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Riflessi sulla pelle: un film drammatico (o quasi)

Riflessi sulla pelle: un film drammatico (o quasi) My rating: 4 out of 5

Riflessi sulla pelle è un film drammatico di Philip Ridley del 1990. Drammatico per modo di dire.

In che senso? Prima lasciatemi dilungare un momento su 50 sfumature di grigio.

Un paio di anni fa decidemmo di passare un sabato sera alternativo. “Alternativo”, come ebbi modo di scoprire presto, non significa per forza migliore. Al cinema davano questa orribile fiera della sensualità kitsch, questa parata cialtrona di perversione un tanto al chilo destinata ad un pubblico ignobile anche se per me indefinibile (casalinghe represse?). Ero entrato in sala con qualche pregiudizio, lo ammetto. Ma ero anche aperto mentalmente. Se si fosse trattato di un film erotico fatto come si deve lo avrei goduto. Invece.

Ad esempio.

Per sopravvivere fino alla fine della proiezione dovetti mentire spudoratamente a me stesso, e fingere che quella recitazione da voce automatica del casello autostradale, quella gamma di espressioni da boiler non fossero altro che i pilastri di uno dei più straordinari film comici degli ultimi 20 anni.

Il problema è che non credo fossero quelle le intenzioni di chi ha fatto il film.

Con Riflessi sulla pelle credo si debba fare qualcosa di simile.

Chiariamo subito che si tratta di un film bello, bellissimo. Viene definito come “film drammatico”, e ci mancherebbe altro. Però credo che per apprezzarlo completamente bisogna correggere di poco la rotta, e chiamarlo col suo vero nome, “favola dark”. Niente di epocale eh, non bisogna mentire a sé stessi come con “50 eccetera”. Ma la categoria “drammatico” non lo contiene del tutto, non lo definisce in tutte le sue (ahahahahah) sfumature. Dopo qualche minuto ho dovuto stoppare mentalmente la visione e spostare leggermente la prospettiva. Fatto ciò, il film diventa una bomba.

Maledetto il nostro bisogno di rassicurarci catalogando tutto.

Ma veniamo al film. Siamo in Idaho, anni ’50, una famiglia padre-madre-figlio minore si guadagna da vivere grazie alla pompa di benzina che ha in cortile. La madre vive l’attesa del ritorno del figlio maggiore (Viggo Mortensen), arruolato in marina nel Pacifico, come qualcosa di messianico. Tre ragazzini (uno è il figlio minore) crescono fra rottami e campi di grano. Una vedova inglese abita poco lontano. Una macchina gira per le strade polverose delle campagne. Tutto bene fin quando i bambini non iniziano a sparire.

Ecco. Quando nel film cominciano a succedere le cose, bisogna ricordarsi “favola dark”. Se pensiamo solo a “film drammatico” il rischio di NO ASPETTA COSA STO GUARDANDO è piuttosto alto.

Ecco qui un elenco di cose che troverete in questo film:

  • Rane che esplodono
  • Vedove inglesi (dopo 7 giorni di matrimonio) di nome Dolphin Blue (Lindsay Duncan, bravissima)
  • Donne che emettono versi strani senza motivo
  • Uno sceriffo senza un occhio, un orecchio e una mano (tutti persi per colpa di animali diversi)
  • Un feto abbandonato scambiato per un angelo e conservato gelosamente

Comunque lo si voglia guardare, Riflessi sulla pelle è davvero un gran film. Un film che senza alcun dubbio non può lasciare indifferenti. Un film difficile da dimenticare.

Grande prova di un Viggo Mortensen agli esordi, smunto e deperito (c’è un motivo). Il monologo dove ricorda i tramonti nucleari nelle isole del Pacifico è un pezzo di cinema che dovete vedere.

In ultimo Philip Ridley, un genio. Regista, sceneggiatore, scrittore di libri per adulti e per ragazzi. E poi poeta, fotografo, e altro ancora. Leggendo la sua biografia si ha quasi l’impressione che la regia non sia neppure la principale delle sue occupazioni (ed in effetti per contare i suoi film bastano le dita di una mano). E questo ci restituisce ancor più la sua grandezza.

Ok, non ho tempo di leggerlo, dimmi perché dovrei vederlo:

-La trama. Bella. E le atmosfere.

-Viggo Mortensen reduce della US Navy.

Article written by:

Simone Forte

Nato nel 1984. Nel 2012 scopro che l'anagramma del mio nome e cognome è "termosifone". Spero che scrivere di cinema senza averlo studiato per davvero non mi renda come quelli che leggono articoli complottisti sui vaccini e poi vanno a contraddire i medici. Io scriverò lo stesso, ma prometto di limitare al minimo indispensabile l'uso dei "................" e dei "!!1!!1!".

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