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Philip K. Dick’s Electric Dreams – Episodio 3-4-5: un trittico degno dei grandi nomi che lo animano

Philip K. Dick’s Electric Dreams – Episodio 3-4-5: un trittico degno dei grandi nomi che lo animano My rating: 3 out of 5

Dopo i primi due episodi di buon intrattenimento Electric Dreams ingrana una marcia dopo l’altra, e che marce!

Per chi si fosse perso l’introduzione a questa bella serie di Channel 4 consiglio di fare un recap veloce della genesi di Electric Dreams e dei primi due episodi, che fino a questo punto non erano stati niente male. Forse un po’ low budget rispetto ad altre produzioni però tutto sommato due racconti carini per come presentati (sicuramente più il secondo del primo).

Se foste già in pari con quelli scordateveli perché i seguenti sono stati molto, molto al di sopra delle aspettative!

Leggete tranquilli, questo è un articolo senza spoiler e senza olio di palma

1×03 THE COMMUTER

Finora il mio capitolo preferito: un bravissimo Timothy Spall è Ed Jacobson, capostazione annoiato (non credo ci siano capistazione di altro genere) che incontra una ragazza pendolare apparentemente fuori di testa. Il desiderio di capire da dove arrivi e dove vada questa ragazza si intreccia con i problemi interni alla famiglia di Ed, in particolare con il figlio un po’ schizzato ma amato dal padre.

Non so se sia stata la bravura dell’attore inglese a rendere così convincente questo episodio, ma a distanza di quasi 3 settimane posso dire che questo terzo episodio di Electric Dreams è un cambio di passo bello e buono rispetto ai primi. La carica emotiva è davvero intensa e si percepisce anche un miglioramento sensibile di tutta la progettazione della scena, dalle ambientazioni alla fotografia.

1X04 CRAZY DIAMOND

Forse non all’altezza del terzo episodio però anche questo molto superiore ai primi due. La politica della guest star per ogni capitolo comincia ad avere il suo perché e anche Steve Buscemi non sfigura affatto.

Questa volta siamo di fronte ad un mondo distopico popolato da esseri umani e non solo. Ma la cosa particolare di questo sogno elettrico è che ne contiene molti altri, nel senso che oltre alla linea narrativa principale se ne potrebbero sviluppare tantissime altre.

Ci sarebbero spunti a sufficienza per fare almeno tre diversi episodi, cosa di per sé molto buona (indice di una ottima descrizione degli aspetti secondari) ma anche un po’ “arma a doppio taglio”, perché alla fine si ha la sensazione di aver quasi sprecato un grande potenziale.

1×05 REAL LIFE

Ed eccoci al culmine del suddetto trittico: la ciliegina sulla torta!

Nella mia prima uscita su Electric Dreams scrissi che per fortuna questa serie si distaccava nettamente da Black Mirror, suo predecessore in termini strettamente di genere. Ecco neanche il tempo di dirlo ad alta voce che arriva questo Real Life. Bentornata agonia.

electric dreams

Anna Paquin è Sarah, una donna dalla vita apparentemente perfetta e Terrence Howard è George, che in realtà è Sarah o forse viceversa. Voglio rimanere inattaccabile dal punto di vista spoiler quindi non dico niente però questo episodio è stato davvero figo.

E SIAMO AL GIRO DI BOA

Tra virtual reality, lo spettro incombente di Black Mirror e un finale con il botto posso dire che Electric Dreams continua ad intrigarmi tantissimo. Gli attori protagonisti sono davvero scelti con buona coscienza, mixando riconoscibilità e bravura e la qualità finale di questo prodotto ne giova, altroché.

Arrivati a metà della serie il punteggio che personalmente do a questa serie continua ad aumentare e posso dire senza paura che:

  • Timothy Spall è il miglior attore protagonista finora
  • Geraldine Chaplin è la miglior attrice non protagonista
  • Real Life è il miglior episodio per sceneggiatura

A questo punto non mi resta che consigliarvi di mettervi in pari perché non so voi ma io aspetto con ansia Bryan Cranston e Juno Temple.

Per oggi è tutto, alla prossima puntata di Stefano’s Electric Dreams e ricordatevi anche di fare un salto su Serie Tv News per rimanere aggiornati sulle ultime novità.

Article written by:

Stefano Ghiotto

Studio Architettura e si sa, al giorno d'oggi non ci si può più mantenere facendo l'architetto. Quindi cerco di fare qualsiasi altra cosa nella speranza di non arrivare mai alla prostituzione. Mi piacciono i film con trame complicatissime (che alla fine ti danno la stessa sensazione di benessere del bagno di casa tua dopo una giornata in Università) e le serie che non si caga nessuno come le patatine gusto "Cocco e curcuma".

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