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Love Actually: sotto l’albero di Natale, una perfetta commedia romantica

Love Actually: sotto l’albero di Natale, una perfetta commedia romantica My rating: 4 out of 5

I film di Natale generalmente sono fastidiosi. Stucchevoli, per la precisione. Tra miracoli su 34esime strade, orchi verdi che si riscoprono buoni e bambini deputati a salvare la magia delle feste, il desiderio di misantropia e annesso odio verso l’umanità è sempre dietro l’angolo. Per fortuna che nel 2003 è arrivato Richard Curtis a ribaltare la situazione. Di cosa stiamo parlando? Ma di Love Actually, ovviamente, e se siete tra i pochi che ancora non lo conoscono questa è l’occasione giusta per rimediare.

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Sin dalle prime battute, Love Actually si presenta come distante anni luce dal classico filmetto natalizio: si apre infatti con Billy Mack (Bill Nighy), cantante in voga negli Anni Ottanta ma ora in rapido declino, che registra controvoglia un rifacimento di Love is All Around in versione strenna. Il movente? I soldi, naturalmente, ma anche l’atavico desiderio di battere i Blue in classifica – ve li ricordate i Blue? Ah, l’amarcord di inizio millennio…

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È intorno a questa atmosfera natalizia che tutto pervade ma che nessuno vuole che si intrecciano le altre, numerose storie che compongono Love Actually: in primo luogo quella dei novelli sposi Juliet e Peter, apparentemente felici e circondati da amici affezionati. Forse un po’ troppo affezionati, soprattutto se lei ha il bel faccino di Keira Knightley e Mark (Andrew Lincoln, ormai famoso per essere Rick in The Walking Dead), il testimone dello sposo, ha una predilezione per i primi piani.

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Succede poi che al loro matrimonio tra gli invitati ci sia lo scrittore Jamie, un Colin Firth sempre più intrigante e malinconico, e che al ritorno a casa ritrovi la ragazza a letto con suo fratello. E allora, quale migliore posto della Francia per curare le pene d’amore? A patto però che si parli portoghese, e che ad insegnarlo sia la dolcissima domestica Aurélia (Lúcia Moniz).

Quality: Original. Film Title: Love Actually. Photo: Peter Mountain. Copyright: © 2003 Universal Studios. ALL RIGHTS RESERVED.

E come fa uno scrittore ingenuo ed idealista ad essere legato ad un manager cinico e senza scrupoli come Harry (Alan Rickman)? Semplice, cherchez la femme: la fascinosa Mia (Heike Majatsch), che in passato aveva rubato il cuore di Jamie, e che adesso se la spassa con il suo capo. Tutto regolare, se non fosse che Harry è sposato con Emma Thompson, troppo presa però dalla depressione del suo migliore amico, un Liam Neeson finalmente in un ruolo diverso dal villain.

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E, soprattutto, dalla carriera del fratello, da poco eletto primo ministro del Regno Unito: un primo ministro deliziosamente tenero e impacciato, proprio come il very british Hugh Grant dei tempi di Notting Hill, ma pronto a scatenare crisi diplomatiche per difendere l’onore dell’altrettanto imbranata assistente (Martine McCutcheon) dalle avances di un presidente americano che sembra preannunciare l’avvento di The Donald (un divertente e molto divertito Billy Bob Thornton).

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E ancora: ragazze (Laura Linney) che vorrebbero innamorarsi ma che sono troppo occupate a prendersi cura del fratello disabile, fattorini farfalloni (Kris Marshall) che pensano di sedurre un intero continente a colpi di accento aristocratico, padri che nonostante una moglie morta troppo presto riescono a convincere il figlio undicenne (Thomas Brodie-Sangster) di quanto è bello perdere la testa per qualcun altro.

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E, su tutti, John (Martin Freeman) e Judy (Joanna Page): comparse nei film porno di giorno, impacciati e spiritosi la sera. Forse la più dolce e inaspettata delle storie d’amore che l’essere umano avrebbe potuto concepire.

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Love Actually è quello che si dice un racconto corale: i personaggi si intrecciano alla perfezione, come in un valzer sulle rive del Tamigi, e proprio come in un valzer riescono a mettere in scena tutte le sfaccettature dell’amore senza finire per trasformarsi in una colata di melassa. Inglesissimo sia nelle ambientazioni che nei dialoghi, quando lo si guarda sembra di immergersi in un romanzo di Nick Hornby; e, proprio come nei suoi romanzi, la musica è fondamentale. Il manager fedifrago viene scoperto grazie a un cd di Joni Mitchell – davvero pensi di cavartela con un cd di Joni Mitchell senza subire conseguenze? -, il piccolo Sam conquista la sua fiamma strimpellando All I Want 4 Xmas is You a colpi di batteria, Billy Mack riconquista il mercato discografico canticchiando Xmas is All Around in costume adamitico. E ovviamente lui, Hugh Grant, che con il suo balletto improvvisato ha conquistato seduta stante il cuore di mezza Inghilterra.

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Insomma: Love Actually è il film perfetto per passare un weekend a Londra, tra le luci di Oxford Street, senza spostarsi dal divano. E per affrontare le feste imminenti senza spargimenti di sangue.

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Classe 1990, internazionalista di professione e giornalista per passione, si laurea nel 2014 saltellando tra Pavia, Pechino e Bordeaux, dove impara ad affrontare ombre e nebbia, temperature tropicali e acquazzoni improvvisi. Ama l'arte, i viaggi, la letteratura, l'arte e guess what?, il cinema; si diletta di fotografia, e per dirla con Steve McCurry vorrebbe riuscire ad essere "part of the conversation".

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