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Oltre il guado: un meraviglioso horror made in Italy

Oltre il guado (chiamato anche Across The River perché in inglese fa più figo) è un film del 2014 molto strano. Quando l’ho visto qualche tempo fa, oltre a non avermi fatto dormire per i successivi tre giorni, mi ha lasciato addosso una sensazione particolare che è difficile da descrivere.

Il film ha un solo protagonista fisico, perché il vero fulcro di tutto è il luogo dove si svolge la vicenda: un paesino abbandonato al confine tra Slovenia e Friuli Venezia Giulia. Ma partiamo dalla trama, che a dire il vero è molto semplice.

Marco Contrada (Marco Marchese) è un etologo naturalista che si reca nelle foreste friulane con un piccolo furgoncino attrezzato per studiarne la fauna notturna. A causa di un nubifragio, è costretto a rimanere “oltre il guado” (fondamentalmente è bloccato perché il fiume che lo riporta alla civiltà è in piena) e a fermarsi in uno dei tanti villaggi abbandonati del posto. E fin qui tutto bene.

Quello che lo spettatore non sa ma può facilmente intuire è che in realtà il villaggio non è abbandonato, ma assieme ai tanti animali che lo abitano, vi sono anche delle presenze. Brutte presenze.

So cosa state per dire: “È di sicuro il classico horror dove succede di tutto ma non succede niente”.

Bene, vi sbagliate di grosso.

Come ho detto prima questo film ha un’atmosfera molto particolare. È vero che non si intravede quasi nulla di quello che succede e il film riprende quasi sempre Marco alle prese con diverse situazioni ma… vi assicuro che quel poco che si vede è da brividi (basta guardare ad esempio il frame dell’immagine di copertina: non so voi, ma io non mi avvicinerei mai a quelle due tizie).

La trama procede lentamente, con riprese lunghe che potrebbero risultare noiose (anche se in realtà la potenza narrativa del film è proprio questa, che fa percepire allo spettatore un senso di inquietudine sempre maggiore). Le scene finali sono più movimentate. Pian piano si riesce a intuire qualcosa di quello che sta succedendo anche se l’interpretazione finale è a discrezione dello spettatore: il regista ci rivela poco e niente di quello che è capitato al villaggio e alle persone che vi abitavano.

Lorenzo Bianchini, il regista, riesce con poco (il film era in low budget) a creare una storia credibile con risvolti da pelle d’oca. Nella sua semplicità Oltre il guado è sicuramente un film da guardare e da apprezzare con calma, anche giorni dopo averlo visto, come è capitato a me.

Degna di nota è anche la raccapricciante canzoncina (credetemi, vorrei davvero farvela ascoltare ma ho paura di aprire il video su YouTube) che accompagna l’intero film: roba che se mi capita di sentirla in giro scappo a gambe levate. E non scherzo.

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Sono nata nel 1996, anche se quando lo dico non ci crede nessuno. Milanese di nascita e Veneziana (in particolare lidense) nel cuore; amo il Lido e la persona che me l’ha fatto conoscere in quel di due anni fa. Studio Beni Culturali, leggo libri che in pochi conoscono, scrivo tutto quello che mi passa per la testa e guardo tanti film per riempire le mie serate. Tutto il tempo che mi rimane lo dedico agli amici e ai miei due cani. Inguaribile romantica, nata nell’epoca sbagliata. Mi piace cucinare; mi piacerebbe anche saperlo fare bene. Sono abbastanza orsa da apprezzare una notte da sola a guardare le stelle, non abbastanza da godermi veramente un pasto consumato senza compagnia.

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