youth la giovinezza
Old Movies

Youth – La Giovinezza

Youth – La Giovinezza My rating: 3 out of 5

“You say that emotions are overrated. But that’s bullshit. Emotions are all we’ve got.”

In una parola: umanità. I film di Sorrentino raccontano tante piccole cose del nostro essere uomini che a volte scordiamo o a cui non facciamo caso, o non diamo troppa importanza. Sono quei film da guardare quando ci sentiamo un po’ alienati, quando ci sembra di vivere in una scatola e ci dimentichiamo che nella vita non c’è solo la macchina, l’ufficio o la lista della spesa. Quando ci svegliamo al mattino e pensiamo che la gente fa schifo.

La trama non importa. Se volete ve la scrivo, ma poi lo guardate lo stesso? C’è una spa in Svizzera e conosciamo i suoi ospiti, in particolare un direttore d’orchestra in pensione. Fine. Pochi avvenimenti chiave, il film parla dell’interiorità dei personaggi. Il significato sta spesso nei silenzi, nelle espressioni, nei piccoli gesti. Tante si intuiscono, lasciano spazio all’interpretazione personale. Il bello dei film di Sorrentino è quel senso di insicurezza, di instabilità. Lo spettatore si chiede se ha colto il messaggio nel modo giusto, per poi realizzare che, alla fine, non è veramente importante. Sono solo sensazioni.

youth la giovinezza

Fra queste, la solitudine. I personaggi non si toccano quasi mai – condividono lo stesso tetto, la piscina, la sala da pranzo, si ritrovano nudi nella sauna, ma sempre ognuno per sé. Poi, la voglia di vivere nel presente, per quanto si rivanghi nel passato. E la certezza di non poter mai conoscere una persona a fondo, dei segreti che ognuno porta con sé.

Questo è un film per chi ama le cose belle – vedi La Grande Bellezza, ça va sans dire, ma anche tutti gli altri capolavori di Sorrentino. Per chi apprezza l’essere umano con tutte le imperfezioni che ci si porta dietro. Per chi assapora i dettagli della vita e se ne nutre. E per chi ama le storie-non storie. Perché la maggior parte dei personaggi appare, mostra qualcosa di sé, e poi se ne va. Sta allo spettatore accettarlo e lasciarsi affascinare o affannarsi con mille domande che non hanno una vera risposta.

Article written by:

Giulia Bottaro

Nata e cresciuta a Novi Ligure, a 18 anni fa su tutto e parte per la Scozia per studiare Giornalismo. La sua passione sono le storie e spera che un giorno ascoltarle e scriverle diventi il suo lavoro.

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi