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Life – Non oltrepassare il limite (o “na roba terribile” – cit.)

Life – Non oltrepassare il limite (o “na roba terribile” – cit.) My rating: 2 out of 5

Giuro: non l’ho detto io. Testimoni possono confermare che queste lusinghiere parole sono state le prime a essere pronunciate da una spettatrice forzata appena uscita dalla sala del cinema, togliendo alla sottoscritta il compito di trovare un titolo per la recensione che ora state leggendo. Ma perché mai Life – Non oltrepassare il limite sarebbe terribile? Cosa può aver mai combinato Daniel Espinosa per sconvolgere a tal punto un’innocente donna il cui unico desiderio era accompagnare i figli al cinema? Cerchiamo di capirlo insieme e di motivare le due stelline in cima all’articolo.

 

1) LA TRAMA (IN) BREVE

La stazione spaziale internazionale ospita i sei membri dell’equipaggio il cui compito è studiare un campione proveniente da Marte che potrebbe contenere la prima forma di vita extraterrestre (life appunto, ma non aspettiamoci grandi riflessioni al riguardo). Molto prevedibilmente, la medusina in questione, d’ora in poi nota come Calvin, si rivela molto più forte e intelligente di quanto nessuno gli studiosi si aspettassero.

2) IL MAL DI TESTA SPAZIALE (spoiler free, ma sarà dura, durissima…)

Vedete, io amo i film ambientati nello spazio. Datemi buchi neri, wormhole, salti spazio-temporali e ibernazioni e sarò felice. Ahimè, non è su questi aspetti che la prima parte del film si focalizza. Il regista sembra voler mostrare il bello e il brutto della vita nello spazio. E come lo farà?, vi domanderete tutti voi che avete deciso di passare altrimenti il vostro venerdì sera. Ve lo spiego io: facendovi venire il mal di testa.

I primi minuti sono occupati da un interminabile piano sequenza all’interno della stazione spaziale, fatto di continui quanto non necessari spostamenti e ribaltamenti di inquadratura. Gli astronauti fluttuano freneticamente da una parte all’altra della stazione e noi vogliamo proprio seguirli tutti tutti con lo sguardo, cercando di capire che cavolo stia succedendo così presto (non si è ancora visto il titolo), procurandoci un colossale mal di testa. Grazie Espinosa. C’è persino qualche secondo di permanenza con l’inquadratura completamente ribaltata senza alcun motivo. Senza-alcun-motivo.

Al termine dell’insensata maratona si apprende che tutta questa ansia iniziale era dovuta al fatto che il campione marziano non si trovava ancora a bordo della stazione. Andava infatti recuperato da una capsula in arrivo dallo spazio.

Da notare che solo al termine della sequenza interminabile lo spettatore è reputato degno di prendere un respiro profondo e godersi la visione del titolo. Del titolo e del sottotitolo, che ci sta bene quasi quanto il mal di testa, se non di più.

Ma tornando ai nostri eroi, chi mai si sarà avventurato all’esterno per afferrare la capsula con un braccio meccanico, rischiando di farsi spiaccicare contro il parabrezza NASA?

Chi, se non Deadpool Ryan Reynolds?

ATTENZIONE SPOILER!! saltare al punto 5

3) RYAN tante care cose REYNOLDS

Si possono dire tante cose di Life – Non oltrepassare il limite (ragazzi lo so, ma a quanto pare il sottotitolo è importante), ma non che non sia un film che non ci spinga a porci degli interrogativi. Perché questo lo fa. Eccome se lo fa. Al termine della visione vi ritroverete come il protagonista della pubblicità di ING Direct: facendo la spesa in un giorno qualunque vi porrete domande quali: “siamo soli nell’universo?”, “qual è il senso della vita?” ma soprattutto… che porca miseria ci fa Ryan Reynolds nella locandina di Life – Insomma avete capito?!

Anche Ryan è confuso

Ancora oggi, sotto la doccia o sul libro di diritto amministrativo, la domanda si ripropone, urgente e pressante. Signori, la questione è seria e deve essere affrontata.

Un’ultima volta: SPOILER, poi non lamentatevi.

La sequenza iniziale lo vede protagonista, questo è indubbio. Non lo vediamo ma lo sentiamo: è lui il puntino bianco fuori dalla stazione spaziale, insolente e ironico proprio come Deadpool un astronauta giovane e figo dovrebbe essere. Afferra la capsula, ed è subito foto su Instagram (lo dice davvero, sono serissima).

La prima faccia e il terzo e ultimo nome scritto in carattere gigante in cima alla locandina e, GIURO, ci mette appena 30 minuti contati male a morire. Il primo ad andarsene, è anche il personaggio di cui si sa meno e che risulta quasi superfluo. Si sapeva che era una questione di quando e come, ma la prematura dipartita dell’eroico Roy Adams risulta quasi buffa.

Al grido della più esilarante frase del film (“Chiedo autorizzazione ad ammazzare questo bastardo!1!!”), che già in tempi non sospetti suonava come una presa per i fondelli, Adams riesce in pochi secondi a: chiudersi nella stanza infestata dal marziano (ancora di piccole dimensioni), provare a incendiarlo ripetutamente nonostante sia ormai chiaro che Calvin si stia godendo il calore e farsi ammazzare dall’interno (non chiedetemi troppi dettagli), rimanendo a fluttuare placidamente nel laboratorio.

Tutto ciò entro la prima mezz’ora di film. E dopo aver visto cosa era successo al povero topo (no davvero non voglio parlarne)!

Vorrei quindi fare un appello. A Espinosa, all’industria cinematografica, a Obama (sì, ancora lui): vi sembra il caso?

Ma andiamo avanti.

4) “PROVO A STIMOLARLO ELETTRICAMENTE” (ATTENZIONE SPOILER!!)

Ora mi scaldo.

Calvin era ancora un’innocua medusina bianca, che il cervellone dell’equipaggio se ne viene con la frase sopra riportata. Perché? Per stimolare la sconosciuta creatura aliena a continuare a crescere in maniera esponenziale, ovviamente.

Non voglio affatto dire che te la sei cercata… ma te la sei cercata di brutto.

Ora dico: ma sei deficiente?

Ma come starete pensando, sono troppo esigente. Arriva sempre il momento in cui in un film qualcuno fa qualcosa di stupido e potenzialmente mortale che ha conseguenze disastrose. Ma non possiamo aspettarci diversamente, giusto?

Bene, avrete anche ragione, ma una non si deve imbestialire nemmeno quando qualche minuto dopo si decide di tentare di uccidere l’alieno con un defibrillatore?

Gli standard della NASA sono parecchio calati negli ultimi tempi.

SPOILER FREE

5) DUE STELLE

Già, perché dopo tutte queste lamentele ho dato due stelle a Life – Ora la smetto?

L’originalità non è affatto la carta vincente del film, ma nemmeno vuole esserlo. Si è presa ben più che qualche idea da capolavori del passato (vedi Alien) e i protagonisti risultano abbastanza monolitici. Unica eccezione, David Jordan, interpretato da Jake Gyllenhaal, che pare abbia modellato il proprio personaggio sulla storia personale del nonno.

Ma andiamo ai punti forti. I film intrattiene, non si sente la mancanza del popcorn con cui riempire i vuoti, e si prende anche qualche genuino spavento. Calvin è esaminato in tutte le sue fasi di crescita, dallo stato gelatina a quelli più avanzati. In quanto essere composto sia da fibre muscolari che nervose e fotoricettive, il marziano è a un tempo muscolo, cervello ed occhi, e grazie a queste caratteristiche risulta essere un “cattivo” convincente.

Tutto questo, e Ryan Reynolds, ovviamente.

Article written by:

Rosa Bartolone

Lettrice appassionata, fotografa dilettante, ladra di cioccolata con l'inutile talento di ricordare a memoria ogni battuta dei film che più le piacciono. Habitat naturale: primo volo per ovunque (o divano e Netflix, dipende..)

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