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L’appartamento Spagnolo: il film della generazione Erasmus

L’appartamento Spagnolo: il film della generazione Erasmus My rating: 3 out of 5

Erasmus, un sogno per tanti, una svolta, sei mesi di follia, mille persone nuove, una cultura nuova, un mentalità europea che si forma. Se state per partire o siete indecisi sul farlo o meno, questo film fa per voi

Questo articolo parla di un film. Niente di strano, direte voi, siamo su un sito di cinema. Mi scuso anticipo però se questo articolo possa sembrare un pretesto per parlare di qualcos’altro.

Ma andiamo con ordine.

Questo è un film normalissimo. Non è un capolavoro, è un film francese che contiene i tipici stilemi della cinematografia transalpina contemporanea. Regia frizzante, dialoghi scoppiettanti, Audrey Tautou, promiscuità e quel gusto un po’ teatrale tipico dei francesi, con la loro tendenza a concentrare l’azione in un luogo unico.

Questo film non è un capolavoro. Sono ben altre le pellicole imperdibili. Il fatto che si possa apprezzare particolarmente o meno un film “normale” è dato da vari fattori, tra cui gusto cinematografico, momento storico, momento personale, influenze esterne ecc.ecc. Potremmo ricordare con piacere un film che abbiamo guardato in adolescenza solo perché incontrava particolarmente i nostri gusti, oppure perché ci era sembrato in qualche modo calzante alla nostra vita in quel momento specifico, ma non è detto che lo apprezzeremmo allo stesso mondo guardandolo adesso per la prima volta. La pellicola di Cédric Klapisch è assolutamente indicativa di questo concetto: L’appartamento spagnolo è infatti considerato universalmente il film dell’Erasmus, un’esperienza che sta diventando sempre più diffusa tra i giovani studenti e che dagli anni ’80 ad oggi ha già mandato in giro per l’Europa migliaia e migliaia di universitari (per chi desidera approfondire).

ATTENZIONE SPOILER!!!

 

La trama è molto semplice: Xavier studia economia all’università di Parigi e, anche se sogna di diventare uno scrittore, dietro consiglio di un suo professore, decide di partire per Barcelona con il programma Erasmus, nonostante fidanzate musone (la nostra Audrey nazionale) e madri ansiose. L’inizio è molto frizzante tra scartoffie, l’arrivo a Barcelona e la ricerca dell’appartamento.

lappartamento-spagnoloIl nostro eroe si ritrova in un incasinatissimo appartamento composto da gente proveniente da tutti i paesi. Tra bagni sporchi, feste, problemi linguistici, amori omosessuali e non, la sua quotidianità prenderà delle svolte inattese. Comincia finalmente a vivere a pieno la sua vita, buttandosi anche in una turbolenta relazione con una donna sposata conosciuta in aeroporto.

Al di là del fatto che questo film parli di uno studente che passa un periodo all’estero e che vive la classica esperienza fatta di feste, sessualità, incontri, cultura e pochissimo studio, cosa lo rende il film dell’Erasmus?

Non vi sto dicendo che questo film non va visto se non siete, sarete o siete stati studenti Erasmus, ma noi di TheMacGuffin vogliamo portarvi a guardare ed amare i film che vi suggeriamo, quindi il miglior consiglio che vi posso dare per amare questo in particolare è proprio quello di avere l’opportunità di ritrovarvisi, condividendo con il protagonista un’esperienza come l’Erasmus.

Credo che chiunque abbia vissuto un’avventura del genere in modo positivo non può che riconoscersi nella situazione descritta da Xavier e dal film. Rappresenta benissimo quel periodo durante il quale senti quella comunanza quasi mistica con i tuoi compagni di avventura, in cui hai la sensazione di vivere un momento speciale della tua vita e ne hai piena consapevolezza, quando senti quasi di appartenere ad un nuovo paese e che la tua patria non è altro che un luogo in cui hai vissuto per molto tempo. La sensazione di appartenere a più posti è rappresentata perfettamente quando Xavier, a causa di una patologia neurologica, dimentica la sua lingua madre per qualche giorno, riuscendo a parlare solo spagnolo.

Devo ribadirlo, in questo film c’è tutto l’Erasmus: i dubbi della auberge_espagnole4partenza, lo spaesamento dell’arrivo, l’eccitazione dei primi tempi, il lento calarsi nella nuova realtà, il senso di distaccamento quando sta per finire e soprattutto le nuove consapevolezze raggiunte quando si torna alla vita normale. Xavier, infatti, decide di mandare tutti a quel paese e comincia a scrivere, scrivere, scrivere, partendo proprio dalle storie dell’appartamento spagnolo.

Insomma, avete voglia di partire ma lasciare il partner a casa vi mette ansia? State vivendo un Erasmus e volete esaltarvi ulteriormente? Siete tornati da un po’ e avete voglia di commuovervi? Beh guardatevelo!

Oh, non fraintendete però! Questo film è davvero godibile e lo consiglio a chiunque.

La regia è brillante, ed è molto interessante l’utilizzo, ad esempio, dello split screen, che sovrappone sullo schermo diverse inquadrature. Non tutti i personaggi dell’appartamento sono ben caratterizzati, ma quelli più importanti riescono a conquistarti con i loro pregi e le loro debolezze.

Quindi, non sapete che guardare stasera? guardatevelo comunque! Si tratta senza dubbio di un’altra piccola ciliegina del cinema contemporaneo e che dipinge, con leggerezza e simpatia, un’esperienza che invece rappresenta per molti LA ciliegina messa in ghiaccio nel flusso dell’esistenza, da ripescare, così come per questo film, ogni qualvolta si ha bisogno di un momento di serenità.

Insomma, e posso dirlo con certezza, mette in scena benissimo una parte della vita degli studenti odierni, che rimane pressoché intatta nel processo di crescita di un giovane e che niente e nessuno, per la nascita di una vera mentalità europea, dovrebbe riuscire a rovinare.

Article written by:

Riccardo Cavagnaro

Vede la luce nell'anno 1991. Da quando ha visto "Jurassic Park" all'età di 3 anni sogna segretamente di toccare un dinosauro vivo. Appassionato lettore, viaggiatore, ascoltatore di musica e bevitore. Tutte queste attività arricchiscono sicuramente il suo bagaglio culturale, ma assottigliano pericolosamente il suo portafogli.

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