Loveless
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Loveless – La mancanza di empatia

Loveless – La mancanza di empatia My rating: 4 out of 5

Russia, 2017. Zhenya e Boris hanno deciso di porre fine alla loro relazione. La loro unione è stata lunga, difficile e senza gioia. Perciò, il divorzio sembrerebbe la soluzione più logica, se non fosse per Alyosha, il loro unico figlio. Il bambino infatti rappresenta un ostacolo per la separazione dei due, perché nessuno dei genitori è disposto a prendersene cura. Entrambi si sono già rifatti una vita con dei nuovi partner, ma condividono ancora la loro vecchia casa che stanno per vendere. Quel luogo, che dovrebbe essere un posto sicuro in cui trovare pace e conforto, viene sempre infiammato dalle liti dei due che continuano a rivangare colpe, liti ed errori del passato.

La situazione diventa sempre più tesa di giorno in giorno e Aloysha diventa una presenza sempre più scomoda nella vita dei genitori all’interno della casa. Mentre Zhenya e Boris continuano ad accusarsi a vicenda, improvvisamente Aloysha scompare. I genitori chiamano la polizia e vengono organizzate delle indagini per ritrovarlo, ma del bambino sembra non esserci traccia.

Andrey Zvyagintsev aveva debuttato sulla scena internazionale con Il ritorno ed era sempre riuscito a descrivere, attraverso il mezzo cinematografico, un profondo male di vivere. Il suo cinema è perfettamente ancorato sia ai classici del cinema russo sia alla situazione culturale presente che intende descrivere. In questa critica sociale è evidente l’influsso di Truffaut.Loveless

Infatti, come aveva fatto Truffaut nel 1958 con I 400 colpi, l’obiettivo di Zvyagintsev è quello di denunciare una situazione familiare precaria e difficile attraverso la figura di un bambino innocente. Tuttavia, sia Zvyagintsev sia Truffaut partono da una storia familiare per criticare una situazione politica e sociale ben più ampia e molto più drastica: la crisi dei valori di un paese occidentale all’apice del suo cinismo. Sia Antoine ne I 400 colpi, che Aloysha in Loveless infatti vengono dipinti come due vittime di una generazione che ha perso qualsiasi legame con il senso della famiglia, quindi come due vittime di un sistema di valori.

Dal punto di vista visivo, i richiami ai grandi registi russi fra cui Tarkovsky e Sokourov sono sicuramente presenti, ma questi due registi sono semplicemente citati da Zvyagintsev, non imitati. Il riferimento pittorico più lampante invece sono i quadri romantici di Friedrich. La natura plumbea e degradata dell’immagine conferisce un’armonia lugubre all’intera opera. Gli spazi desolati, il clima rigido, le steppe ghiacciate non sono altro che un correlativo oggettivo volto a rappresentare il freddo dell’anima, la mancanza dell’emozione. Ogni elemento infatti interagisce con l’altro per trasmettere un profondo senso di angoscia. E quell’angoscia rimane addosso, anche dopo la visione. Loveless infatti significa mancanza di Amore e tutto nel film trasmette la totale assenza di questo sentimento.

Loveless

La regia lavora per sottrazione: elimina elementi, dialoghi, dettagli; adotta uno stile sommesso che renda tutto il film uniforme, privo di variazioni, proprio per impedire allo spettatore di provare qualsiasi forma di empatia. Lo sguardo del regista è infatti feroce, privo di qualsiasi empatia per i suoi personaggi. La telecamera si limita a inquadrare gli attori come se fossero animali allo stato brado. Nessuno infatti sembra essere degno di compassione.

Il padre si vergogna di avere un figlio di cui non si è mai preso cura, ma ne aspetta un altro da una nuova compagna. Con lei sta iniziando una relazione simile quella che ha già vissuto, ma si illude che possa trattarsi di qualcosa di diverso. Lo stesso vale per la madre, Zhenya, che si è sposata per sfuggire a una madre tirannica. Tuttavia il suo desiderio di fuga, l’ha portata a compiere gli stessi errori della madre, a cui assomiglia molto. Zhenya ha sofferto molto la sua gravidanza e, per colpa sua, è inevitabilmente legata a un bambino che considera un estraneo.

Loveless significa mancanza di Amore e tutto nel film trasmette la totale assenza di questo sentimento. Il regista non vuole parlare di una situazione familiare difficile, ma di una disgregazione di elementi, di idee, di affetti. La madre e il padre sono completamente avulsi (e a tratti schifati) dalla vita del figlio: lo considerano un peso e sperano di non ritrovarlo più, di averlo perso.

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Tuttavia, per quanto questi personaggi sembrino mostruosi, la loro psicologia è delineata in maniera estremamente coerente; perciò non sembra strano che i due genitori a un certo punto smettano di cercare il figlio e decidano di lasciarlo al suo destino, proseguendo separatamente le loro vite.

La scena finale in cui Zhenya corre all’aperto su un tapis roulant, nel gelido inverno, dimostra tutta l’indifferenza di una generazione che ha scelto di non scegliere la vita. E mentre continua a correre sperando di raggiungere un nuovo futuro, non si accorge di non essersi spostata dal punto di partenza, restando così ancorata al suo sterile presente.

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