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The Place Beyond the Pines – La sintesi del cinema che amo

The Place Beyond the Pines – La sintesi del cinema che amo My rating: 5 out of 5

Venghino signori e signore, venghino! Fatevi un giro sulla giostra dei sentimenti di Derek Cianfrance!

No non sono un saltimbanco e non lavoro nemmeno ai baracconi. Nonostante questo, il paragone con il luna park si presta proprio a pennello: The Place Beyond the Pines (o Come un tuono in italiano) ha tutte le carte in regola per far sorridere, emozionare, ma anche commuovere e tenere in tensione lo spettatore.

Diretto dal regista di Blue Valentine (sì, proprio quel film che vi ha fatto piangere a dirotto e sentire depressi), Derek Cianfrance confeziona una vera e propria perla; una favola dal cuore grande, con una colonna sonora indimenticabile e tutte le premesse per stupirvi.

La Trama

Per evitare grossi spoiler mi limiterò a darvi pochi indizi: vi basti sapere che il protagonista è Luke Glanton (detto “Awesome Luke”), interpretato da un gigantesco Ryan Gosling; lui è uno stuntman dal passato travagliato che lavora per un luna park errante. Tornato nella cittadina di Schenectady, scopre di essere diventato padre dopo una sua vecchia storiella avuta con Barbara (Eva Mendes).

Sempre a Schenectady vive Avery Cross (Bradley Cooper), poliziotto “eroico” e ambizioso, incapace di dare le stesse attenzioni che dà al lavoro alla famiglia.

Per qualche ragione il destino porterà le strade di queste due famiglie a incrociarsi.

Bravi tutti, anche il cane

Oltre ai già citati Gosling (che qui tocca i livelli recitativi di Drive di Refn), Cooper e la Mendes, il cast di contorno è mostruoso: Dane DeHaan (Harry Osborn in The Amazing Spiderman per intenderci), Ray Liotta, Rose Byrne (Bridesmaids), Bruce Greenwood (Christopher Pike di Star Trek) e due degli attori più bravi che lavorano ad Hollywood oggi, Ben Mendelsohn e il fresco premio Oscar Mahershala Ali. Nell’esiguo screen time concesso ai loro personaggi, bastano poche battute per renderli indimenticabili e dei beniamini per il pubblico.

Credibili e centrati dal primo all’ultimo, sono tutti promossi a pieni voti, pure il cane ballerino di Mendelshon! (Vedere per credere).

Si sorride, si piange, si corre

Ciò che però sorprende maggiormente è la maestria con cui The Place Beyond the Pines è diretto: ha una gestione dei tempi (quasi) perfetta, un montaggio meraviglioso e dei cambi di registro che non vi lasceranno il tempo di commuovervi perché, senza accorgervene, sarete sparati al centro dell’azione o nel bel mezzo di un dialogo chiave. Derek Cianfrance stupisce nei momenti action, riprendendo le fughe in moto, o gli inseguimenti in auto con una mano azzeccatissima.

È un poliziesco? Un film romantico? Un dramma adolescenziale? È tutto questo e anche un po’ di più. A prevalere su tutto però sono le immagini, con cui il regista racconta l’intimità famigliare, di cui noi riusciamo a cogliere l’amore (ahimè sofferente) che lega i personaggi. Un chiaro esempio di come anche brevi istanti di silenzio possano migliorare un film.

La città: un legame fortissimo

Schenectady. La prima cosa che balza all’orecchio è quanto suoni strano il nome della città: per dovere di cronaca, l’etimologia deriva da un termine mohawk (popolazione di nativi americani) che significa “su quel lato della pineta”.

La cittadina gioca un ruolo importantissimo nella riuscita complessiva del film: fotografata in maniera splendida, di notte o di giorno che sia, Schenectady è viva e si fonde perfettamente con la natura che la circonda.

Pinete altissime che sembrano toccare il cielo e che rimandano alla simbologia del sempreverde, a quest’idea di immortalità e del legame indissolubile di ogni personaggio con la città.

Una ricetta perfetta

In The Place Beyond the Pines gli ingredienti per un grande film ci sono tutti: dalla religione a prove attoriali indelebili, dalla fotografia ai citazionismi pop (occhio a Star Wars), dalla lacrimuccia ai nodi alla gola; un film completo, dall’animo sofferente che porta per mano lo spettatore in un viaggio tra redenzione, perdono ed espiazione.

Con una recensione breve e centrata ho provato a raccontarvi un’esperienza cinematografica sentita, che va vissuta in prima persona. The Place Beyond the Pines è merce rara, un film sontuoso che spicca tra il marasma di pellicole mediocri.

Un film da scoprire. E da amare. (Mamma mia che cliché… Però rende l’idea).

The Place Beyond the Pines

Article written by:

Davide Casarotti

Antipatico e logorroico since 1995. Scrivo di Cinema da quando ho scoperto di non saper fare nulla. Da piccolo volevo fare il cuoco, crescendo ho optato per il giornalista; oggi mi limito ad essere pessimista, bere qualche birra con gli amici e andare al Cinema da solo. Giuro, non sono una brutta persona.

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