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Paz!: la vita secondo Andrea Pazienza

Paz!: la vita secondo Andrea Pazienza My rating: 4 out of 5

PENTHOTAL, ZANARDI E FIABESCHI:I MIGLIORI PERSONAGGI DI ANDREA PAZIENZA RIUNITI NELLO STESSO APPARTAMENTO, TRA DROGA, ESAMI, FIDANZATE E CONTESTAZIONE

Scena: la sottoscritta si trova in un mercatino dell’usato a curiosare tra i DVD. A un certo punto le cade l’occhio su una costina nera. Il titolo recita semplicemente Paz!. Ma il carattere del titolo sembra proprio la calligrafia dei testi del mitico Andrea Pazienza. La sottoscritta acchiappa il DVD e rimane basita: è proprio un film tratto dai fumetti di Paz, Ardenza Perenza, Pazienza, insomma LUI! È un attimo prendere il DVD, pagarlo una misera cifra e portarlo difilato a casa. E, ommioddio, il film si rivela essere una trasposizione fedele ed esilarante dei migliori momenti narrativi del vecchio Andrea. Poco tempo dopo, all’università, mi resi conto che nel nostro corso il film era considerato un piccolo cult. Citazioni a manetta. C’era sempre qualcuno che intonava È una questione di qualitààà durante le nostre interminabili file in mensa. Non ce la faccio, troppi ricordi.

TRE PERSONAGGI, MILLE SFIGHE, UN SOLO APPARTAMENTO

Il regista Renato de Maria ha pensato bene di dividere la storia dedicata ad Andrea Pazienza in tre binari, quello di Zanardi, quello di Penthotal e quello di Fiabeschi. Ognuno di loro occupa il piccolo appartamento di Bologna in tre lassi di tempo differenti e indipendenti tra loro. Ci troviamo quindi sballottati tra la Bologna del’77 e quella dei primi anni Ottanta. Incontriamo Zanardi alle prese con un impiccio di droga da risolvere, un Penthotal in piena crisi esistenziale e Fiabeschi impegnato a (non) dare l’ennesimo esame di cinema al Dams e a cercare cannoni in ogni dove.

                    Ho dimenticato la canna?

Riguardo ai personaggi io sono di parte: ok la crudeltà di Zanardi, ok l’atarassia di Penthotal, ma io la vera passione ce l’ho per Enrico Fiabeschi. Lo incontriamo per la prima volta impegnato a fare una pisciata di vari chilometri nel bagno di casa, e poi lo seguiamo nel suo mediocre tentativo di strappare un 18 all’esame di Cinema, portando come argomento Apocalypse Now. Il nostro eroe è un cazzone in maniera sproporzionata, ripete compulsivamente le uniche due frasi del libro che riesce a ricordare, spilla soldi alla fidanzata, scazza l’esame, perde la macchina e per errore casca in un dirupo. In sole ventiquattro ore. Due i momenti altissimi di Fiabeschi: la sua arrampicata sul cornicione del palazzo per riprendersi una canna dimenticata nella cucina dell’appartamento e la sua allucinante analisi di Apocalippse Nauu durante l’esame. Purtroppo la professoressa non sembra apprezzare e il nostro conclude il colloquio con un isterico Ma proletariati la f****!!!

            La chilometrica fila in mensa       

DALLA CARTA ALLO SCHERMO

Quelli che seguono con passione sia il cinema che il fumetto sanno quanto sia difficile trarre un buon film dal prodotto cartaceo senza cadere nella tentazione di stuprarlo. In questo caso però ci troviamo a una messa in scena delle storie del nostro Pazienza veramente efficace. Lo spirito dei fumetti c’è tutto: c’è il disagio degli anni ’70, c’è l’alienazione, la droga, l’ordinaria follia e la comicità involontaria. Troviamo inoltre una galleria di attori bravissimi che prestano il loro volto a camei esilaranti (primo tra tutti quello di Ricky Memphis che si ritrova a dare l’esame insieme a Fiabeschi).

Quelli che non hanno letto i fumetti potranno comunque gustarsi una bella storia di follia quotidiana, un piccolo manifesto dei casini che hanno colpito un’intera generazione di ragazzi.

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Nasce nel 1990 in mezzo ai colli toscani dove impara la dura legge della provincia. Coltiva la sua passione per i libri,il cinema,il disegno e la misantropia. Le piace confrontarsi con persone disagiate almeno quanto lei.

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