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Ride: un esperimento all’italiana

Ride: un esperimento all’italiana My rating: 3.5 out of 5

Con Ride, il regista Jacopo Rondinelli scommette su adrenalina e azione pura portando sul grande schermo un film irresistibile.

Impugna il manubrio di una bici sportiva, una di quelle fighissime che non hai mai creduto di poter cavalcare. Armati di una buona action cam. Sfodera la tua migliore espressione da duro per nascondere quel naturale senso di preoccupazione mista a scetticismo davanti alla novità e lanciati lungo un ripidissimo e imprevedibile pendio. Non è uno sport estremo ma è qualcosa di molto simile ed adrenalinico. È la visione-esperienza di Ride, l’ultima fatica cinematografica del regista Jacopo Rondinelli con la supervisione alla sceneggiatura e al montaggio della coppia creativa di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, già artefici di quel gioiellino di Mine.

Ride - Lorenzo Richelmy

Eh, ma non sembra il classico film italiano…

Facile usare questo trucco per nascondersi dietro a questa inflazionatissima espressione. Perché, infatti, questo non può essere il cinema italiano? Un cinema che si mette in gioco su più livelli e percorsi, proprio come fanno i due protagonisti di Ride, Max (Lorenzo Richelmy) e Kyle (Ludovic Hughes), due caratteri agli antipodi uniti da una profonda amicizia e una comune passione per gli sport estremi. Una sfida inaspettata, un gioco fuori dai soliti e collaudati schemi li porterà a confrontarsi definitivamente con le proprie ambizioni, paure e soprattutto a riflettere sulla propria vita. Quella che sembrava una semplice competizione adrenalinica, infatti, si trasformerà in qualcosa di molto più rischioso…

Ride come esperienza multimediale

Decine di action cam e una cura affascinante per la messa in scena: un eccezionale insieme di effetti speciali e grafica prepara il giusto terreno di gioco per catturare lo spettatore e portarlo al fianco dei protagonisti in una sfida senza uguali. Anche se la sceneggiatura in alcuni passaggi non trova sempre la mossa più convincente, il film appassiona e mantiene un ritmo irresistibile e incalzante. Un’ambientazione semplice ma contemporaneamente elaborata in ogni aspetto: non si cerca la semplice estetica da videogioco ma si sviluppa un habitat pop che si nutre dell’immaginario comune. Si riconosce così l’enigmatico monolite di 2001: Odissea nello spazio, i duelli all’ultimo sangue di Rollerball e Hunger Games e lo sguardo inquietante di The Truman Show.

Ride - Effetti speciali

Citazioni e straordinari effetti speciali trovano un perfetto equilibrio e si inseriscono in una struttura narrativa che va oltre il grande schermo. Rondinelli, Resinaro e Guaglione cercano un punto comune tra cinema, web, videogioco e fumetto. La storia del film, infatti, è accompagnata da un fumetto e un romanzo originale che forniscono nuove prospettive. L’esperimento multiforme italiano chiamato Ride, oltre a giocare con toni e generi, accende allora il fuoco di un nuovo approccio al cinema, una sfida capace di continuare a reinventarsi e di scommettere sulla sorpresa e lo spirito d’iniziativa. E chi ha detto che questa non può essere la giusta attitudine italiana?

Article written by:

Federica Gaspari

Dal '95 è persa in una dimensione alternativa costellata di film e libri tra cui si aggira sbadatamente a bordo di una DeLorean. Nel tempo libero cerca a ingegneria la formula perfetta per rimanere in pari con le serie tv che segue.

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