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Tutti i santi giorni: Il film che non ti aspetti

Tutti i santi giorni: Il film che non ti aspetti My rating: 3.5 out of 5

Molte produzioni cinematografiche e televisive (specie se indirizzate ad un ampia fetta di pubblico) hanno un problema di fondo, ossia quello di recintarsi all’interno della propria storia, narrandola senza però dire effettivamente qualcosa. Chiariamoci, ciò che intendo è che a volte si fa avanzare una storia semplicemente per inerzia e non perché ci sia un messaggio da lanciare o qualcosa di cui voler parlare (scusate la rima, prima o poi inizierò a fare il rapper).

Come esempio lampante vi sono le varie serie televisive (chiamate volgarmente fiction) che vengono trasmesse sulle reti pubbliche, serie che vanno avanti per inerzia, per puro intrattenimento, senza voler trasmetter nulla (proprio per come si distingueva infatti l’amato Dr. House, serie in cui ogni episodio ha insegnamenti da offrire, ma mi tengo la chicca per un altro articolo). Ciò non rende quelle serie “inferiori” ad un tipo di contenuto differente, (ricordiamo a tutti che il cinema NASCE come forma di intrattenimento, e che tutt’ora quest’ultima è una componente fondamentale del medium). Tutti i santi giorni aveva tutte le carte in regole per essere una delle tante commedie romantiche che escono in sala, (specie se consideriamo che è un prodotto italiano) eppure non lo è stato. Quando ho iniziato a vedere la pellicola pensavo fosse uno dei classici “film da cassetta”, ossia un film gradevole, ma che non ti lascia nulla dopo la visione, ed avevo delle buone motivazioni prima di vedere il film, eppure avevo il presentimento che sarebbe stato qualcosa di più, e fortunatamente, il mio sesto senso ha avuto ragione.

Guido, portiere presso un albergo di notte e appassionato di agiografie e massimo esperto di protomartiri cristiani (interpretato da Luca Marinelli) e Antonia, cantautrice e impiegata in Alitalia (interpretata da Thony, nome d’arte di Federica Victoria Caiozzo) sono una coppia che convive oramai da diversi anni. Nella pellicola assaporiamo la vita di tutti i giorni della coppia, insieme all’odissea che stanno attraversando nel cercare di avere un bambino, con conseguenti difficoltà, crisi, sbalzi di umore e gente che dice stronzate. L’incipit narrativo è molto semplice, forse proprio per questo, unito ad una realizzazione splendida, sia tecnicamente che di scrittura, la storia funziona senza riserve. Se il plot vi sembra familiare non siatene stupiti, infatti la pellicola trae liberamente ispirazione da La generazione. Molto interessante proprio il modo con il quale il film si ispira e diverge dal libro. Ciò che rimane è l’incipit della storia ed alcuni eventi principali, altri invece se ne distaccano e molti dettagli, personaggi e situazioni secondarie sono totalmente scritti di sana pianta da Paolo Virzì e il suo co-sceneggiatore Francesco Bruni; modus operandi che ricorda quello di Stanley Kubrick nella lavorazione delle sceneggiature dei suoi film. La storia riesce non solo ad esser pienamente “romantica”, grazie all’empatia che si crea con i protagonisti ed al cambio di toni che spesso avviene, visto il tema. Degni di nota sono le storie ed i personaggi secondari, quasi tutti scritti di sana pianta da Virzì e Bruni, che riescono a completare il tema dell’amore e della procreazione, con le sue mille sfaccettature; grazie anche ad alcune idee geniali, tra cui lo sfondamento della quarta parete in cui vediamo un personaggio (interpretato da un ex concorrente del reality Tamarreide) partecipare al reality in cui aveva davvero preso parte.
Tutti i Santi Giorni

Dal punto di vista tecnico il lavoro è davvero da premiare, specie essendo una produzione italiana. La regia di Virzì è sempre azzeccata, dolce ed emotiva, almeno tanto quanto la storia stessa. Stessa cosa si può dire della fotografia che, però, a volte mostra scene magistrali e prende il ruolo di protagonista, mentre la regia si limita quasi sempre a “servire” la storia che viene narrata. Altra performance eccezionale è quella dei due protagonisti: Guido interpretato da un magistrale Luca Marinelli (confesso di essere particolarmente fan di Marinelli, è un mio feticcio), che interpreta un personaggio profondo e “reale” con una naturalezza che quasi spiazza, grazie anche ad una caratteristica che i film d’oltreoceano ci invidiano, l’accento che lo rende subito simpatico e facilita la capacità dello spettatore di provare empatia nei confronti del personaggio. Se Luca Marinelli può esser considerato una garanzia, un’interpretazione così toccante, immedesimata e naturale di Thony, non me la sarei davvero aspettata, considerando che in realtà non è un attrice professionista, bensì una cantautrice. Suo è, infatti, il merito di buona parte della colonna sonora, fantastica, specie nei suoi brani, che accompagnano la storia in maniera sublime, e amalgamando il tutto perfettamente, davvero complimenti.
Tutti i Santi Giorni

Tutti i santi giorni è un film speciale, che non ti aspetti, che ti stupisce; non perché sia uno dei capolavori osannati dalla critica o campione di incassi, ma perché, come spesso dico nelle mie recensioni, ciò di cui un film ha bisogno è il coraggio di raccontare la sua storia, senza fronzoli e mezzi termini e dannazione se Paolo Virzì qui ci è riuscito. Grazie anche alle ottime qualità tecniche, che spaziano dalle interpretazioni alle musiche, Tutti i santi giorni è una commedia romantica di qualità rara, che parla di amore, ma anche di tutto il resto, della vita.

Tutti i Santi Giorni

Appendice dell’autore: preciso che quest’appendice è assolutamente personale, non rispetta alcuna regola di forma giornalistica e non è null’altro che un’opinione di me medesimo, Samuele Vitti, e che, come tale non rappresenta le direttive editoriali di TheMacguffin.it.
“Venitemi a dire che il cinema italiano fa schifo e vi prendo a calci in culo! Grazie per l’attenzione, scusate i modi, ma quando ci vuole ci vuole”.

Article written by:

Samuele Vitti

Nato nell'anno '00, sono la dimostrazione vivente che l'età è una delle tante variabili che compone l'essere umano. Difatti, scrivo male e non capisco nulla di cinema, però provo a fare ambe le cose. Sappiate che son anticonformista di natura, è più forte di me, quindi non stupitevi di trovar pareri differenti dal resto della community di cinefili. Comunque ho scritto anche altrove, ma fatevi i fatti vostri!

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