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The Others: la morte è questione di punti di vista

The Others: la morte è questione di punti di vista My rating: 4 out of 5

Premessa  a questo articolo: ho un terrore inumano per i film horror. Adoro i libri, i fumetti e i racconti che narrano di zombie, massacri e creature malefiche di ogni genere, ma appena mi ritrovo tutto questo proiettato su uno schermo mi sale un’ansia da cagarmi letteralmente nelle braghe. Se ho visto questo film è stato per cause di forza maggiore (costretto a sprangate dalla mia ragazza), così come per motivi simili mi ritrovai a vedere anni fa al cinema L’ultimo vampiro (film piuttosto trash per nulla pauroso) e l’ansiante, almeno per il mio debole cuore, Shining, capolavoro di Stanley Kubrick. Ok, ora che sapete la storia della mia vita posso partire con la recensione.

In questo articolo viene spoilerato il finale, quindi se non vi siete già goduti il film tenetevi alla larga. Che non voglio essere odiato come Caparezza quando canta Kevin Spacey.

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Siamo nella cupa e nebbiosa isola di Jersey, in Inghilterra, durante la Seconda Guerra Mondiale. Grace Stewart, interpretata dalla sublime e sempre gnocchissima Nicole Kidman (e occhio a quello che dite che è la mia attrice preferita), “vive” (notate le virgolette ammiccanti) con i suoi due pargoletti in un’isolata tenuta di campagna. La donna è in attesa del marito, partito per il fronte e di cui non si hanno notizie. I due bambini soffrono di una malattia che non gli permette di essere esposti alla luce solare, pena indicibili sofferenze: un ottimo escamotage per mantenere la casa in un’atmosfera cupa ed angosciante per la maggior parte del film. Per questo motivo “nessuna porta deve essere aperta prima che l’ultima sia stata chiusa”.

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Con l’arrivo di tre domestici, strani eventi iniziano a verificarsi nella casa. In fondo si sa, il colpevole è sempre il maggiordomo. In un susseguirsi di claustrofobica tensione, alla nostra Kidman salteranno sempre più i nervi, per via di porte chiuse che si spalancano da sole e tende che si aprono facendo entrare la fatale (per i suoi bimbi) luce solare. In soffitta ritroverà poi un simpatico ed allegro album fotografico ritraente persone morte.

The Others

Comincia così a sospettare che la casa sia infestata, come nelle più classiche delle storie, e decide di rivolgersi ad un prete per benedirla. Uscita dalla dolce casetta si ritroverà tuttavia smarrita in una nebbia stile Silent Hill, nella quale incrocerà il suo piuttosto scostante marito (che sembra un po’ strafatto di acidi). Da qui in poi lo spettatore inizierà a fare 2+2 e gli tornerà alla mente un certo filmetto intitolato Il sesto senso. Dopo aver preso a fucilate la servitù di casa (che non sono altro che tre allegri ragazzi morti, per citare il gruppo punk-rock) ed essersi imbattuta nella seduta spiritica presieduta dalla medium che infestava la casa, la nostra astutissima Grace rammenta di aver fatto fuori i suoi dolci figlioli ed essersi suicidata poco prima dell’arrivo dei domestici, che non sono altro che colleghi fantasmi morti di tubercolosi decadi prima.

La famiglia che aveva tentato di abitare la casa (erano in questo caso i vivi ad infestare, tutta questione di punti di vista) decide portare via i maroni e lasciare la dolce combriccola di fantasmi a passare il resto dell’eternità nella loro dimora, finalmente con le tende aperte.

Se gli horror sono la vostra passione, fate un salto dai nostri amici di Film esageratamente da paura!

Article written by:

Edoardo Canepa

Genovese classe '93, di giorno è un timido e serioso bancario, di notte un nerd assatanato di serie tv, libri, film e videogiochi. Vive in città ma è campagnolo dentro. Adora alla follia Stephen King, la birra e le tartarughe.

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