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Un piccolo favore – altrimenti detto “un giallo in rosa”

Un piccolo favore – altrimenti detto “un giallo in rosa” My rating: 3 out of 5

Siete alla ricerca di qualcosa di disimpegnato, ma che vi dia l’illusione di usare almeno una minima parte dei vostri neuroni? Allora accomodatevi, perché Un piccolo favore è ciò che fa per voi. Un po’ commedia rosa, un po’ thriller, e pure un pelettino sfilata di moda: dotatevi di un buon Martini, protagonista assoluto del film, e gustateveli entrambi.

Girato nel 2018 da Paul Feig, Un piccolo favore è il tipico giallo tutto al femminile e, perfettamente consapevole del suo ruolo, schiera in campo due mostri sacri, se non del cinema di sicuro delle riviste patinate: da una parte Anna Kendrick, che dopo The Voices con i misteri ci ha preso gusto, e dall’altra Blake Lively, più che a suo agio nei suoi mirabolanti completi gessati. La prima, Stephanie, è la tipica casalinga quasi disperata di periferia, vedova sempre sorridente, mamma perfetta, e pure autrice di un blog che potremmo definire di economia domestica; non sorprende che gli altri genitori non stravedano per lei. La seconda, Emily, è invece la sua nemesi: rampantissima donna in carriera, con un marito affascinante e un po’ inconcludente (Henry Golding), probabilmente non ha mai aperto una scatoletta di tonno in vita sua; in compenso, è la massima autorità nella preparazione di cocktail. Le due si incontrano per caso all’uscita da scuola, e inaspettatamente scatta una strana alchimia. Stephanie arriva addirittura a considerare Emily la sua migliore amica, ma l’idillio è destinato a non durare: passato qualche giorno, la bionda manager scompare in circostanze misteriose. Salta fuori un cadavere, il marito è inconsolabile ma neanche troppo, epperò qualcosa non torna. Strano, vero? Ecco che Stephanie passerà dai panni della cuoca provetta a quelli dell’investigatrice. E scoprirà che le calzano a pennello.

Per certi versi, Un piccolo favore riecheggia 8 donne e un mistero: cast quasi esclusivamente femminile, piccole complicità, grandi rivalità. Con in più qualche imperdibile nota glam – la scena girata negli uffici di Emily è una parodia graffiante e neanche troppo esagerata di quel tipo di ambienti, e che dire poi del carré di Hermès?

Pregio non da poco, questo film non proverà mai, neanche per un solo istante, a rifilarvi qualche pistolotto zuccheroso ed ipocrita sull’amicizia fra donne: il suo pregio maggiore, forse, è proprio quello di mostrare in cosa possiamo trasformarci quando vogliamo raggiungere i nostri scopi. Se vogliamo stare sul mitologico, credo che la definizione più corretta sia “arpie”.

Più umoristico nella prima parte, per poi virare verso il thriller nella seconda metà del film, Un piccolo favore vi darà l’illusione di essere dei brillanti investigatori e insieme di esaminare ogni scarpa, borsa e abito della sterminata cabina armadio di Emily. Cosa chiedere di più? Ah, giusto: un Martini.

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Classe 1990, internazionalista di professione e giornalista per passione, si laurea nel 2014 saltellando tra Pavia, Pechino e Bordeaux, dove impara ad affrontare ombre e nebbia, temperature tropicali e acquazzoni improvvisi. Ama l'arte, i viaggi, la letteratura, l'arte e guess what?, il cinema; si diletta di fotografia, e per dirla con Steve McCurry vorrebbe riuscire ad essere "part of the conversation".

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