Poltergeist 2015
Old Movies

Poltergeist 2 (la vendemmia)… ma perché?

Poltergeist 2 (la vendemmia)… ma perché? My rating: 1 out of 5

Quando una cosa viene bene, andrebbe lasciata esattamente com’è. Questo vale per le ricette, per le relazioni interpersonali, per i libri e… soprattutto per i film. Sì perché, quando ti vai a confrontare con un filmone cazzuto, che ha segnato una generazione intera di cinefili, è quasi scontato che tu ti faccia malissimo, e che non possano che venir fuori delle cazzate disumane. E, infatti, è proprio quel che è successo al povero Poltergeist, quello sfigatello del 2015, s’intende, una pellicola che ci fa nascere, in maniera del tutto spontanea, direttamente dal più profondo del nostro cuoricino, una sola domanda: ma perché, porco mondo?! Ma perché, caro Gil Kenan, ti sei andato a impelagare in un tale ginepraio, invece di spremerti le meningi e farti venire una mezza (e dico mezza, non pretendo molto) idea originale?

Insomma, avrete capito che una cosa più inutile non si poteva fare: il film, in effetti, fa paura. Ma non nel senso che tutti noi anime innocenti vorremmo ardentemente, giammai, fa paura nel senso che fa proprio cagare, è semplicemente un copia – incolla della trama e della struttura del film originale, il vero Poltergeist. Demoniache Presenze del 1985, un remake infarcito di idiozie e inutili gingilli tecnologici, atti soltanto a farci capire, casomai fossimo tonti e non lo avessimo compreso, che siamo nel Ventunesimo secolo.

Poltergeist 1985

Cellulari che sfrigolano ed elettrizzano capelli che manco la 220 di casa, elettrodomestici posseduti ma, chicca assoluta, l’esplorazione di ciò che resta del cimitero infestato sotto casa fatta tramite un… drone. Sì, avete capito bene: avete presente quei bei giocattolini che son più le volte che spaccano la testa a ignari turisti di quelle che vagano per l’aere indisturbati? Proprio quello. Immaginatevi il trauma e lo sconcerto di questi poveri e irrequieti morti stecchiti quando si sono visti arrivare addosso un aggeggio pilotato da un ragazzino di 10 anni, roba da pauuura.

Inoltre, tutto questo uso/abuso della tecnologia toglie valore alla scena madre del film originale, qui ripresa paro paro, quella del televisore, catalizzatore delle presenze demoniache che infestano la casa, capace addirittura di inglobare la piccola di casa, Maddy.

Poltergeist - scena tv

Ma come se non bastasse, a far crollare inesorabilmente l’intera pellicola nel mondo della parodia è il surreale personaggio di Carrigan Burke (un improbabile e un po’ cazzone Jared Harris), chiamato dalla famiglia Bowen per salvare la piccola Madison: una sorta di “acchiappafantasmi” televisivo dal carisma irresistibile (?), l’unione sopraffina del fascino di Gordon Ramsey + una pungente ironia alla Bastianich + la viulenza di Antonino Cannavacciuolo nei suoi momenti peggioriun Giacobbo de ‘noantri che irrompe sulla scena come un elefante in una cristalleria, trasformando l’intera operazione nella più totale confusione cinematografica.

 jared-harris-in-poltergeist-(2015)

Anche i personaggi (e i rispettivi interpreti) zoppicano parecchio: una mamma (Rosemary DeWitt) che dà della psicotica alla propria bambina (Kennedi Clements), una sorella maggiore col mestruo perenne (Saxon Sharbino), un papà ebete come solo i papà nei film horror sanno essere (Sam Rockwell), insomma il delirio più totale e completo.

Poltergeist - protagonisti

A ‘sto punto, direi che, più che Poltergeist, sembra uno Scary Movie mal riuscito, uno degli ultimi, per intenderci e, nonostante gli effetti speciali si siano ovviamente evoluti, il film non ha nulla da aggiungere alla pellicola originale, ben congegnata ed equilibrata, grazie a quel pizzico di ironia che Tobe Hooper, con lo zampino di Steven Spielberg, aveva saputo infondere nella sua creatura.

Tirando le somme… un film da guardare soltanto se siete under 12 (tanto si sa, a quell’età non capiscono una cippa). O masochisti. O stitici.  O se non sapete nemmeno che cosa sia un vero film horror, e allora, che vi parlo a fare, tzè…

 

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Article written by:

Arianna Borgoglio

Giornalista freelance, 26 anni, laureata in Conservazione dei Beni Culturali e in Informazione ed Editoria, coltivo le mie passioni con tenacia e voglia di mettermi in gioco. Tra queste scrittura, letteratura, cinema, storia dell’arte, cucina – intesa come amore per il buon cibo più che predisposizione verso i fornelli! - viaggi, musica e chi più ne ha più ne metta. Nelle mie recensioni sono spietata... q.b., ma non è colpa mia: è che mi disegnano così ;)

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