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Black Sails 3×06 – “XXIV” – Il duello

Black Sails 3×06 – “XXIV” – Il duello My rating: 4.5 out of 5

Con l’episodio precedente  gli sceneggiatori di Black Sails si sono messi la prima parte di questa terza stagione alle spalle, mettendo le basi per il gran finale. Roba di poco conto, tipo: accordo Flint-schiavi per riprendersi Nassau, guerra totale all’Inghilterra, Spagnoli incazzatissimi e pronti ad entrare di prepotenza nello scenario, alleanza Flint-Vane sullo sfondo. Insomma, in quanto ad alimentare l’hype, questi tizi della Starz ci sanno proprio fare.

Ora, dopo aver messo tutta questa carne sulla brace, pensavo che sarebbe passata almeno un’altra puntata prima di poterla mangiare. Logico no? Manco per il cazzo; dopo 10 minuti dall’inizio dell’episodio, troviamo Flint, Teach e Vane seduti allo stesso tavolo. Scusate, è colpa mia che tratto Black Sails come se fosse una serie normale, forse troppe puntate di The Walking Dead mi hanno ormai convinto che il ritmo in una serie sia un optional. Chiedo venia.

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In ogni caso, tornando alla nostra storia, nei primi minuti di questo XXIV episodio ci viene svelata una rivelazione gigante: a Teach resta poco da vivere. E qui, ancora una volta, è opportuno soffermarsi brevemente sulla qualità planetaria del casting di questa serie. Lo ammetto, la prima volta che avevo visto Ray Stevenson nei panni di Barbanera, non ero rimasto convinto al 100%. Non saprei neanche dire il perchè, forse per il fatto che avevo sempre immaginato Teach come il pirata più bastardo e sanguinario che fosse mai esistito, e l’immagine che mi ero fatto cozzava un po’ con il buon faccione di Stevenson.

Beh, dopo aver visto la scena in cui Teach rivela il suo destino ad una puta, ho capito quanto, ancora una volta, sia stata trovata la faccia giusta per il ruolo giusto. Un altro grandissimo personaggio, questo Barbanera, che vuole Vane al suo fianco fino al giorno in cui potrà affidare la sua eredità a quello che per lui è sempre stato come un figlio. Come al solito, bastano poche righe di dialogo, pochi minuti di scena, e sei già sentimentalmente imprigionato alle sorti di quel personaggio.

Comunque, finisce la scena e Flint atterra con la sua ciurma sulla spiaggia sulla quale ha attraccato la flotta di Teach e Vane. E i due cazzutissimi Capitani si stringono la mano per la prima volta (almeno sotto i nostri occhi). Boato dagli spalti! Sarà amore o odio? L’impressione fin da subito è che i due pirati non potranno mai condividere la stessa flotta. Troppo carismatici, orgogliosi e desiderosi di potere. Ve li immaginate Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo nella stessa squadra? Sulla carta una roba da farti esplodere il cervello dalla goduria, nella realtà si menano dopo due allenamenti. Sarà così anche per questi due titani? Lo scopriremo nella prossima puntata! E invece no, lo scopriamo subito.
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Oddio, non proprio subito subito, un pochino la carogna bisogna farla fermentare, se no che gusto c’è. E poi in questa serie ci sono anche altri personaggi in grado di regalare gioie, non è che parliamo di The Walking Dead, dove te ne fotte di 3 personaggi su 15. Ok ok. la smetto di parlare male di TWD, che poi divento pesante.

Si torna quindi a Nassau, dove il Governatore Woodes è nella merda fino al collo. Pover’anima, questo Woodes. Non fa in tempo a godersi la presa di Nassau che subito si trova sull’orlo di scatenare una guerra con la Spagna. Che inglesi e spagnoli si siano sempre stato sul cazzo non lo dico io, lo dice Wikipedia, ma questa volta è anche comprensibile che gli avi di Iniesta si incazzino come delle iene. Il Governatore ha poco tempo per restituire alla Spagna l’intero bottino della Urca, altrimenti Nassau verrà rasa al suolo dalla flotta spagnola. L’unico modo per salvare la pellaccia è convincere Jack a restituire la parte che lui e Anna hanno nascosto, ma ovviamente l’unico pensiero di Rackham,è quello di ricostruire la Repubblica pirata, e il tesoro nascosto è l’unica carta che potrà giocare per raggiungere il suo obiettivo. E quindi Anna se la batte con il bottino, e tante care cose al governatore.

Piccolo inciso storico: sempre secondo Wikip…va beh oh adesso non è che mi dovete dare dell’ignorante perchè consulto internet per controllare le guerre del ‘700, ma chi minchia le conosce? Va beh, allora mi rivolgo solo a voi che fate poco i furbi e ammettete di non saperne nulla del XVIII secolo. Pare che nel 1717 sia effettivamente scoppiata una guerra nota come Guerra della Quadruplice Alleanza fra Spagna e il resto del pianeta, Inghilterra compresa, per il controllo del Mediterraneo. Ok, Mediterraneo e Caraibi non sono proprio a due passi, però chi lo sa, magari questa storia potrebbe avere un peso nel futuro di Black Sails, visto che gli anni bene o male sono quelli. O magari sto solo dicendo una marea di cazzate, ma almeno ora abbiamo tutti imparato qualcosa di nuovo.

Dopo aver visto il legame fra la figlia di Scott e Silver stringersi sempre di più, ora la storia d’amore fra i due è quotata 1.20 alla Snai. Spero che questa relazione non mi azzoppi (ahahahahahahahahaha scusate) il personaggio di Silver, visto che i suoi duelli verbali con Flint erano una delle cose migliori della serie. In ogni caso, torniamo finalmente al maggior motivo di interesse di questo episodio: Flint v.s. Teach.
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Com’era prevedibile, i due non trovano l’accordo su nulla. Dopo uno scambio che si può riassumere in un “ridammi la mia flotta“, “attaccati al cazzo“, i due arrivano al duello con pistola e spada. L’unico che potrebbe impedire lo scontro è Vane, che però appare ancora troppo ferito dal tradimento degli abitanti di Nassau per schierarsi al fianco di Flint, che ne pianifica la liberazione.

Lo scontro ha così inizio, e Flint prova subito la sboronata, tentando di headshottare Teach da 1 km di distanza. Cazzo, è più grasso di Big Show, e miralo alle budella no? Sfiga vuoi che il colpo di pistola serve solo a rifare le sopracciglia di Barbanera, che si rialza incazzato come una iena e si scaglia contro Flint. Il povero Capitano, che sono settimane che si nutre solo di bestemmie per le sfighe che gli sono capitate una dietro l’altra, in breve tempo viene sovrastato, ma proprio quando Teach sta per sferrare il colpo decisivo, avviene quello che tutti speravano che accadesse: l’intervento di Vane.

Charles salva la vita a Flint e si rivolta di nuovo contro il suo mentore. La reazione di Teach è perfetta: nei suoi occhi si vedono davvero l’amarezza e la delusione di un cuore spezzato. Tradito nuovamente da colui che considerava come un figlio, Barbanera se ne va assieme alla flotta. I presupposti per un suo ritorno alla Gandalf ne Le due torri ci sono tutti. Vedremo se gli sceneggiatori della serie saranno della stessa idea.

In ogni caso, l’episodio si conclude con quello che sono tre stagioni che vogliamo vedere, ma che fino ad oggi abbiamo solo potuto annusare: Flint e Vane finalmente insieme, da alleati, azzarderei da amici, uniti da un obiettivo comune, la guerra contro l’Inghilterra. E nel finale, ancora una volta, gli sceneggiatori ci piazzano l’idea geniale: Vane, tramite i documenti trovati nel vascello spagnolo intercettato dalla flotta di Teach nello scorso episodio, ha scoperto che la Spagna sta cercando parte del tesoro della Urca.

Si riferisce ovviamente al tesoro custodito da Anne, braccata dal governatore Woodes. Quell’enorme ricchezza potrebbe essere la chiave di volta per le sorti della guerra: in mano al governatore, decreterebbe la fine dell’età dell’oro della pirateria; in mano ai pirati, potrebbe essere l’arma per sostenere un invasione di Nassau. Dalla prossima settimana partirà quindi un’altra caccia al tesoro senza quartiere, con in palio il destino dei Caraibi. E noi ce la godremo tutta, eccome se ce la godremo.

Vai all’episodio 3×07 – “XXV” – Non si scherza con i fantasmi!

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Article written by:

Roberto Lazzarini

25 anni, cresciuto fin dalla tenera età a film, fumetti, libri, musica rock e merendine. In gioventù poi ho lasciato le merendine perchè mi ero stufato di essere grasso, ma il resto è rimasto, diventando parte di quello che sono. Sono alla perenne ricerca del mio film preferito, nella consapevolezza che appena lo avrò trovato, il viaggio ricomincerà. Ed è proprio questo il bello.

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