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Tracks – Attraverso il deserto e attraverso sé stessi

Tracks – Attraverso il deserto e attraverso sé stessi My rating: 4 out of 5

Tracks – Attraverso il deserto è il viaggio di tutta una vita, alla scoperta di sé.

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Tracks – Attraverso il deserto racconta la storia vera di Robyn Davidson e dell’incredibile traversata compiuta in solitaria attraverso il deserto australiano, nel 1975. La ragazza, poco più che ventenne, spinta dalla voglia di fare qualcosa di diverso dalla vita piatta dei suoi coetanei, decide di sobbarcarsi un viaggio di 2700 km da Alice Springs (Ayers Rock) verso ovest fino all’Oceano Indiano. Gli unici compagni saranno il fedele cane e quattro cammelli, che Robyn addestra con amore e usa come bestie da soma, caricandoli di acqua, provviste e attrezzatura.

desertoPerché no, risponde, quando le chiedono perché vuole partire per questa avventura. Quello che Robyn (interpretata da una serissima Mia Wasikowska) vuole fare è allontanarsi dalla staticità e dalla piattezza della vita dei suoi coetanei – ed è incredibile come questo intento sia comunque attuale. Robyn vuole stare da sola, con i suoi animali; si intuiscono da una serie di flashback dei ricordi traumatici dell’infanzia che tormentano ancora la sua esistenza, ma più di tutto l’avventuriera vuole allontanarsi da tutto e da tutti, per ripulire fisico e mente dalle scorie inquinate della vita.

Una sorta di “dieta” mentale, che nel passo lento ma costante attraverso il deserto trova il mezzo per una pulizia profonda dello spirito. Il deserto non è un luogo facile, e 2700 km sono lunghi, ma Robyn sente la necessità di partire e scoprire cosa c’è (e chi è) tra quelle dune.

Il problema, ovviamente, sono i soldi. Alcuni amici le suggeriranno di scrivere al National Geographic in cerca di una sponsorizzazione, e così, dopo una lunga lettera nella quale spiega le sue intenzioni, ecco arrivare quattromila dollari e Rick Smolan (Adam Driver, molto più in forma che in Star Wars), il fotografo che documenterà la sua esperienza. All’inizio il rapporto tra i due è difficile: Robyn non vuole Rick tra i piedi, e la sua presenza costante a fine giornata le sembra vanificare l’intento del viaggio in solitaria. Accordatisi su un incontro ogni tot settimane, inizia finalmente il vero viaggio di Robyn attraverso il deserto – e attraverso sé stessa.

desertoDal viaggio, Robyn ha tratto un libro, Orme, che assieme alle splendide foto di Smolan ha affascinato un’intera generazione di giovani senza meta. Nel libro, tuttavia, la scrittrice e camminatrice esplora più a fondo le sue motivazioni psicologiche, soffermandosi più sul viaggio interiore che su quello fisico vero e proprio. Ci sono, infatti, più digressioni personali che descrizioni dell’ambiente. Ma è chiaro che questo sia l’intento e lo scopo ultimo del suo viaggio: una scoperta di sé stessa più che del deserto in sé. Il film invece non si sofferma a lungo su questa parte, preferendo lasciare alle immagini il compito di spiegare tutto quello che abbiamo bisogno di sapere.

Abbiamo quindi con Tracks – Attraverso il deserto, un film fatto di impressioni. Prima di tutto di impressioni fotografiche: le immagini che vediamo ritratte dalla regia di John Curran e dalla fotografia di Mandy Walker sono sognanti e spettacolari. Non c’è solo il paesaggio australiano che aiuta a creare scorci impressionanti, ma anche la mano e l’occhio intelligente di persone capaci di trovare angoli di ripresa e creare giochi di ombre interessanti, per sviluppare il filo narrativo fatto di immagini oltre che di parole. Robyn è solitaria e silenziosa, e nel film non vengono dette tante parole, più che altro vediamo dispiegarsi un paesaggio e un movimento di luci che raccontano perfettamente il carattere volubile e avventuroso della ragazza. Non sappiamo cosa ci sarà dietro l’ultima duna, né cosa le succederà all’arrivo nelle acque limpidissime dell’Oceano Indiano. Sappiamo solo che non c’è momento più soddisfacente e più vivo di quel bagno gioioso insieme ai suoi animali.

La fotocamera di Smolan riprende con curiosità la scena, e a noi non resta che goderci quel minuto di completo appagamento, in attesa dello sviluppo del rullino più bello della storia del National, e della prossima avventura.

Article written by:

Giulia Cipollina

28 anni, laureata, lavoro in un negozio di ottica e fotografia. Come se già non bastasse essere nerd: leggo tanto, ascolto un sacco di musica e guardo ancora più film - ma almeno gli occhiali per guardare da vicino posso farmeli gratis.

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