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Rewatch natalizi – The Santa Clause

Rewatch natalizi – The Santa Clause My rating: 4 out of 5

Mentre i miei colleghi sporchi e cattivi continuano a fare i grinch della situazione, io perseguo la mia campagna di sensibilizzazione festiva forte come un bastoncino di zucchero nella tempesta, e oggi vi consiglio un altro film che è nella mia scuderia dei consumati: The Santa Clause (1994).

La trama è riassunta nel titolo, in quell’errore di battitura: non Santa Claus, come sarebbe la dizione corretta del nome americano di Babbo Natale, ma “Santa Clause”, la santa clausola. Che cosa sarebbe, questa clausola?

La Santa Clausola recita che, in caso di morte di Babbo Natale, indossando il suo costume accetti di prendere il suo posto. Vita natural durante.

Sino a che il prossimo stron*o accopperà te.

Il film inizia con un clima che pesante è dire poco: Scott Calvin, padre divorziato, impiegato in una ditta di giocattoli, preleva il figlio dalla casa e dal Natale perfetti della madre e del nuovo compagno per trascorrere col bimbo, secondo accordi del tribunale, le feste. Il pargolo è il ritratto del disagio – anche perché il cenone si svolge nella classica tavola calda all’americana, con cameriera scorbutica al seguito.

La notte di Natale, però, tutto cambia: Scott viene svegliato da un rumore, scambia Babbo Natale per un ladro e spaventandolo lo fa cadere ed uccide. Il povero Santa scompare lasciando un biglietto di istruzioni al proprio posto: qualcuno deve indossare il suo costume e consegnare i regali.

Scott, dietro pressione del figlio petulo, ovviamente agisce nel modo più logico: lo fa.

La parte successiva del film, con le consegne dei regali fatte un po’ alla grossolana, abbattendo alberi di Natale e spaventando bambine, è esilarante.

Se la prima metà del film ritrae questo Natale squallido e tristo, la seconda parte, dall’arrivo al magico Polo Nord in poi, è un’overdose natalizia per gli occhi.

Dove vi collocate nell’eterna diatriba elfi/gnomi? Immaginate gli aiutanti di Babbo Natale come anziani e barbuti o come giovani elfi eternamente bambini? Per gli amanti del Natale è un po’ come il dibattito su cani e gatti, il film si schiera nettamente da una parte. E The Santa Clause è una pera di cultura natalizia: viene citata la filastrocca The Night Before Christmas famosa per contenere tutti i nomi delle renne, e naturalmente la canzone Santa Clause Is Coming to Town che è considerata qui un vero e proprio manuale di istruzioni per l’aspirante Babbo (“fai la lista, controllala due volte”).

Aspetto più celebre del film è il cambiamento fisico del protagonista: dal Natale dell’incidente al successivo, Scott inizia a mutare aspetto contro la sua volontà. Ingrassa, gli cresce la barba che imbianca insieme ai capelli, sviluppa delle voglie per cioccolata e biscotti, insomma come un bruco pronto a diventare farfalla si tramuta, nel giro di un anno, nel vero Babbo Natale.

Con gioia del figlio, che lo incoraggia, e non poco scorno da parte degli adulti, che lo ritengono impazzito: perde il lavoro e la ex moglie vuole togliergli la potestà, convinta che questo cambiamento sia un modo folle per riconquistarsi il bambino.

Scott sarà pronto, per le feste, a rinunciare alla sua vecchia vita e diventare a pieno titolo il nuovo Babbo Natale?

L’interprete principale è Tim Allen, meno conosciuto in Italia ma comico famosissimo negli anni Novanta in USA, tirato su dalla Disney al 100% – è stato per anni protagonista della sit-com Quell’uragano di papà (quello in cui aveva moglie e tre figli e conduceva un programma televisivo di bricolage… Aveva un vicino di casa che non si vedeva mai… Ricordate?) e, cosa ancora più importante, è la voce americana di Buzz Lightyear nei film di Toy Story. Nella migliore tradizione Disney, perché non si dica che è un problema delle ninfette alla Britney Spears o Hannah Montana, fu arrestato tre anni dopo Santa Clause per guida in stato di ebbrezza. Ma tranquilli: la Disney contrariamente a quanto si pensa non ti abbandona in questi casi. Chi è che ha fatto risorgere Robert Downey Jr. dalle sue ceneri artistiche, in fondo?

 

No, non i Tagliapietre!

Buon Natale a tutti, e a tutti buona notte! OH OH OH!

Article written by:

Francesca Bulian

Posata su uno scoglio da un gabbiano nell'agosto '86. Storica dell'arte, fangirl, cinefila. Ama i blockbusteroni ma guarda di nascosto i film d'autore (o era il contrario?). Abbonata al festival di Venezia. Lettrice compulsiva e consumatrice di serie tv. Ha sempre un occhio di riguardo per i suoi attori feticcio - per meriti professionali ma più spesso estetici.

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