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Mamma Mia! o come ho dato una possibilità a un musical

Mamma Mia! o come ho dato una possibilità a un musical My rating: 4 out of 5

Campione d’incassi e dimostrazione della malleabilità attoriale di Meryl Streep. Se non amate i musical e cercate un’eccezione, eccola servita! Mamma Mia!

Genere: Musical.

Il musical è un po’ come il gorgonzola. O lo ami o lo odi.

Io sono uno di quelli che lo odia profondamente, tanto che, quando da piccolo vedevo un cartone Disney, l’inizio di una canzone, con le dovute eccezioni (TUTTI QUANTI VOGLION FARE JAZZ), era un’ottima scusa per andare a farsi qualche cracker con lo stracchino.

Oh, non fraintendetemi, se mi portate un po’ di gorgonzola ora, potrei baciarvi… ehm, intendevo dire… non fraintendetemi, amo la musica e ci sono svariate canzoni meravigliose fatte per questo tipo di film. Tuttavia, l’idea che qualcuno, per rapportarsi con gli altri, si metta a cantare in mezzo alla strada mi suona troppo grottesca per poterla accettare.

Non faccio che immaginarmi come potrebbe apparire stupida la mia quotidianità. (“oh mia caraaaa, perché non metti il sale in tavolaaaa? Non hoooooo la pressione altaaaa”).

Eppure c’è un musical che ho scientemente deciso di andare a vedere e che ho riguardato svariate volte nel cantuccio della mia camera, in compagnia e non. Quel musical, lo avrete capito, è Mamma Mia!.

Perché?

La colpa, come spesso succede, freudianamente parlando, è della mamma. Durante la mia infanzia, la selettiva cultura musicale di mia madre fece sì che, prima che cominciassi a clonare CD come un forsennato, la selezione di dischi da ascoltare nei viaggi in macchina fosse molto limitata. Tra quella decina di CD, regalatole dalla sorella, c’era proprio il magico ABBA GOLD, uno dei pochi che sopportavo.

A parte quello, Greatest Hits dei Dire Straits e Legend di Bob Marley, le alternative andavano da Eduardo de Crescenzo a Fiorella Mannoia. Non avevo scelta che affezionarmi tantissimo alla musica del quartetto svedese.

E fu così che a 10 anni mi ritrovavo spesso a sculettare nel sedile posteriore urlando “DON’T GO WASTING YOUR EMOTIOOOOON”. E fu così che, qualche anno dopo, decisi anche di dare una possibilità a un musical.

***Avvertenze: mentre scrivo quest’articolo, sto ascoltando la colonna sonora, ciò potrebbe influire sulla composizione del pezzo.***

Trama.

Mamma Mia!, prima di essere un film, era già un musical di Broadway di estremo successo, scritto dalla drammaturga inglese Catherine Johnson e, come se non fosse già abbastanza chiaro, basato sulle canzoni del gruppo musicale pop svedese ABBA.

Gimme, gimme, gimme a man after midniiiiiiight…..

La trama è molto semplice: Sophie (Amanda Seyfried) è una ragazza ventenne che vive in Grecia con la madre Donna (Meryl Streep), che si è trasferita lì per gestire un hotel e crescerla. Questa è in procinto di sposarsi, ma non riesce a togliersi due pensieri dalla testa:

1 – l’idea di non aver visto abbastanza il mondo.

2 – la mancanza di  un padre che non ha mai conosciuto. 

Sua madre, adorabile donnona in salopette, non le ha mai rivelato la verità sulle sue origini. Scopre però dai suoi diari che Donna, durante l’estate precedente alla sua nascita, ha avuto una relazione con tre diversi uomini. Dato che probabilmente uno di questi potrebbe essere proprio suo padre, decide di spedire un invito a tutti loro, per poter finalmente scoprire la verità.

Naturalmente la presenza dei tre scombussolerà non poco i preparativi delle nozze.

Yes, I’ve been brokenhearteeeeeed, blue since the day we parteeeed, why, why did I ever let you gooooo?

Attoroni e risate.

Il primo appunto da fare su questa pellicola è che il cast è davvero d’eccezione. Meryl Streep, come accidenti fai ad avere così fascino anche vestita da contadina? Amanda Seyfried è un po’ la classica slavatina poco appariscente, ma fa il suo dovere. Anche lo sparring partner di Donna, composto da Rosie (Julie Walters) e Tanya (Christine Baranski) è semplicemente spettacolare, un misto di simpatia ed energia, classica spalla comica perfetta per dare quel tocco in più a un film come questo, che deve soprattutto intrattenere.

Super Trouper, lights are gonna find meeeeee, shining like the suuuuun..

Ma vogliamo parlare degli uomini? Quanti di voi si aspetterebbero di vedere il serioso e ammiccante Pierce Brosnan mettersi dei baffoni anni ’70 e ballare così? Non parliamo di Colin Firth che, da britannico impeccabile qual è, si muove come un ossesso sullo schermo.

La sensazione che si percepisce maggiormente, vedendo il film, è che tutti loro si devono essere divertiti come dei pazzi girandolo.

Sembra una cosa scontata, ma non lo è. Girare un film, per quanto quello di attore possa sembrare un lavoro privilegiato, è una prova di grande stress fisico e psicologico. Guardando questo film, sembra quasi che il cast sia un gruppo di amici che si è ritrovato su un isola greca per spassarsela davanti a una telecamera.

Ovviamente non è così, il lavoro del cast e della troupe è palesemente frutto di un grandissimo impegno. Quello che intendo dire è quanto sia straordinario come il risultato emani leggerezza da tutti i pori.

Well I can dance with you honey, If you think it’s funny, does your mother know that you’re out??? woooooooo

Divertimento, ma non solo.

Sì perché questa leggerezza fa sì che, mentre si guarda Mamma Mia!, il sorriso non vada mai via dalle labbra. 

Non scriverò come si pone questo musical in confronti con altre pellicole del genere. Non sarebbe giusto per niente, dato che non ne ho praticamente visti altri. Scriverei piuttosto cosa ho apprezzato di questo film, a parte il divertimento che mi ha dato. Magari in questo modo qualche altro musicalfobico come me potrebbe togliersi questo sassolino.

Innanzitutto, nonostante il 90% di Mamma Mia! sia intrattenimento puro, non mancano le parti commoventi e di riflessione. Molto belle le parti in cui Sophie e Donna esprimono dubbi sulle proprie vite e sui propri rapporti. Anche durante le canzoni non mancano momenti tristi e toccanti.

The winner takes it AAAAAAALL!!

Ad esempio, durante Dancing Queen c’è una vecchietta greca che si libera di un mucchio di legna e urla “yeah” che da sempre mi fa venire i lucciconi agli occhi. Vi prego, non perdetevela qui (minuto 2.30).

Le canzoni, inutile ribadirlo, non vi dico che siano bellissime e non vi dico manco che siano dei capolavori. Insomma, de gustibus. Però, non potete negarlo, la musica degli ABBA è semplicemente irresistibile. Siate metallari o rapper, se sentite pezzi come Mamma Mia, Dancing Queen, Money Money Money come fate a non muovermi a tempo?

La cosa che più mi sorprende è che, a differenza di molti musical dove i pezzi sono creati ad hoc, le canzoni degli ABBA sono inserite così come sono nella trama e… diamine, ci stanno perfettamente.

Cosa guardare dunque stasera?

Siete alla ricerca di una serata film diversa che non implichi un film neoespressionista cecoslovacco con sottotitoli in ungherese? Uomini! Dopo aver visto la trilogia di XXX sentite il bisogno di liberarvi di un po’ di testosterone? Donne! Siete in pigiama con la vostra coinquilina e non avete intenzione di sembrare più sexy di così? Ecco, in Mamma Mia! troverete la risposta ai vostri dubbi amletici!

Must be funnyyyyy, in the richmen’s woooooorld!!

Article written by:

Riccardo Cavagnaro

Vede la luce nell'anno 1991. Da quando ha visto "Jurassic Park" all'età di 3 anni sogna segretamente di toccare un dinosauro vivo. Appassionato lettore, viaggiatore, ascoltatore di musica e bevitore. Tutte queste attività arricchiscono sicuramente il suo bagaglio culturale, ma assottigliano pericolosamente il suo portafogli.

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