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Nerve: il coraggioso e conformista tentativo di anticonformismo

Nerve: il coraggioso e conformista tentativo di anticonformismo My rating: 2.5 out of 5

Io questo film non lo volevo vedere. Niente rivolte di folle scatenate pronte a insultare senza pietà questo Nerve. No, io questo film non volevo vederlo perché, esattamente come gli appena citati soggetti, ero prevenuto sul suo valore e assolutamente non intenzionato a usare i miei soldi per visionare un qualcosa che pensavo scadente già in partenza. Ma qualcosa è andato storto. Già, perché la vicinanza al mondo femminile e la passione per la letteratura alla fin fine si sono uniti creando una spinta morale impetuosa sul mio essere, facendomi sentire costretto a recarmi al cinema a guardare questo tipico film ggggiovaneee. Ma è davvero così? Andiamo a vedere com’è questo Nerve.

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Nerve: parola in lingua inglese che generalmente significa “nervo”, ma che in forme informali e figurate può assumere anche il significato di “fegato”, “sfacciataggine”, “coraggio”. Ed è questo ciò che dovrebbe essere questo film: coraggioso. Ripeto, dovrebbe.

Il coraggio (Nerve)

Il film ci prova in modo strano. Partendo dal fatto che l’intera trama della pellicola si basa sul coraggio, in quanto, come tutti avete visto dal trailer, i protagonisti andranno a svolgere prove che metteranno più o meno a repentaglio la loro vita per guadagnare punti e notorietà in questa sorta di videogioco chiamato appunto Nerve. Più che un videogioco assomiglia a un sistema di controllo totalitario, ma non importa. Il coraggio si manifesta anche negli intenti del film stesso, il quale prova a uscire dal canonico e dal conformista pur mantenendo elementi tipicamente conformanti. Cioè? Cioè vengono utilizzati tutti e dico TUTTI gli stereotipi e i clichè giovanili per tentare di rendere la trattazione dell’argomento moderna, spregiudicata e fuori dai canoni.

Risultato? Gne. Non stiamo parlando di un fallimento misero o totale, stiamo parlando di un boh. Mi è capitato raramente nel corso della mia insulsa vita di uscire dalla sala senza saper dare la mia opinione su quanto appena visto, tuttavia con Nerve è successo. Perché per quanto nelle prime battute avessi voglia di recidere le vene mie e dei miei vicini, col passare del tempo il film assume una sua forma particolare e in un certo modo interessante, con qualche sequenza decisamente ansiogena.

Resta il fatto che per tutta la sua durata io non sapessi collocare il film in nessuna categoria di bellezza: bello, brutto, così così, ci prova ma non ci riesce, no, niente. E questo è un problema, perché in fin dei conti, anche se è vero che c’è un forte tentativo di essere innovativi, in realtà la pellicola resta un nulla di fatto e un “né carne né pesce”, e personalmente è uno dei risultati peggiori che un film può raggiungere. In altre parole: meglio avere un’identità, seppur brutta, che non averla.

Ah già: tentativi di emulare 1984 si sprecano.

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L’esasperazione

Come ho detto prima, in Nerve ci sono talmente tanti stereotipi giovanili da far vomitare, ma ciò non sarebbe un problema se essi venissero trattati in modo “normale”, dove con normale intendo senza portarli alle loro conseguenze estreme in ogni singolo frammento di film. Questo è il grande problema della pellicola: la tendenza esasperata all’esasperazione. Capisco che negli intenti del regista Henry Joost, autore anche di Paranormal Activity 3 e 4 (che dio ti maledica), ci fosse l’intenzione di esasperare le situazioni per dare al tutto un tono di denuncia, ma no, assolutamente no, cazzo. Giuro che vorrei farvi esempi per chiarificare, ma rischierei di addentrarmi nel pericoloso mondo degli spoiler, e non voglio forconi sotto casa. Accontentatevi di questo: una moto, 60 miglia orarie, 2 persone, una benda, gli occhi del guidatore. Il resto è storia.

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Lo schifo

Li vedete i due bellocci di sopra? Bene, loro sono rispettivamente Dave Franco ed Emma Roberts. Sono la merda più merda di tutto il film. Ora, la carissima Emma io la ricordo dalla terza stagione di American Horror Story (sapete, quella con le streghe) e già lì faceva cagare a recitare e riusciva a mettere in campo solo il suo bel faccino, quindi anche in Nerve mi sono detto “sì fai cagare, però me lo aspettavo”. Dave Franco no. NO. D’accordo, non lo considero un attore eccelso e pieno di doti recitative, ma ha sicuramente fatto di meglio (vero Now You See Me 21 Jump Street?). Tra l’altro nessuno ha notato che il piccolo Dave assomiglia considerevolmente al pilota della motogp Marc Marquez?

Insomma i due protagonisti messi insieme non fanno un’interpretazione decente e contribuiscono a far ricadere nel conformismo il film, mettendo in mostra unicamente la loro bellezza estetica. Che poi secondo me Dave Franco è brutto, ma questa è un’altra storia.

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Bah. Il mio non voler vedere il film e conseguentemente entrare in sala senza aspettative non dovrebbe avermi lasciato troppo deluso. E invece sì. Sì, perché in qualche modo il film ti illude, ti fa credere di poterti dare qualcosa di nuovo, di diverso, ma invece alla fine no (tralasciando poi il finale immensamente sbrigativo). Insomma io sarei voluto uscire dalla sala disinteressato dalla visione di un film che già in partenza doveva essere poco interessante, ma invece Nerve a tratti lo è, interessante, e forse questo è il suo più grande problema: rendersi interessante disilludendo poi di volta in volta lo spettatore, rivelandosi per qualcosa che doveva essere ed invece non è.

In allegato lascio un bonifico bancario di 800.000 $ per Dave Franco. Risolvi quelle stempiature caro Dave. Bacioni.

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Un paesaggio in ombra e una luce calante che getta tenebra su una figura defilata. Un poco inutile descrivere chi o cosa sono io se poi ognuno di voi mi percepirà in modo diverso, non trovate?

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