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Tamala 2010: tra Blade Runner e le Silly Simphonies

Tamala 2010: tra Blade Runner e le Silly Simphonies My rating: 4 out of 5

Se volete passare un brutto momento, dove brutto significa in realtà bello, ma un bello disturbante e di natura ipnotica, e dove momento significa un lasso di tempo di circa un’ora e mezza il mio consiglio è di mettervi seduti comodamente e guardarvi TAMALA2010.

Tamala, ovvero a punk cat in space, è un film da non sottovalutare. I produttori, il duo giapponese conosciuto come t.o.L (trees of Life) aveva ideato il progetto come parte di una trilogia, il nucleo centrale fortemente ispirato a L’incanto del lotto 49 di Pynchon.

Questo per farvi capire in che genere di acque stiamo navigando.


Tamala è uno sci-fi, un film psichedelico, un racconto profondamente disturbante. Protagonista Tamala appunto, una giovanissima gattina dall’aspetto tenerissimo, ma dal linguaggio volgare e dalle abitudini sicuramente poco sane, che decide di abbandonare il suo pianeta, Cat Earth, per mettersi alla ricerca delle sue vere origini. Viaggi nello spazio, viaggi nel tempo, ecco una buona dose di fantascienza. Ma la stessa Meguro City, la città sovraffollata e caotica che Tamala abbandona offre anch’essa uno scorcio distopico non male. Blade Runner non è un paragone per niente azzardato.

E Planet Q, dove atterra dopo il suo viaggio interstellare, zona di passaggio prima di poter arrivare al suo pianeta natale, non è certo uno scenario rassicurante, essendo inoltre una città popolata sia da gatti sia da cani. Lì le cose per Tamala ovviamente si complicano, insieme a un gatto di nome Michelangelo scoprirà molto sulla misteriosa compagnia Catty & co., una multinazionale le cui radici, spaziali e temporali, sono profondissime, mentre altri segreti letali verranno svelati sulla sua vera natura.

Sembra qualcosa di strano vero? Vi assicuro che è molto di più. La natura lisergica di Tamala non è facile da spiegare, non è davvero possibile permettervi di capire che è sicuramente una delle cose più indecifrabili e surreali che vedrete per un bel po’ di tempo. Se la trama può sembrare un incrocio tra Blade Runner e Hello Kitty, l’intreccio si rivela ancora più straniante, assurdo, con un nonsense che di continuo cerca di diventare razionale, per poi accartocciarsi di nuovo tra le spire dell’impossibile. Come se non bastasse, per rincarare la dose di disturbo e meraviglia underground, l’animazione rimanda a Betty Boop, alle Silly Simphonies e a Metropolis di Fritz Lang.

tamala

Alla fine sono riuscita a dirvi, o almeno ci ho provato, quanto questo film sia disturbante, psicotico e allucinato. Deve bastarvi questo. TAMALA2010 non è un capolavoro, non è un film che consiglierete a chiunque, ma vi assicuro che è un trip che dovreste permettervi.

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Classe '91. Pur avendo studiato Beni Culturali ed editing credo di saperne di più sui viaggi nel tempo e sulle zone infestate. Leggo un sacco di libri e cerco sempre di avere ragione, bevo tanto caffè, e provo piacere nell'essere un’insopportabile so-tutto-io. Per intrattenervi posso recitare diversi sketch dei Monthy Python.

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