venuto al mondo in una metropoli di 5000 anime sull'Appennino abruzzese. Da ragazzino ascolta musica, legge libri e soprattutto guarda un sacco di film con i suoi teneri amichetti in cameretta, proseguendo poi fino ai 23 anni. Osserva molto e scrive bene, almeno questo è quello che gli dice sua madre.

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