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Le mele di Adamo: a Satana non piace la torta di mele

Le mele di Adamo: a Satana non piace la torta di mele My rating: 3 out of 5

In un clima sempre più euforico per la riscoperta di sette sataniche, corsi di esorcismo e influenze diaboliche nella nostra quotidianità, non possiamo dimenticarci dell’esistenza di un film come Le mele di Adamo, opera del regista danese Anders Thomas Jensen datata 2005. Se cercate un film assurdo, grottesco, biblico e ricco di colpi di scena, questo piccolo gioiellino potrebbe fare al caso vostro.

Non può esserci trama più assurda: il neonazista Adam è condannato a prestare servizio presso la parrocchia protestante gestita dal pastore Ivan. Per rendere la permanenza del protagonista più stimolante e come gesto di redenzione per tutti i suoi peccati commessi da nostalgico hitleriano, Ivan delega ad Adam la realizzazione di una torta mele. Questo comporta anche il prendersi cura del melo che si trova nel giardino della parrocchia. Pare però che non tutti siamo entusiasti di questa idea, a partire dal diavolo stesso che, attraverso una serie terribile di piaghe e sventure di ogni genere, si opporrà alla realizzazione della famigerata torta di mele. Inoltre, il buon caro pastore Ivan nasconde un lato oscuro con cui Adam sarà costretto a convivere con non poche difficoltà tra cazzotti in faccia, fucilate in testa, alberi in fiamme e bande di neonazisti alla ricerca di vendetta.

Rara foto di un neonazista tranquillo sotto un melo

Ciò che colpisce del film è la sua più totale scorrettezza nei confronti di qualsiasi minima cosa venga trattata: religione, disabilità, nazisti, amore, gatti morti e terroristi redenti: è tutto così paradossalmente narrato con una spietatezza e sregolatezza che non farà piacere a tutti, amen. Nonostante i numerosi momenti al limite del nonsense o del WTF?? il film presenta una serie di rimandi biblici (soprattutto al libro di Giobbe) e letterari degni di nota. Sotto uno strato di apparente stupidità, il film nasconde significati ben più profondi, legati al valore del caso e della sfortuna che influisce sulle nostre vite e sulla forza di volontà necessaria per affrontarle e resistere. La presenza indiretta dell’influenza diabolica sui vari personaggi è piuttosto inquietante quanto riuscita, così come il clima che si sviluppa intorno alla realizzazione della torta di mele. Dopo questo film non ho più guardato certi dolci della nonna con gli stessi occhi innocenti.

La squadra MasterChef al completo pronta per la realizzazione della torta di mele

Degna di nota l’interpretazione di Mads Mikkelsen nel ruolo del pastore Ivan che, poveretto, ne prende da tutte le parti tra cazzotti, calci, schiaffi, proiettili in testa, tumori al cervello e una incalcolabile sfiga cosmica. Adam è tra i neonazisti più riusciti della storia del cinema: cattivo, cinico, violento, a tratti pazzo, alle volte intuitivo altre invece è semplicemente un completo ebete (aggiungiamoci anche un discreto cuoco di torte…).

La raccolta delle mele (metodi poco ortodossi come e dove trovarli…)

Un film sullo scontro tra fede e ragione che vive sì di qualche luogo comune, soprattutto nella scrittura di alcuni personaggi, ma che ha dalla sua parte delle intuizioni narrative inedite e interessanti, un continuo mescolarsi di generi cinematografici diversi (commedia, dramma, thriller, fantasy…) e relativi significati biblici e religiosi. 

Non aggiungo altro riguardo questo film se non… guardatelo, magari mangiandovi una fetta di torta di mele, così, giusto per sdrammatizzare la cosa.

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Ordinaria vita di un qualsiasi comune mortale, il cinema mi piace perchè mi piace, per il resto: faccio cose e vedo gente...

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